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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

Edizione provinciale di Venezia


Seconda O: goleada del Gainiga di Franco Martin a San Stino

nella foto, Matteo Carniel del Gainiga

SAN STINO- GAINIGA 1-6

SAN STINO: Zaganelli, Bedin, Precotto, Pasqual (dal 23’ s.t. Candidi), Orlandini, Moro, Gobbo (dal 12’ s.t. Bittolo), Borgolotto, Biasotto (dal 27’ s.t. Palamin), Verrastro, Missino

Allenatore: Andrea Pascutto

GAINIGA: Fiotto, Marcon, Conte (dal 27’ s.t. Fiotto), Boem, Cincotto, Valente, Carniel, Zanutto, Michelon (dal 36’ s.t. Vio), Campagna, Raimondi

Allenatore: Serio Franco Martin

Arbitro: sig. Giovanni Clementi

Reti: 4’ p.t. Zanutto (G), 33’ p.t. Borgolotto (S), 45’ p.t. Michelon (G), 3’ s.t. Valente (G), 27’ s.t. Raimondi (G), 45’ s.t.. Vio (G)

Ammoniti: Biasotto (S), Conte (G)

Espulsi: nessuno

Note: giornata uggiosa, terreno in discrete condizioni, spettatori circa 150 

SAN STINO DI LIVENZA- Probabilmente questa sera a San Stino sono state richieste le prove del DNA. Non si tratta di omicidi però, stiamo parlando di calcio. Perchè perdere 6-1 in casa già è di per sé incredibile, ma perdere 6-1 in casa con gli avversari che sbagliano anche un rigore, con l’arbitro che te ne regala uno e senza mai tirare in porta sfiora l’assurdo.

Non crediamo che il buon San Stino visto all’opera finora nel girone O sia quello che è sceso in campo contro il Gainiga. Oggi si è vista una differenza troppo grande tra le due squadre, ora divise da un solo punto in classifica (per di più a favore dei biancoazzurri), per pensare che a calcare il rettangolo verde sia stato il vero San Stino. Una squadra scevra di idee, di personalità, di carattere e di gioco, soverchiata dall’inizio alla fine da uno stratosferico Gainiga. Certo, può succedere di incappare in una sconfitta a causa di una giornata storta. Generalmente quando capitano queste gare in cui non ti riesce nulla, in cui i meccanismi che nelle sfide precedenti sembravano funzionare saltano, una squadra riesce a limitare i danni con il carattere, con l’orgoglio. Invece nulla di tutto questo, nemmeno il classico risuonare della parola “Sveglia!” dalla bocca del capitano o del portiere. Solo un consegnarsi arrendevole ed impotente tra le braccia dell’avversario, aspettando il fischio finale come se fosse una liberazione, la fine di una tortura lunga 90’. Nemmeno l’arbitro, venuto in soccorso dei padroni di casa al 33’ con la concessione di un rigore inesistente che aveva riportato il risultato in parità, è riuscito ad evitare la mattanza.

A vestire i panni del carnefice è stato dunque un Gainiga che definire strepitoso quest’oggi è riduttivo. Infatti la squadra di Serio Franco Martin non si è limitata ad approfittare della giornata storta degli avversari, addirittura ha contribuito ad acuirla. Gli uomini in maglia neroverde hanno aggredito l’avversario sin dal fischio d’inizio, portandosi immediatamente in vantaggio con un bel colpo di testa di Zanutto su azione di calcio d’angolo. Dopo L’1-0 il Gainiga ha continuato a dominare reagendo senza colpo ferire al rigore sbagliato da Conte ed al pareggio biancoazzurro, riuscendo poi ad andare al riposo nuovamente in vantaggio. E’ stato il gol del 2-1, firmato al 45’ da Michelon (neo acquisto arrivato in settimana) con un tap-in nell’area piccola dopo un colpo di testa di Zanutto, il momento chiave della partita. Non a caso subito dopo l’intervallo il Gainiga ha continuato ad attaccare a testa bassa e ha trovato subito il terzo gol con Valente che scaraventava in rete un cross basso di Raimondi malamente respinto dalla difesa del San Stino. Con questo uno-due a cavallo dei due tempi possiamo tranquillamente affermare che si è chiusa la partita ed è iniziato lo show degli ospiti: Raimondi con una gran percussione, Michelon e Vio con due bei tiri al volo hanno dato al punteggio una dimensione tennistica, suggellando una magnifica prova di squadra. Il grande merito degli uomini in maglia neroverde è stato quello di giocare un calcio che per una squadra di Seconda Categoria è lusso. Mai un lancio lungo, mai un pallone buttato via. Una manovra ragionata e deliziosa, orchestrata dai mediani Boem, Zanutto e Campagna, un movimento senza palla sugli esterni incessante e un attacco che con grandi doti tecniche ha sempre fatto salire la squadra e sottoporta si è dimostrato implacabile: con un 3-5-1-1 interpretato alla perfezione, la banda di Franco Martin ha dato spettacolo. Poco importa se i primi tre gol, quelli che hanno indirizzato la partita, sono avvenuti tutti da calcio piazzato: il gioco espresso dal Gainiga è stato scintillante per quasi tutto il match.

Ad aiutarlo è stato sicuramente un San Stino che, al di là del rigore concesso generosamente dall’arbitro per un presunto fallo su Missino e trasformato da Borgolotto, non è praticamente mai entrato in partita. Sovverchiata già dai primi minuti, la banda di Pascutto non è nemmeno riuscita ad approfittare di un penalty regalato per riuscire a cambiare l’inerzia del match. Con lanci lunghi e prevedibili dalla difesa di sicuro non si poteva pensare di impensierire un Gainiga così autoritario e brillante. Nessuna trama di gioco, nessun dribbling, nessun tiro realmente pericoloso per la porta avversaria. Da salvare per i padroni di casa non c’è davvero nulla. A preoccupare invece sono una difesa incredibilmente distratta (tre gol presi da calcio piazzato sono decisamente troppi), un centrocampo abulico costantemente soverchiato dagli avversari ed un attacco mai pericoloso.

Chissà se dopo aver perso il “set” di oggi Pascutto riuscirà a ritrovare i suoi uomini. La sconfitta di oggi, se non ammortizzata nella maniera corretta, potrebbe avere effetti devastanti.

 

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  Scritto da ZZZ ZZZ il 18/12/2011
 

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