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Edizione provinciale di Belluno


Coppa Dolomiti. Longarone e Comelico, vanno in bianco...

Un palo di Palushi nella ripresa, è il pericolo più concreto di una agenda scarna...

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Longarone-Comelico 0-0

Longarone: Anzolut, Rossi, Teza, Maravai, De Bon, De Bona, Nora, Dassiè, Bosak, Simone De Bona (34’ st Riccobon), Reolon (21’ st Palushi)

In panchina: 12 De Cesaro, 13 Dal Farra 14 Samuele De Bona, 15 Feltrin, 16 Mazucco

Allenatore: Gianni De Bona

Comelico: Casanova, Fontana, Sergio Buzzo (37’ st Manuel De Candido) , Guadagnni, Toppan, Aldo Pomarè, Roselli, Pellegrina, Cirogliano (40’ st Alessandro Pomarè) , Willy De Candido (33’ st Candido), Michele Buzzo

In panchina: 12: Facchim 13 De Martin, 14 De Lenart, 17 Sacchet

Allenatore: Denis De Bettin

Arbitro: Mattia Lise sez. aia di Belluno

Reti:

Note. Pomeriggio velato e piovoso, temperatura di 21 gradi, terreno in ottime condizioni, spettatori 140 circa con un discreto seguito bianco verde. Ammoniti: De Bon (L), Michele Buzzo (C), Willy De Candido, Sergio Buzzo, Aldo Pomarè e Maravai. Recupero: pt 1’ st 5’

Longarone. Un tempo a testa è la fotografia del pari ai piedi della Diga del Vajont, una gara che il Longarone per le azioni sprecate avrebbe meritato d vincere. Imprecisione, il palo di Palushi e la bravura di Casanova sono il simbolo di una semifinale giocata a singhiozzo e ancora aperta. Per i gialloblù di mr. De Bona è la semifinale bis a due anni di distanza dal doppio confronto perso contro l’Agordina finalista 2014-15 con la Fulgor Farra vincitore della coppa. Il Comelico forza emergente del torneo dolomitico di Terza, impegnato nella volata playoff, aspira alla finale, il pass ideale per salare la piramide regionale, contando sul Cortina…Al via del bellunese Lise è l’undici di Gianni De Bona a mettere la giusta pressione all’apparato difensivo ospite. E’ una fugace fiammata (un traversone innocuo e un corner privo di pericolosità) che il Comelico controlla da par suo. La formazione di De Bettin, dinamica nell’aggredire gli spazi e concentrata nell’applicare il raddoppio della marcatura, la spunta di sovente nel’anticipo e fa incetta di “seconde palle” davanti alla lenta e prevedibile avanzata gialloblù. Il primo quarto di gioco è noioso e le puntate a rete mancano della giusta dose di cattiveria. E’ una semifinale che si gioca in 180’ e il motto è: prima non prenderle. Superata la soglia di studio è l’undici di mr. De Bona a salire in cattedra e lo fa con un paio di soluzioni dalla distanza: il primo calcio franco radente del macchinoso Reolon, schizza sul terreno bagnato acquista velocità e casanova con ottima scelta di tempo si allunga sul palo di sinistra e devia a fondo campo. 2’ ci prova dai 25 metri Simone De Bona, ma lo specchio della porta è tabù. Messo ordine alle marcature, il Comelico torna padrone della manovra; i ragazzi di De Bettin con una linea di rottura dinamica ed elastica articolano una costante pressione sulle ripartenze di casa e su Reolon, l’elemento-boa intorno al quale si muove l’azione offensiva gialloblù. Ma nel dare peso all’avanzata, il continuo portar palla dei mediani, le distanze tra i due reparti offensivi e la lentezza nel movimento del tandem d’attacco, facilitano la fase di contenimento dei bianco-verdi. Nelle fasi intermedie dell’azione il Comelico mette in vetrina un maggiore brio e una concentrazione che il Longarone subisce. Nemmeno sul palloni aerei la formazione di Gianni De Bona contando sui due uomini di notevole statura riesce a fare breccia. Salvo il piazzato di Reolon la prestazione dei padroni di casa nei primi 45’ si rivela molto fumosa.

La ripresa cresce la presenza del pubblico e sale l’intensità agonistica. La prestazione tecnica sul manto erboso è motivata da un Longarone più tonico che lascia il timore e una parziale sonnolenza nello spogliatoio. Al 4’ i gialloblù sfondano centralmente con Simone De Bona, il centravanti palla al piede punta dritto Casanova che in uscita non si fa prendere dalla foga. L’estremo bianco verde sceglie bene il tempo dell’intervento sull’ultimo tocco di palla del centravanti che va a terra e l’arbitro lo invita a rialzarsi. 2’ dopo altra mischia nell’area d porta ospite: sul pallone spiovente dall’angolo è Reolon in avvitamento a cercare un improvvisato colpo di tacco. E’ un buon Longarone che attacca su tutto campo. Il peso fisico dei ragazzi di mr. De Bona prende il sopravvento e il Comelico provato dalla fatica e dal notevole dispendio fisico cede parecchio campo. Al 24’ è ancora Casanova ad allungarsi sul palo di destre a sventare con un gesto di riflesso il rasoterra di Palushi. Imperversa il Longarone e i bianco verdi non fanno più filtro. Mister De Bettin intuisce le difficoltà fisiche dei suoi e provvede a frazionare il finale di gara con tutti i cambi a disposizione. Al 28’ gran legnata dai 18 meri di Bosak e il cuoio sorvola di un palmo la trasversale. Al 35’ è il fresco Palushi ha sferrare l’attacco sulla sinistra: il neo entrato in velocità elude il ritorno di Fontana, alza la testa, con la punta del piede piazza il diagonale basso di precisione e il pallone-gol colpisce la base del montante. Son i minuti in cui il Comelico è alle corde. Solo a sprazzi i bianco verdi riescono a riversare l’azione nella metà campo gialloblù, ma sono azioni di respiro…Il confronto volge al termine e le squadre si congedano sul nulla di fatto. Appuntamento ora al retour-match in Comelico.

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  Scritto da Flavio Cipriani il 15/04/2017
 

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