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Edizione provinciale di Treviso


Serie D. Un guizzo di Franciosi decide il derby dell'Altolivenza...

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Nella foto: l'arbitro Caporale con i capitani Faloppa e Campaner.

Tamai-Liventina 1-0

Tamai: Andreatta *, Cramaro**(16’ st Montagner**), Russian, Faloppa, Cudicio, Kryeziu, Alcantara, Poletto***, Maccan (47’ st Sellan), Giglio (35’ st Franciosi), Bezzo (33’ st De Biasi)

In panchina: 12 Zonta***, 13 Giacomini, 15 Pignat, 16 Nadal, 18 Battaino***

Allenatore: Vinicio Bisioli

Liventina: Bardella**, Campaner, Cofini, Gobbato**, De Pin, Casella, Mestre* (41’ st Cassin**), Soncin, Florean, Zupperdoni***** (16’ st Basei****), Federico Furlan (38’ st Zamuner)

In panchina: 12 Battistella*****, 15 Gullo**, 16 Ferro***, 17 Granzotto***, 18 Scantamburlo***, 20 Sutto**

Allenatore: Mauro Conte

Arbitro: Alessio Caporale sez. di Abbiategrasso

Assistente n° 1: Francesco Tambone sez. di Bologna

Assistente n° 2: Emanuele Renzullo sez. sez. Torre del Greco

Reti: 38’ st Franciosi

Note. Pomeriggio soleggiato, temperatura di 25 gradi, terreno in buone condizioni, oltre 600 le presenze in tribuna.

Ammoniti: Cudicio, Campaner

Espulso al 36’ st Campaner doppio giallo

Recupero: pt 1’ st 5’

(**) under della gara: *’97, **’98, ***’99, ****’00, *****’01

Tamai di Brugnera. Ex in passerella nell’Altolivenza…In primis nelle fila della Liventina svettano le presenze di Federico Furlan e Cofini. Il terzo della comitiva bianco verde, il portiere Peresson, è fermo ai box. Altri sono i friulani in campo che in passato che hanno giocato in provincia e nelle vicinanze (Pordenone e Cordenons), vale a dire De Pin, Casella, Sutto e Campaner senza dimenticare i trascorsi del mottense Florean con la maglia nero-verde dei “Ramarri del Noncello”. Liventina carica di fosforo. I tre punti-scontati guadagnati nel ricorso al Delta Porto Tolle hanno proiettato i bianco-verdi nei quartieri alti della graduatoria, ma a Tamai, campo ostile a tanti club che amano il gioco arioso, la formazione di Mauro Conte deve ripassare lo spartito di un atteggiamento tattico e tecnico che ha fornito l’acuto solo al “S. Vigilio “ di Montebelluna. La terza uscita mottense è da valutare nei contenuti e sulla durata dei 90’. Chi in questa gara ha il dovere di osare con maggiore intensità è il Tamai che al centro dell’attacco recupera dopo tre turni di squalifica, Denis Maccan. Un pericolo, una minaccia per la difesa trevigiana che in Estate si era prodigata nel convincere l’ex Pordenone e Venezia a raggiungere il club del Livenza. Al via del lombardo Caporale accenna un pressing di filtro, una tattica di freno all’impostazione del gioco e alle ripartenze. Al 16’ grosso pericolo nell’area di casa: Florean affonda l’aggiramento sulla sinistra, centra teso nell’area di porta e lo stacco di piatto destro in spaccata di Furlan fa vacillare la traversa; il pallone rimbalza in campo e l’occasione sfuma con l’ex Furlan che osserva basito le indicazioni del 2° collaboratore di linea il campano Renzullo. E’ un partita decisamente fiacca, con parecchi errori nel palleggio. Il Tamai che fa valere un maggiore controllo della mediana, proprio in fase di ispirazione si rivela nullo impreciso, la squadra di Bisioli non riesce ad articolare tre scambi, gli esterni bassi restano impalati, mai sostengono l’uscita del cuoio anche quando davanti si aprono spazi a vista. La Liventina, pratica e agile nel riversare l’azione, ha modo di sovrastare le “furie” sulla rapidità, ma in prossimità dell’area di rigore l’azione si accentra troppo sul mancino di Furlan e i continui raddoppi di Faloppa e Cudicio sul piede esplosivo dell’ex vanificano ogni puntata ospite. Ci prova con i tagli anche Florean, ma la “seconda punta” ospite per ben due volte cade nel tranello dell’offside. Da dimenticare anche i calci dalla bandierina: la Liventina ne ha calciati sette (corti o giocati sul breve) e nessuno è arrivato a destinazione per la capocciata dei saltatori. Il Tamai si è notato in sporadiche occasione. Il trio Alcantara-Giglio e Maccan si è continuamente pestato i piedi nell’imbuto centrale organizzato da Campaner e compagni in prossimità dei sedici metri e il solo Bezzo, defilato sul binario di sinistra, in ogni pallone giocato si è rivelato schematico nel dribbling a rientrare sul destro. Palloni persi a contrasto e cadute simulate non hanno abbagliato Caporale. Ripresa. Al 3’ un tiro dalla media distanza di Furlan chiama Andreatta alla presa a terra. Al 19’ tiro dai 22 metri di Casella e Andreatta in recupero (anticipa il movimento a sinistra) smorza il rasoterra allunga dosi sula propria destra. Non è un mistero nel dipingere la partita scialba inconcludente priva di pathos. Gli errori nel palleggio nel reciproco scambio di favori (palloni persi) alimentano lo scontento del pubblico, numeroso e partecipe, ma penalizzato dello spettacolo che il derby alla vigilia avevano dipinto. Ci voleva un guizzo personale per risolvere e sbloccare la gara. L’ingresso di Franciosi a una manciata di minuti è l’arma che sgretola la disposizione difensiva bianco verde. L’ex NK Gorica con un’azione personale in slalom si apre un varco all’altezza della lunetta dei sedici metri e di sinistro finalizza il rasoterra a incrociare. E’ l’ 1-0 che vale i tre punti. La Liventina nel derby dell’ Altolivenza lascia i tre punti ai padroni di casa come avvenne il 24 marzo 2016, gara terminata sul 2-1.

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  Scritto da Flavio Cipriani il 15/10/2017
 

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