Coppa Italia: il Real non passa, la Manzanese impone lo 0-0

nella foto, il Real Vicenza schierato prima del match
Real Vicenza-Manzanese 0-0
Real Vicenza (4-3-1-2): Piccolo; Meneghetti*, Crocco** (25’ st Costa***), Vecchiato, Bagarollo; Ferronato (1’st Mazzocco), Pozza, Di Bari (33’ st Dragosavljevic); Pastrello; Da Ros, Gambino.
A disposizione: 12 Erba, 16 Sbalchiero*, 17 Bedin**, 18 De Souza Luiz.
Allenatore: Antonio “Tony” Andreucci
Manzanese (4-3-1-2): Petranca**, Nicola Marini, Ciriaco, Folla, Terrida; Paolucci, Kalin, Turchetti (37’ st Fed. Marini); Andrea Osso Armellino* (Shaurli**); Alessandro Osso Armellino, Tomada.
A disposizione: 12 Ciroi***, 13 Seravalle**, 16 Sittaro**, 17 Miano*, 18 D’ Osvaldo**.
Allenatore: Luca Lugnan
Arbitro: Giacomo Costantini sez. aia di Ascoli Piceno
Assistenti Angelini e Morganti sez. aia di Ascoli Piceno
Note. Pomeriggio soleggiato, temperatura di 7 gradi, terreno in condizioni accettabili, spettatori 120 circa tra cui parecchi mister del calcio regionale e addetti ai lavori.
Ammoniti: Ferronato, Kalin, Bagarollo
Recupero: pt 1’ st 4’
(*) under a referto gara: *’93, **’94, ***’95
Dueville (Vicenza). Real, l’esordio in Coppa Italia è una mezza “bocciatura”. Il primo “stage” contro la Manzanese, terminato a reti bianche, costringerà mercoledì i bianco-rossi a prendere la strada per Pergine Valsugana. Lo attenderà la Fersina/Perginese nella seconda gara del triangolare del Triveneto, una gara da vincere per poi sperare nella buona sorte e nel verdetto di Manzanese-Fersina in campo tra quindi giorni.
La Manzanese è così passata indenne al “Cogo” di Dueville e come cinque edizioni fa (Conegliano e St. Georgen pagarono il pedaggio a favore degli “orange”) mette un primo sigillo al passaggio del turno. Per i “seggiolai” udinesi è il segnale della continuità dopo un filotto regionale che ha visto i ragazzi di mr. Lugnan eliminare Reanese, Valnatisone (club della Promozione FVG) e il Corno Rosazzo. In seguito gli “orange” si sono sbarazzati di UFM Monfalcone, Azzanese, in semifinale con l’1-0 firmato da Paolucci hanno bocciato la candidatura del Kras Repen e nella finale dopo 120’ l’hanno spuntata sulla favorita Torviscosa. Il Real ha invece messo in riga> Union Vigontina, Marano, Abano, Pozzonovo, Castelnuovo Sandra e Falmec Vittorio Veneto SMC. La rinuncia al “Romeo Menti” di Vicenza, il rettangolo utilizzato nelle gare di campionato, dirotta il test nella vicina Dueville (il rettangolo di coppa del Real) non frena l’ambizione dei bianco-rossi che al via cercano di imporre il ritmo con la saggia regia di “Ale” Ferronato, ma oltre la trequarti Da Ros e Pastrello, delegati a presidiare le fasce, si rivelano troppo leziosi e individualisti. Non c’è il giusto brio nel gioco d’attacco dei berici e la Manzanese, pratica e agile, mette alla frusta i padroni di casa. Mister Andreucci al fischio del marchigiano Costantini non dispone di Monti, Faloppa e Beccaro. Nelle fila bianco-rosse fa il suo esordio il giovane Crocco, mentre il brasiliano Luiz De Souza siede in panca. Anche per mister Lugnan deve gestire una situazione di emergenza: tra gli “orange” hanno dato forfait il portiere De Mestre, l’infortunato Conchione e gli squalificati Corvaglia e Filopati ’94. Nella prima mezz’ora il Real Vicenza gioca contratto, timoroso, sottoritmo: la squadra è troppo lunga e nel mezzo, a contrasto, non c’è vigore atletico. Il 4-3-1-2 presentato da mister Lugnan con Andrea Osso abile nell’ infilarsi tra le due linee tiene in ambasce l’intera retroguardia vicentina che patisce i cambi di velocità di Alessandro Osso e il movimento della boa Tomada. Con i due reparti di sbarramento molto stretti, la Manzanese obbliga il Real ad allungare le maglie e ripartire con puntate isolate, iniziative sporadiche e prive di pericolosità. Solo alla mezz’ora l’undici di Andreucci cerca con concretezza lo specchio della porta friulana su palla inattiva: dall’angolo Ferronato scodella un invitante pallone per la testa di Pozza e Gambino, il centrocampista nell’elevazione è più incisivo e la girata lambisce la trasversale. Immediata la reazione dei “seggiolai” che 60” dopo sull’aggiramento di Tomada: il cross del centravanti pesca sul primo palo “Ale” Osso e Piccolo si salva d’istinto ribattendo il cuoio a piedi uniti. Il finale di tempo è di marca ospite e Alessandro Osso al 41’ con un lob di esterno sinistro cerca inutilmente di beffare Piccolo. Il riposo porta consiglio e nello spogliatoio mister Andreucci non fa mancare la doverosa ramanzina. Al ritorno in campo non c’è Feronato e al suo posto il tecnico bianco-rosso presenta il più dinamico Mazzocco (ex Pro Vercelli). C’è subito una maggiore aggressività nell’azione dei padroni di casa, ma il gioco della squadra fatica a finalizzare con concretezza. Al 1’ è Da os a dettare il cross dalla sinistra, la palla spiove su Gambino che in rovesciata rovina tutto. Al 3’ prova la percussione personale, punta il primo palo, ma l’assist nel mezzo non trova alcun compagno. La Manzanese si ritira sulla difensiva e con qualche accelerata di “Ale” Osso Armellino cerca di far respirare i compagni. Il Real che tampina la metà campo dei “seggiolai” con maggiore temperamento e al 16’ sfiora i pali di Petranca con uno shot radente di Pozza che passa ad un metro dal legno di destra del giovane portiere udinese. La risposta della Manzanese è affidata ai due Osso: “Ale” sulla destra si “beve” in dribbling Crocco, il tiro da posizione defilata s’impenna ed esce sui piedi di Andrea Osso che dai sedici metri incrocia un diagonale velenoso sul quale Piccolo si allunga tutto e con il palmo della mano allunga in corner (20’). Il Real Vicenza intensifica l’azione con generosità, ma non incide. Nei solisti bianco-rossi manca la giocata che possa cambiare l’inerzia del test. Al 31’ è Da Ros con una punta dalla lunetta dei sedici metri a costringere Petranca all’intervento in due tempi; poi è Gambin al 34’ incornare alto un cross di Pastrello. Al 35’ palla di contro balzo per Kalin, ma la battuta si perde sul fondo. Più efficace e pericolosa si rivela la staffilata al 38’ di Alessandro Osso che Piccolo va a smanacciare sotto la traversa.
Scritto da Flavio Cipriani il 15/02/2012













