Speretta idee chiare. "Il Sindacale sarà a -1 allo scontro diretto..."

“Penso che arriveremo allo scontro diretto alla penultima giornata con 1 punto di ritardo dall’Evolution Team. E lì ce la giocheremo”.
Così risponde il presidente del Sindacale Mauro Speretta quando gli chiediamo di azzardare un pronostico sulla lotta al primo posto del girone sandonatese di Terza Categoria. Una sicurezza, a giudizio del presidente, motivata “dalla consapevolezza di essere stata l’unica squadra a metterli in difficoltà, la compagine che è stata in grado di segnare loro due gol sui tre totali che finora hanno incassato. L’ho anche detto al mio collega dell’Evolution, con il quale c’è un rapporto di stima e di amicizia: dovete temerci fino alla fine. Anche perché abbiamo una squadra molto più giovane, che arriverà più fresca nella fase decisiva della stagione”.
Parole forti, pronunciate con voce ferma e sicura, quelle del presidente. Un uomo schietto e deciso, sicuro di sé, che non nasconde le proprie ambizioni. Anzi, cerca di motivare ancora di più i suoi giocatori: “ Ovviamente sono soddisfattissimo del campionato che stiamo facendo. Siamo in corsa per il nostro grande obiettivo, ovvero la promozione diretta in Seconda Categoria. D’accordo, quella dell’Evolution sembra una marcia inarrestabile. Però noi abbiamo perso due partite in maniera stupida (contro Annonese e Staffolo ndr), due partite che se fossero andate in una maniera diversa ci porterebbero ad essere se non proprio davanti, sicuramente molto più vicini a loro. Quindi ce la possiamo fare, possiamo arrivare davanti all’Evolution Team. Soprattutto perché credo nei ragazzi, tutti giovani e ricchi di motivazioni, che stanno disputando un campionato stupendo e sono sicuro cresceranno di rendimento partita dopo partita”.
Speretta è così sicuro dell’esito del campionato che guardia già al futuro: “L’ho già detto al nostro allenatore: con la promozione non cambierebbe nulla. La stessa squadra con cui affronteremo, faccio gli scongiuri, la Seconda Categoria sarà la stessa. La nostra politica non cambierà di una virgola, noi siamo una società che ha scelto di puntare sull’entusiasmo e sulla voglia di giocare dei giovani che non trovano spazio nelle squadre iscritte alle categorie superiori. Abbiamo un’età media di 23 anni, per cui i miei giocatori possono solo migliorare. Non cambierà ovviamente nemmeno il mister: Sutto infatti è qui da due anni e si sta sempre più rivelando una scelta vincente. Sta facendo benissimo e non lo sostituirei con nessun altro”.
Quando l’intervista si sposta su altri temi, ancora una volta registriamo nel nostro interlocutore uno spirito ardito e combattivo: La crisi che sta colpendo il nostro Paese si manifesta non solo nel calcio professionistico, ma anche e soprattutto in quello giovanile.
La Federazione parla tanto, ma non ci aiuta. Per esempio perché non fa un semplice sondaggio tra noi presidenti delle squadre dilettanti chiedendoci se preferiamo giocare il sabato o la domenica pomeriggio? Sono sicuro che se le partite si disputassero di sabato, tutti i campionati non professionistici riscuoterebbero più interesse da parte dell’opinione pubblica e della gente, che accorrerebbe più numerosa a vedere le partite. Invece no, nulla di tutto questo. L’unico interesse che avverto dalla FIGC nei confronti delle nostre piccole società è sapere se riusciamo ad iscrivere la nostra squadra al campionato. Sono poi convinto che la tassa d’iscrizione sia troppo alta. Noi piccoli presidenti- imprenditori non possediamo squadre di Serie A che riescono a trarre fondi dai contratti televisivi e dagli sponsor; abbiamo anche un’attività, una famiglia da mandare avanti. La vera forza del calcio italiano è il calcio dilettantistico, non facciamolo morire.
Lo dico sempre anche i miei colleghi quando ci incontriamo allo stadio la domenica durante la partita: perche non facciamo un ribaltone? Sono talmente tante le società dilettantistiche in Italia, che se ognuno di noi presidenti il 20 di luglio decidesse di non pagare la quota d’iscrizione al campionato, davvero potremmo mandare la Federazione nel caos e fare il ribaltone. E invece ciò non succede perché non ci troviamo e non ne parliamo tutti insieme. Ma così continuiamo solo a buttare via i soldi”.
Quante battaglie per il coraggioso presidente Speretta. Quella fuori dal campo probabilmente è già persa in partenza. Ma lo scontro più importante, quello che si snoderà all’interno del rettangolo di gioco per dodici domeniche, può essere alla portata del Sindacale. Dodici domeniche che, oltre a dirci chi avrà la meglio tra la squadra di Speretta e l’Evolution Team, verificheranno le doti di fiducioso indovino e audace motivatore del presidente.
