Zianigo Calcio (Terza VE): due chiacchiere col presidente Pertile

Galdino Ragazzo è stato il passato. Adesso dopo dieci anni di vice presidenza la palla passa sui piedi di Claudio Pertile che conduce lo Zianigo sulla strada verso la promozione in seconda categoria, obiettivo dichiarato della società.
“Nel 2012 festeggeremo il quarantesimo compleanno della società fondata nel 1972. Alla fine del girone d’andata il nostro obiettivo era quello di rimanere nei primi quattro, siamo terzi, quindi, oltre le nostre aspettative. Ovviamente, chiuso il discorso primo posto assegnato alla Salese, buona squadra dove si è investito per raggiungere immediatamente la promozione, il nostro obiettivo rimane comunque quello di salire di categoria, quella seconda dove siamo stati protagonisti per molto tempo.”
E per raggiungerla cosa serve?
“ Prima di tutto quello che esiste e cioè un bel gruppo. Poi un allenatore giovane che creda nel nostro progetto, come Omar Leder, classe ’78, ex giocatore della Miranese. Poi il massimo rispetto, la massima serietà. I ragazzi continuano a dimostrarla ogni volta. Le faccio un esempio per quanto banale: abbiamo una donna come fisioterapista ma in spogliatoio mai una parola di troppo o qualche commento inutile, quelli purtroppo arrivano soprattutto dagli avversari. ”
Tutto bene, quindi?
“Direi di si. Se proprio devo trovare una cosa, anzi due, un primo neo è che giochiamo su un campo parrocchiale, l’altro neo della nostra esperienza è la mancanza del settore giovanile. Abbiamo una prima squadra, una amatoriale, qualche anno fa avevamo anche la formazione femminile che riuscì a conquistare la promozione dalla D alla serie C. Adesso non abbiamo più le ragazze, ma quello che più ci manca sono i giovani. ”
Il motivo di questa mancanza?
“Fino a qualche anno fa avevamo la juniores, un paio di allievi ed esordienti, i pulcini. Poi molti fattori contrari hanno portato alla scomparsa del settore giovanile. Primo tra tutti il fatto che ci sono sport alternativi che portano via i ragazzi, altre società anche limitrofe possono utilizzare i loro furgoncini per portare in giro i ragazzi e poi da molti anni a Zianigo non si costruiva più e molte famiglie sono emigrate, oltre ad un calo fisiologico delle nascite. Adesso qualcosa si sta muovendo e i bambini sembrano avvicinarsi. Abbiamo tutte le domeniche gruppi di ragazzi che ci seguono.”
Quali potrebbero essere le politiche per recuperare questa mancanza?
“Intanto partire dai ragazzi che ci seguono. Cercare di fare gruppo. Poi provare a coinvolgere maggiormente le famiglie. Ormai l’allenamento settimanale è diventato quasi un parcheggio per i ragazzi. Io e parte del nostro gruppo dirigenziale siamo stati gli ultimi che si sono aggregati per seguire i propri figli. Poi quando questi sono cresciuti abbiamo continuato a seguire la squadra. Io infatti ho fatto parte per molti anni dello staff della juniores. Ma ormai siamo rimasti così pochi che c’è la necessità di ringiovanire. Ogni giovedì alle riunioni del direttivo siamo sempre gli stessi e non avremmo nessuna paura o timore a far entrare altri nella società. Dopo molti anni siamo quasi fratelli, facciamo le feste patronali, le sagre dello sport e molte altre cose.”
Cosa spinge una persona a continuare nella gestione di una società sportiva nonostante le difficoltà ?
“Una cosa soltanto: la passione. Io non ho mai giocato molto a calcio. Ma cominciando a seguire mio figlio sono arrivato quasi a rimpiangere l’atmosfera del campionato nei tre mesi di pausa estiva. Quando prima seguivo la juniores, ora la prima squadra, quasi scarico la tensione accumulata durante la settimana mentre assisto alla partita. Sono due ore veramente salutari.”
Scritto da ZZZ ZZZ il 23/12/2011













