Prima girone H: due chiacchiere con Senin presidente del Marghera

Una vittoria per rilanciare le legittime aspettative di un campionato tranquillo. Una vittoria per rilanciarsi in classifica. È il momento di sentire il presidente del Marghera Massimo Senin (nella foto) dopo il 3-1 della sua squadra nel derby con il Real Campalto.
“È stata una bella vittoria. Finalmente dopo un campionato che è stato un susseguirsi continuo di infortuni e assenze. Bison che era fuori ed è rientrato proprio domenica, tre giocatori persi per tutta la stagione come Tamai, Nalesso e Germano, due assenze prolungate con Marchesin e Vio. Delle mancanze che hanno ridimensionato il valore iniziale della squadra; per questo motivo siamo intervenuti sul mercato con innesti che possano controbilanciare le assenze. Due attaccanti, con un gradito ritorno come Patrick Bortolini che a inizio stagione era passato al Laguna di Venezia e Marano dall’Edo Mestre Rsm ex Real San Marco e un centrocampista alla Gattuso come Vendramin che era fermo ma già con esperienze con il Mogliano. Poi una scommessa con Nobile che deve dimostrare di avere quelle qualità che tutti gli riconoscono e di avere ancora voglia di lottare. ”
Ma dopo tutto questo quali sono gli obiettivi del Marghera?
“Arrivare ad una salvezza tranquilla. Sapevamo che questo sarebbe stato un anno difficile soprattutto dopo le partenze di uomini di spessore come Rosa, Collauto lo stesso Bortolini con cui però siamo sempre rimasti in contatto, non ci siamo mai persi e quando ha deciso di tornare le porte per lui sono rimaste aperte. Lo stesso si può dire di Silvestrini che aveva deciso di rallentare dopo essere diventato papà. Deciso a rientrare da noi ha trovato le risposte che cercava anche se non era nei nostri piani il suo inserimento. Ma noi vogliamo dimostrare di essere prima di tutto una famiglia prima di una società. Prima vengono i rapporti umani dei rapporti sportivi. Non vogliamo più commettere l’errore di affidarci a persone troppo legate ai soldi, al vile dio denaro. Dopo un inizio di campionato con exploit abbiamo dovuto ridimensionarci, rimettere i piedi per terra. Io ho una mia teoria, i campionati, le squadre, hanno fasi in e fasi out. Lo dovrebbe dimostrare una statistica: dopo un anno di difficoltà arriva sempre un anno di calma, un anno di risalita e via così. Comunque alla fine se il gruppo c’è lo dimostrerà”
Per un uomo di calcio che ha portato la prima categoria a Marghera, quanto è difficile fare calcio di questi tempi?
“È sempre più difficile. Bisogna quasi vivere nella quotidianità, ricercando però la professionalità in tutto quello che si fa. A dire il vero il sistema, tutto il sistema, che ci circonda non ci aiuta per nulla. Proprio per questo motivo, per il difficile momento economico che stiamo attraversando, dobbiamo fare piccoli passi, ponderati. Poi è sempre più difficile anche perché chi si avvicina al mondo del calcio dilettantistico si avvicina sempre più per il dio denaro. Per noi è tutto diverso, possiamo contare su tanti volontari che vivono la nostra società con il cuore.”
Una società di cuore come la vostra figlia naturale il Catene 2008.
“ Anche loro sottostanno alla statistica di prima. Il primo anno della loro esistenza hanno sofferto, poi è arrivata la promozione, la scorsa stagione la retrocessione, alti e bassi come le borse. Comunque un grazie e complimenti a tutto lo staff del Catene che pur tra mille difficoltà sta portando avanti il nostro progetto comune, puntare sui giovani.”
Infine, risolta la questione campi?
“Non voglio addentrarmi troppo su una questione ancora irrisolta come quella del campo comunale di via della Fonte. La questione spogliatoi è ancora da dirimere. Dopo mille sopralluoghi sono arrivate solo fumate nere per ristrutturare degli spogliatoi che hanno 33 anni. Mentre per quanto riguarda il campo di Cà Emiliani posso solo dire ufficiosamente che se la gestione dovesse passare al Marghera Calcio la nostra sarà tutta tesa a far rivivere l’impianto con il settore giovanile riportando così la luce ad un quartiere come quello di Cà Emiliani. ”
Scritto da ZZZ ZZZ il 02/12/2011













