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Edizione provinciale di Venezia


Real Campalto: mister Lucano chiarisce sul suo addio alla società

Venezia. Claudio Lucano non ci sta. E dopo l’intervista a Mauro Marano apparsa proprio su Venetogol vuole chiarire il suo addio al Real Campalto, perché di addio si è trattato e non di esonero.

“ Già a dicembre quando erano uscite strane voci che mi vedevano già esonerato a favore di Mauro Marano non dissi nulla, anche perché rientrarono subito e lo stesso Marano affermò che tutto era tramontato. Ma era solo la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Per dare l’idea dell’ambiente in cui mi sono trovato a lavorare.”

Dove la società in primis non si è mossa per negare che ci fosse stato il suo esonero.

“Appunto perché la società non esiste. Su questo un dato che può dare il metro del malessere è che con le mie dimissioni sono state presentate anche quelle del ds Riato, del mio vice, del preparatore atletico e del preparatore dei portieri. In pratica tutto lo staff tecnico al completo. Ma non abbiamo abbandonato la barca che sta affondando, semplicemente non c’erano le condizioni per poter lavorare serenamente. Dopo aver perso alcune pedine fondamentali, mi sono trovato già a novembre a presiedere ad alcuni allenamenti con soli otto titolari. Altri avevano deciso di non allenarsi perché la società non era in grado di tenere fede ai propri impegni.”

Quando parla della società si riferisce al presidente Genoroso Guarino?

“Sia chiaro, io non ho nulla contro il presidente. Lo ritengo una persona entusiasta e vulcanica. Il problema è che non è nelle condizioni economiche per poter gestire una società calcistica. È rimasto da solo e da solo non poteva continuare. Le inadempienze che si trascina dietro hanno condizionato tutto il campionato. Ora sento che mister Marano se contattato prima avrebbe portato con sé altri giocatori. Ma il problema non è mai stato il livello qualitativo dei giocatori ma i loro rimborsi. Se i ragazzi devono pagarsi le trasferte e tutto il resto le cose non vanno avanti. Io stesso non ho mai ricevuto nulla dall’inizio. Ma non ne faccio una questione di soldi, solo di correttezza. Di impegni che vanno rispettati.”

Quindi, esperienza del tutto deficitaria?

“Assolutamente no. Da ogni esperienza si impara qualcosa. Intanto una prima categoria è molto più difficile di campionati più elevati, almeno quando non puoi fare affidamento su nessuno staff che ti aiuti a gestire la situazione. Poi ho capito che fare il padre di famiglia con i giocatori, soprattutto quando devi coprire le mancanze di una società, non è l’atteggiamento più giusto. Non devi fare il parafulmine tra dirigenza e giocatori. A ognuno il suo compito e a ognuno le sue responsabilità.”

Per concludere cosa augura al suo successore?

“Di fare un buon lavoro. Di non credere di poter mandare via liberamente quei giocatori che non lo seguiranno, perché se ne andranno via prima loro quando continueranno a non avere i rimborsi. Però sono convinto di una cosa. Il Real ha quasi sempre giocato bene. Anche contro la capolista abbiamo dominato. Poi è sempre difficile riuscire a portare a casa il risultato quando non hai giocatori a disposizione. In una trasferta, mi sembra quella di Caorle, ho portato con me solo 13 uomini, in un'altra il solo portiere senza la sua riserva. Ma quei ragazzi , per l’impegno che stanno profondendo, meritano la salvezza. Io credo che ce la possano ancora fare. Anzi sono convinto che il Real Campalto si salverà direttamente.”



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  Scritto da ZZZ ZZZ il 11/02/2012
 

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