Michele Florindo, dalla D alla Promozione. "Solo per l'Adriese..."

Dalla serie D al torneo di Promozione senza rimpianti. E’ dolce il ritorno a casa per Michele Florindo, 31enne globe trotter del calcio Polesano che proprio nel settore giovanile dell’Adriese iniziò (passando per Scardovari, dove il talent scout del Padova Ruben Buriani lo notò e lo volle con sé al Padova) la scalata al calcio professionismo. Tanta C1 tra le file di Padova, L’Aquila, La Spezia e San Marino (tre stagioni tra C1 e C2) . Altrettanta serie D con Casertana, Castellana, Pisticci. Nello scorso dicembre le prove generali per un avvicinamento a casa, con l’approdo al Sottomarina Lido (Eccellenza). In estate l’ingaggio al Pordenone (serie D), seguito dall’orribile pasticcio societario che portò all’esonero del tecnico Vanoli e all’inatteso (e clamoroso) dietro front dei ramarri nei confronti di alcuni tesserati. Fra gli altri a farne le spese è stato proprio lui, Michele Florindo, costretto a norma di regolamento trovarsi un’altra sistemazione entro il 17 settembre per non ritrovarsi bloccato. E’ proprio così che è nato il colpaccio del club granata, annunciato ieri attraverso un comunicato stampa. Ed eccolo oggi, il forte difensore villadosano, pronto a regalare ai lettori di Veneto gol le prime impressioni di un inatteso ritorno a casa.
Michele Florindo, tutto è bene quel che finisce bene?
“Direi proprio di si. Uscire dalla situazione che mio malgrado si era venuta a creare non era semplice. Ci sono riuscito sposando di buon grado il progetto dell’Adriese. E’ un ritorno a casa assai gradito e per nulla riduttivo”.
Non ti pesa il fatto di esser dovuto scendere di due categorie?
“Fossi finito altrove, mi sarebbe pesato e pure tanto. Non qui invece, non a casa mia e non in questa Adriese dove tutti, dico tutti a partire dal presidente Scantamburlo passando per il direttore generale Luciano Vianello che conosco da tanti anni, ai compagni di squadra agli altri addetti ai lavori l’impressione suscitata è stata ottima”.
Quest’anno è un’Adriese grandi firme…
“Direi proprio di si. Non a caso molti dei miei nuovi compagni di squadra li conoscevo già, per averci giocato assieme (due su tutti Alessandro Sabatini e Thomas Fig, ndr), o per averci giocato contro. Altri ancora, come Fabio Cazzadore, perché oltre che compagni di squadra siamo amici da una vita. Col team granata avevo già incrociato i tacchetti nel campionato scorso e mi aveva intristito non poco vedere l’Adriese attanagliata da mille difficoltà. Quest’anno invece, con l’arrivo del presidente Scantamburlo, il vento è decisamente cambiato”.
Ci sono le possibilità per tornare in Eccellenza?
“Fermo restando che questa squadra rappresenta per me un punto di partenza, e non di arrivo, credo che gli ingredienti necessari per puntare al salto di categoria ci siano tutti. Tutto il resto dipenderà da noi”.
La tua parentesi estiva al Pordenone rappresenta un’occasione mancata?
“No, affatto. Nessuna occasione mancata perché sulla carta era stata costruita una grande squadra ma in realtà non ci hanno mai messo nelle condizioni di lavorare. Troppa confusione, troppi dietro front e ripensamenti. Decisioni prese a caldo e non ponderate. In sostanza la gestione era affidata a dirigenti poco avvezzi al calcio e alla categoria. Non a caso fin qui i risulti stanno dando loro torto. Qui invece, pur essendo due gradini più in basso, è tutta un’altra musica”.
Domani l’Adriese riceve il Calvi Noale. E Florindo è già tra i convocati…
“Sono pronto, anzi prontissimo. Tornare a indossare quella maglia sarà per me come rinascere. In tutta sincerità non vedo l’ora”.
Simone Andriotto
Scritto da ZZZ ZZZ il 17/09/2011













