Storia: U.S.D. Plateolese

La storia del Plateola, ora Plateolese, s’innerva nel processo storico ed economico che ha contraddistinto l’intera evoluzione dell’Alta Padovana. Occorre tornare a cavallo del XX secolo, quando il piccolo paese di Piazzola sul Brenta cominciò a crescere tanto rapidamente da diventare il maggior centro industriale della Provincia di Padova. Il personaggio storico attorno cui si abbarbica tutto lo sviluppo del tempo è il conte Paolo Camerini che, da poco superato la maggiore età,  aveva subito assunto la direzione della proprietà paterna dando avvio a quella grandiosa serie di lavori che nell’arco di un decennio avrebbe radicalmente trasformato le condizioni di Piazzola sul Brenta. Il 1911, in particolare, è un anno particolare perché, a corollario di questo tumultuoso movimento economico, nasce la linea ferroviaria Padova-Piazzola che successivamente sarà allungata sino a Carmignano di  Brenta; merita menzione questo evento perché, stando alle cronache e alle memorie del tempo, proprio i vagoni ferroviari saranno i primi “spalti” da cui gli appassionati assisteranno a partite di calcio. Proprio nel 1911 s’iniziano a udire i primi vagiti del calcio piazzolese, germi che sbocciando daranno vita alla Società “Per la Patria” poi conosciuta anche come  “Società Patriottica Piazzolese” o anche più semplicemente “Pro Patria”. L’avvento della Prima Grande Guerra impose un rallentamento, se non una inibizione di tutte le attività sociali e ancor più a quelle di tipo ricreativo, per cui anche la “Patriottica” ben presto sospese ogni attività. Dopo il termine della Guerra,  l’intero paese di Piazzola vive dinamicamente la fase di rinascita post bellica ed anche il calcio comincia a vivere, nutrirsi e crescere: nasce così la Società Calcio Piazzolese. L’attività calcistica a Piazzola continua, il fervente movimento trova sempre più adepti sino a quando nel 1927 la Società Calcio Piazzolese assume il nome di Società Polisportiva Plateola. Il Plateola inizia, così, a partecipare ai Campionati Liberi (ULIC) ed il terreno di gioco, che dal ’28 diverrà proprio l’attuale stadio Comunale Paolo Camerini, sarà una vera fossa dei Leoni trascinando la squadra locale che conquisterà anche un campionato ULIC di II Categoria e il Campionato Sezione Propaganda poco prima della fine del Secondo Conflitto. Nel primo dopoguerra avviene l’ammissione formale e definitiva alla FIGC e s’intensificano i contatti con le squadre professionistiche venete, Calcio Padova in primis (le cronache narrano di un’amichevole con il Padova a cui assistettero oltre 5000 persone). Proprio alla società biancoscudata  verrà ceduto Giuseppe Marchetto che diverrà uno dei panzer di Nereo Rocco; dal Plateola, destinazione prima Luparense e poi Padova, partirà Aurelio Scagnellato che diverrà del Padova di Rocco la vera bandiera. Sono tanti i giocatori che migreranno verso campionati professionistici: da Paolo Ferrari, anch’egli protagonista con il Padova, a Giampaolo Lampredi, passando per Franco Luison e Mario Zanon, rispettivamente portiere e difensore del Lanerossi Vicenza in serie A. Il Plateola nel post guerra comincia a partecipare al Campionato di I Divisione, mietendo risultati e successi. Milita tra le fila gialloverdi nientemeno che Mario Squarcina, un giovane aviere di Padova che di lì a qualche anno fonderà la P.A.N. meglio conosciuta con il nome di Frecce Tricolori. Il Plateola vive momenti di gloria sino al momento in cui la fortuna economica dei Camerini viene meno e con essa la disponibilità finanziaria per sostenere la squadra di calcio che scivola verso categorie meno nobili. Il Plateola bazzicherà sempre nei campionati di I e II Categoria, tolta una fugace apparizione in Promozione. Ma a questo punto siamo già ai tempi nostri. Nel 2007 nel Plateola  confluiranno altre due altre locali, PIazzolese e Presina, dando vita all’attuale Plateolese.