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"Gallini". L'Arezzo si china di...rigore agli svedesi dell'Hammarby...

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Nella foto: i toscani dell' Arezzo allo "Sfriso" di Sacile.

La galleria. L'Hammarby la terna arbitrale, l'Arezzo e alcune fasi del match.

Arezzo-Hammarby (0-0) 1-4 dcr.

Hammarby: Nnonyelu, Hauzeuberger,Shabanaj, Svanberg, Sher, Geonborg, Fosuene, Harabi, Bakalaicos, Jabang, Axelsson 

In panchina 12: Bacalakos, Garcia, Syrindeby, Lahdo, Jelmal, Hamra, Dzeval

Coach: Jeppe Mavritzson

Arezzo: Salvetti, Anselmi, Carniani, Pezzola, Martelli, Fazuoli, Conteduca, Box, Jaupaj, Matteini, Mangani

In panchina: 12 Sacchetti, Borsi, Rosini, Steccato, Tozzi, Verdelli, Velardi, Sestini

Allenatore: Andrea Chiavorella.

Arbitro: Raccampo sez. aia di Pordenone

Assistenti: Mozzanut e Vercontento sez. di PN

Note. Serata piovosa e fredda, temperatura di 14 gradi, terreno in sintetico, spettatori 90 circa.

Sacile. L’Hammarby passa di rigore, si prende la semifinale del 19° trofeo “Gallini World Cup”, ma un plauso va alla prestazione dell’Arezzo capace di imbrigliare la forza fisica e la mole del gioco svedese. L’undici toscano uscito dallo “Sfriso” sconfitto, ha motivo di recriminare per le due nitide occasioni sciupate sotto porta da Magnani al 24’ del st, e da Jaupaj al 28’ con una girata fiacca sull’assist dalla linea di fondo campo dell’ottimo Sestini entrato nella ripresa. L’Hammarby che in mattinata aveva speso parecchio sul piano fisico nel vittorioso match contro la Stella Rossa di Belgrado e mancato nella finalizzazione. Tanto gioco fino al limite dell’area toscana ma conclusioni da applausi, zero… Al 16’ è l’Hammarby a farsi largo al tiro con il pericoloso Harabi, l’uomo più talentuoso (alto). Harabi ci prova anche su calcio piazzato: il tiro radente prende velocità sul terreno bagnato ma è reattivo ed efficace l’intervento alla base del palo dell’attento Salvetti (29’). L’Hammarby per volume di gioco e per tenacia si fa apprezzare, ma è l’imprecisione e renderlo impalpabile. L’Arezzo cresce alla distanza, mentre i bianco verdi scandinavi arretrano il baricentro. Nella parte finale della gara  ll’undici granata getta alle ortiche le due palle-gol citate la lotteria dei calci di rigore esalta l’intuito e del “giaguaro” NNonyelu che para tre calci dagli undici metri.

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  Scritto da Flavio Cipriani il 16/04/2017
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