Da sorpresa a realtà: Ripa La Fenadora, parla il ds Faoro

Quattro anni fa, nel 2008, il Ripa La Fenadora, dopo la fusione con il Seren, si preparava ad affrontare il proprio girone di Prima Categoria. Ora, dopo due campionati vinti e un playoff conquistato (ma perso, nel 2009-2010), la squadra bellunese si trova, da neopromossa, al secondo posto del girone B di Eccellenza con un margine di 8 punti sulla terza. Dunque anche quest’anno gli spareggi-promozione sembrano un obiettivo sempre più concreto. Soprattutto se, come accaduto domenica scorsa, ti permetti addirittura il lusso di battere la Clodiense dominatrice del campionato; con tre punti di ritardo, anche se gli avversari hanno una partita da recuperare, tutto sembra possibile per un gruppo con una mentalità così incredibilmente vincente. Il direttore sportivo Alberto Faoro (nella foto) non può che essere orgoglioso dei suoi ragazzi e del lavoro svolto da staff tecnico e società in questi 4 anni.
Faoro, non contenti di ciò che già stavate facendo, domenica scorsa avete addirittura battuto la Clodiense. A questo punto, credete addirittura di poter riaprire la corsa per il primo posto?
“La soddisfazione per la vittoria di domenica è davvero grande. Innanzitutto per il risultato, perché battere questa squadra, che è senza dubbio la più forte del campionato, rappresenta per noi un vanto incredibile. In seconda battuta perché, complice il colpaccio del Gruaro, siamo riusciti a mettere altri tre punti di distanza tra noi ed il Lia Piave terzo in classifica. Per quanto riguarda la corsa al primo posto penso che se la Clodiense gioca come sa fino alla fine, per noi sarà impossibile raggiungerli: solo loro possono perdere questo campionato, perché sono la squadra più forte e l’hanno dimostrato per tutta la stagione.”
Il vostro campionato è davvero incredibile se consideriamo che siete una neopromossa. Lei, che sicuramente conosceva bene la squadra, il gruppo e le sue potenzialità, si sarebbe mai aspettato di trovarsi così in alto a questo punto del campionato?
“Sicuramente no. Ero conscio dell’enorme valore dei giocatori, del mister e dello staff tecnico, ma ancora una volta devo ammettere che questa stagione sta andando ben al di là delle più rosee aspettative. Siamo doppiamente contenti perché siamo un team che ci mette il cuore in tutto quello che fa, ed il nostro lavoro sta venendo ripagato alla grande dai risultati.”
State disputando una stagione fantastica senza dubbio. Forse se non aveste perso qualche punto contro squadre di bassa classifica (vedi Ponzano, Gruaro), ora sareste ancora più avanti. C’è rammarico per questo?
“Assolutamente nessun tipo di rammarico. Ad esempio parlando del recente passato abbiamo perso a Gruaro; ma il Gruaro oltre a noi in casa ha battuto anche la stessa Clodiense, per cui è evidente che loro davanti al proprio pubblico abbiano una marcia in più. Tra le nostre sconfitte, solo in quella contro l’Istrana non abbiamo fatto il possibile, per il resto abbiamo sempre dato il massimo in ogni partita; non dimentichiamo che siamo in un campionato assai difficile ed equilibrato, ogni domenica affrontiamo una squadra forte che può darci del filo da torcere, non è possibile vincere tutte le partite. La media punti che abbiamo è pazzesca così com’è, non abbiamo nessun tipo di rimpianto. Ora mancano sette partite. Dobbiamo impegnarci a fondo e mettere sempre in campo tutto ciò che abbiamo, perché abbiamo la possibilità di centrare un traguardo prestigiosissimo.”
E’ da diversi anni che siete al vertice ed alla fine di ogni girone come minimo centrate i play- off o, in questo caso, gli spareggi-promozione. Quali sono i punti forti del Ripa come squadra e come società?
“Io direi il gruppo e la mentalità. Abbiamo una rosa composta da uomini prima che da giocatori. Uomini che vanno d’accordo tra di loro ed hanno una comunione d’intenti incredibile, sia dentro che fuori dal campo. Questo spirito va al di là delle qualità dei singoli, che comunque ci sono in abbondanza. Per aver fatto sì che questo gruppo diventasse così forte e così unito, grande merito va sicuramente all’allenatore Parteli, che da tre anni a questa parte sta svolgendo un lavoro incredibile con noi. Un suo grande merito è quello di far sentire sempre tutti in discussione, senza creare un gruppo distinto di titolari fissi ed uno di riserve: in questo modo nessuno ha il posto fisso e ogni giocatore sa che se vuole partire titolare la domenica deve dare sempre il massimo in ogni allenamento. Anche questo vuol dire creare nel gruppo una mentalità vincente. Mentalità che ha fatto la differenza anche domenica: dopo un primo tempo in cui la Clodiense c’aveva dominati, noi nella ripresa siamo entrati in campo trasformati e siamo riusciti a ribaltare il risultato. Siamo una squadra di contadini, per cui abbiamo una grinta ed un carattere che poche compagini hanno. Non molliamo mai.”
A questo punto della stagione gli spareggi sembrano abbondantemente alla portata. Cosa cambierebbe nel vostro progetto un’eventuale promozione in Serie D?
“Nonostante ogni anno fossimo convinti di avere una signora squadra, non siamo mai partiti con l’obiettivo dichiarato di essere promossi. Se anche quest’anno dovessimo riuscire a salire di categoria, sicuramente ci rimboccheremo le maniche come abbiamo sempre fatto e cercheremo di costruire una squadra all’altezza. Senza parlare però: noi vogliamo sempre mantenere un basso profilo, il manifesto del nostro successo è il lavoro. Se otterremo la promozione ottimo, se resteremo in Eccellenza nessun dramma, quest’anno abbiamo già fatto tanto rispetto a ciò che ci aspettavamo. Sono orgoglioso perché, oltre ovviamente al Belluno, non penso ci sia mai stata negli ultimi anni una squadra di questa provincia che si sia comportata così bene in Eccellenza.”
Scritto da ZZZ ZZZ il 20/03/2012













