Seconda N: in lotta per non retrocedere, l'impegno del S.Erasmo

Un'inversione di rotta. Necessaria per staccarsi dalle zone calde della classifica ma che doveva arrivare per non vanificare tutti gli sforzi fatti in precedenza dal Sant'Erasmo, seconda categoria, girone N. Ma alla fine i ragazzi di mister Omacini hanno cominciato a seguire le indicazioni del loro mentore e stanno arrivando i risultati. Come sostiene il ds Gianluca Nardin (nella foto).
“Ultimamente stanno cominciando ad arrivare i risultati. Adesso possiamo lottare per non retrocedere direttamente. Nonostante la nostra sterilità offensiva, i ragazzi cominciano a mettere in pratica le linee guida del loro allenatore. Prima abbiamo pagato la giovane età del gruppo, credo sui venti anni di media, sempre a costo zero. Tutti ragazzi veneziani. Un inizio balbettante causa l'inesperienza di molti interpreti. Il nucleo dello scorso anno è rimasto quello storico per questa stagione, l'intelaiatura. Voglio, per iniziare, ringraziare il Laguna di Venezia, in particolare l'attuale presidenza e il ds Busetto, per l'appoggio che ci hanno sempre garantito, con il prestito di alcuni giovani. Una collaborazione fattiva anche con amichevoli stagionali. Ma il lavoro grosso lo sta facendo il nostro allenatore Marco Omacini che è riuscito finalmente a creare il gruppo. Poi ha deciso di cambiare modulo che gli consente di prendere meno gol. Con la vittoria di domenica siamo andati sopra di un punto sulla zona play out.”
Qual è il livello di questo campionato?
“E' decisamente un campionato equilibrato, tra la prima e la seconda ci sono solo quattro punti. Decisamente nessuna formazione sembra in grado di uccidere la stagione. Anche quando abbiamo giocato con il Lupia Maggiore Bojon, primo in classifica, abbiamo perso di misura (1-0), ma senza demeritare. Cerchiamo sempre di fare la partita. Facendo questo ci si sbilancia, ma se vogliamo fare calcio bisogna essere propositivi. Obiettivo salvarsi facendo un bel calcio, giocando a calcio. Adesso pensiamo a dare continuità ai risultati, magari anche per raggiungere le altre isolane che non sono così distanti da noi (San Erasmo 27, Nuovo San Pietro 28 e Lido di Venezia 29 n.d.a.). Una sfida nella sfida, dei bei derby che mettono un po' di pepe nelle partite. I ragazzi si conoscono tutti, vanno a scuola e lavorano insieme, quindi, risate e critiche. Ci mancava solo il Burano, che hanno messo in un altro girone, e avremmo fatto il pieno. Burano che tra l'altro avrebbe fatto bella figura nel girone perché costruito per la promozione. Ha il gruppo storico di giocatori che ci condusse alla promozione in prima tre anni fa. Poi lo stesso gruppo passò al Real Campalto e fu promozione, speriamo che sia di buon augurio.”
Una breve parentesi. Cosa ha lasciato l'esperienza in prima categoria?
“Un'utile esperienza, al dì sopra delle nostre possibilità in quel momento. Ma nonostante questo arrivammo a pari punti in tre all'ultimo posto, alla penultima di campionato. Poi finì come sappiamo. Noi abbiamo messo tutto quello che avevamo. Ma abbiamo pagato molto l'inesperienza, con giocatori di categoria sicuramente avremmo detto la nostra.”
Infine ci dica quale potrebbe essere un suo rammarico?
“Che in questo momento non c'è nessun giocatore indigeno che giochi nel San Erasmo. L'unico che militava in formazione dopo il girone di andata si è infortunato e non rientrerà più per questa stagione. E all'orizzonte non ci sono atleti che entreranno nella rosa. Non avendo settore giovanile dovremo continuare con calciatori di fuori, non è un problema, ma un vero peccato.”
In attesa di qualche altro “sarasemino”.
Scritto da ZZZ ZZZ il 09/03/2012