In bocca al lupo!
Così risponde il presidente del Sindacale Mauro Speretta quando gli chiediamo di azzardare un pronostico sulla lotta al primo posto del girone sandonatese di Terza Categoria. Una sicurezza, a giudizio del presidente, motivata “dalla consapevolezza di essere stata l’unica squadra a metterli in difficoltà, la compagine che è stata in grado di segnare loro due gol sui tre totali che finora hanno incassato. L’ho anche detto al mio collega dell’Evolution, con il quale c’è un rapporto di stima e di amicizia: dovete temerci fino alla fine. Anche perché abbiamo una squadra molto più giovane, che arriverà più fresca nella fase decisiva della stagione”.
Parole forti, pronunciate con voce ferma e sicura, quelle del presidente. Un uomo schietto e deciso, sicuro di sé, che non nasconde le proprie ambizioni. Anzi, cerca di motivare ancora di più i suoi giocatori: “ Ovviamente sono soddisfattissimo del campionato che stiamo facendo. Siamo in corsa per il nostro grande obiettivo, ovvero la promozione diretta in Seconda Categoria. D’accordo, quella dell’Evolution sembra una marcia inarrestabile. Però noi abbiamo perso due partite in maniera stupida (contro Annonese e Staffolo ndr), due partite che se fossero andate in una maniera diversa ci porterebbero ad essere se non proprio davanti, sicuramente molto più vicini a loro. Quindi ce la possiamo fare, possiamo arrivare davanti all’Evolution Team. Soprattutto perché credo nei ragazzi, tutti giovani e ricchi di motivazioni, che stanno disputando un campionato stupendo e sono sicuro cresceranno di rendimento partita dopo partita”.
Speretta è così sicuro dell’esito del campionato che guardia già al futuro: “L’ho già detto al nostro allenatore: con la promozione non cambierebbe nulla. La stessa squadra con cui affronteremo, faccio gli scongiuri, la Seconda Categoria sarà la stessa. La nostra politica non cambierà di una virgola, noi siamo una società che ha scelto di puntare sull’entusiasmo e sulla voglia di giocare dei giovani che non trovano spazio nelle squadre iscritte alle categorie superiori. Abbiamo un’età media di 23 anni, per cui i miei giocatori possono solo migliorare. Non cambierà ovviamente nemmeno il mister: Sutto infatti è qui da due anni e si sta sempre più rivelando una scelta vincente. Sta facendo benissimo e non lo sostituirei con nessun altro”.
Quando l’intervista si sposta su altri temi, ancora una volta registriamo nel nostro interlocutore uno spirito ardito e combattivo: La crisi che sta colpendo il nostro Paese si manifesta non solo nel calcio professionistico, ma anche e soprattutto in quello giovanile.
La Federazione parla tanto, ma non ci aiuta. Per esempio perché non fa un semplice sondaggio tra noi presidenti delle squadre dilettanti chiedendoci se preferiamo giocare il sabato o la domenica pomeriggio? Sono sicuro che se le partite si disputassero di sabato, tutti i campionati non professionistici riscuoterebbero più interesse da parte dell’opinione pubblica e della gente, che accorrerebbe più numerosa a vedere le partite. Invece no, nulla di tutto questo. L’unico interesse che avverto dalla FIGC nei confronti delle nostre piccole società è sapere se riusciamo ad iscrivere la nostra squadra al campionato. Sono poi convinto che la tassa d’iscrizione sia troppo alta. Noi piccoli presidenti- imprenditori non possediamo squadre di Serie A che riescono a trarre fondi dai contratti televisivi e dagli sponsor; abbiamo anche un’attività, una famiglia da mandare avanti. La vera forza del calcio italiano è il calcio dilettantistico, non facciamolo morire.
Lo dico sempre anche i miei colleghi quando ci incontriamo allo stadio la domenica durante la partita: perche non facciamo un ribaltone? Sono talmente tante le società dilettantistiche in Italia, che se ognuno di noi presidenti il 20 di luglio decidesse di non pagare la quota d’iscrizione al campionato, davvero potremmo mandare la Federazione nel caos e fare il ribaltone. E invece ciò non succede perché non ci troviamo e non ne parliamo tutti insieme. Ma così continuiamo solo a buttare via i soldi”.
Quante battaglie per il coraggioso presidente Speretta. Quella fuori dal campo probabilmente è già persa in partenza. Ma lo scontro più importante, quello che si snoderà all’interno del rettangolo di gioco per dodici domeniche, può essere alla portata del Sindacale. Dodici domeniche che, oltre a dirci chi avrà la meglio tra la squadra di Speretta e l’Evolution Team, verificheranno le doti di fiducioso indovino e audace motivatore del presidente.
In bocca al lupo!
Scritto da ZZZ ZZZ il 26/01/2012













