Il Delta si illude! Il pari del Pordenone arriva al 88'! Finisce 2-2..

nella foto il bomber Zubin, suo il gol del vantaggio su rigore
Pordenone-Delta Porto Tolle 2-2
Pordenone (4-4-2): Truant***; Nastri* , Sambo** (24’ st Migliorini**), Scantamburlo, Zamuner; Nichele, Lavagnoli (24’st Lucchini), Casella, Segato; Zubin,Mini*** 29’ st Bounafaa****).
A disposizione: 12 Benedetti**, 13 Zoglar, 14 Cauz*****, 16 Lestani
Allenatore: Giavanni Soncin
Delta Porto Tolle (3-4-1-2): Delbino**, Garbini, Maiese (32’ st Tricoli), Politti; Dall’Ara***, Pettarin, Spetic (1’ st Zanardo), Roma, Conti** (16’ st Albertini***); Marangon*; Gherardi.
A disposizione 12 Passarella, 13 Tricoli, 14 Celegato**, 15 Boscolo Papo, 16 Da Silva***.
Allenatore: Fabrizio Zuccarin
Arbitro: Giuseppe Strippoli sez. aia di Bari
Assistenti: Biasini sez. di Cesena; Macaddino sez. di Rimini
Reti: 39’ pt Zubin su rigore, 17’ st Pettarin, 23’ st Gherardi, 43’ st Segato
Note. Pomeriggio freddo e soleggiato, temperatura di 8 gradi, terreno in discrete condizioni, spettatori 700 circa con almeno 200 supporter polesani.
Ammoniti: Spetic, Casella, Marangon, Garbini, Pettarin, Nichele
Espulso al 37’ st, per proteste, mister Fabrizio Zuccarin
Calci d’angolo 6-2 per il Pordenone
Recupero: pt 2’ st 4’
(*) under a referto gara: *’92, **’93, ***?94, ****95
Pordenone. E’ finito in pareggio il big-match della 18^ giornata. Un 2-2 che appaga il Delta subito detronizzato del primato e fa tirare un grosso respiro al Pordenone che ha rischiato di finire ko per la quinta volta in questa stagione. Al termine dei 90’+4’ la divisione della posta non fa una grinza.
Nelle fila di casa mister Soncin si gioca le carte Casella e Scantamburlo, all’esordio in casacca nero-verde. Il tecnico veneziano non dispone al centro della difesa di Bianchi sostituito da Scantamburlo che si prende il compito di annullare il temuto Marangon e accompagna i movimenti del reparti dettati da Zamuner.
Nelle fila polesane, mister Zuccarin in ritiro con la squadra in Friuli da sabato pomeriggio, dopo l’exploit di coppa, oltre all’infortunato Stocco, in avvio rinuncia a Tricoli e Zanardo, mentre in tribuna si accomodano Giolo, Djordijevic, Bonometti e De Petris.
Al via del barese Stippoli il Delta pigia l’acceleratore a tavoletta con un pressing asfissiante sui portatori di palla e in campo scocca qualche scintilla che l’arbitro smorza con il primo “giallo” a Spetic. Il Pordenone si fa promotore di una manovra corale che passa tra i piedi del vivace Lavagnoli e le geometrie dettate di Segato, l’ispiratore delle finalizzazioni nero-verdi affidate a tandem Zubin e Mini. La partita nei primi 20’ non offre grossi spunti di cronaca, ma sul piano fisico è maschia e intensa. Al 19’ è il Delta Porto Tolle a accelerare Marangon da posizione defilata impegna a terra Truant. Con gli esterni polesani molto larghi, il gioco del Pordenone si concentra sull’asse centrale del campo. Mancano così i suggerimenti dalle corsie esterne e la formazione di Soncin ci prova sovente dalla media distanza. Al 22’ lo fa con una legnata di Lavagnoli e Delbino è abile ad alzarsi in sospensione all’altezza del “sette” e correggere la traiettoria a fondo campo. Qualche eccesso di zelo nel portare palla da parte di Marangon, puntualmente raddoppiato, apre alcuni corridoi importanti al contropiede di casa. Al 28’ Giacomo Marangon perde palla al limite dell’area dei ramarri, Lavagnoli riparte spedito, smista su Segato che verticalizza in prossimità dei sedici metri ospiti per Zubin la cui conclusione è smorzata dall’abile Delbino. La capolista si sfilaccia sovente, il centrocampo filtra con affanno e la formazione di Zuccarin è costretta a sobbarcarsi sfiancanti recuperi. E’ la corsia di destra dove si muove con freschezza atletica Lavagnoli che i rodigini concedono qualche varco di troppo. Al 29’ sull’out di competenza l’ex sandonatese trova ampio spazio e la conclusione radente centra la faccia esterna del palo con Del Bino ben piazzato. Nei movimenti in ripiegamento l’undici di Zuccarin si trova speso ad affrontare l’avversario che si para di fronte nell’uno contro uno. E nell’adottare questo rischioso atteggiamento tattico, i bianco-celesti soffrono e al 39’ sulla verticalizzazione indirizzata per linee centrali su Mini, la giovane ala brucia in velocità Garbini, ma è Delbino a compiere un intervento straordinario di piede che salva la porta dalla capitolazione. Ma sul pallone vagante e Zubin a precedere l’intera difesa ospite, il capitano piazza un lo scavino sull’intervento in scivolata-opposizione di Garbini che sullo slancio va a colpire il pallone con il braccio aperto e Strippoli sulle insistite proteste polesane assegna la massima punizione. Sul dischetto si porta Zubin e il centravanti di piatto spiazza l’estremo rodigino.
In avvio di ripresa mister Zuccarin gioca la carta Zanardo per l’istintivo e nervoso Spetic. Il Delta con tre attaccanti accentua la forza d’urto, ma quello che si nota nell’atteggiamenti tattico, il Delta gioca più sciolto dopo gli intensi 90’ di coppa. Nonostante i, passivo da rimontare, il primo quarto d’ora della capolista è molto guardingo
Al 16’ il tecnico ospite prova a dare un maggiore dinamismo alla squadra con l’entrata di Albertini per un Conti che sulla fascia destra ha faticato a trovare sbocchi.
Al 17’ in un fase di adattamento delle marcature, è Pettarin dal trenta metri ad estrarre dal cilindro una superlativa giocata con un fendente che finisce dritto all’incrocio dei pali alla sinistra di Truant inutilmente lanciatosi in volo. Il gol galvanizza il Delta e rende molli le gambe ai “ramarri” che al 23’ subiscono il 2-1 di Gherardi. L’azione nasce da una lunga rimessa laterale di Dall’Ara, il pallone indirizzato su Zanardo non va a destinazione, sul rimbalzo è Marangon a farlo proprio, il fantasista lo allarga per l’arrivo dalle retrovie di Pettarin che guadagna la linea di fondo campo e di interno sinistro serve al centro sul filo della linea di porta Gherardi che di piatto gonfia la rete.
E’ il gol che piega la resistenza dei padroni di casa che solo a sprazzi e con l’indomito Lucchini cercano di trovare il pertugio buono per rimettere in piedi la partita. L’ex attaccante di Belluno e S. Paolo si batte come un leone, cerca la penetrazione personale serve un buon pallone per la testa di Zubin (40’) girato alto, ma la difesa polesana raddoppia l’intensità e limita gli affondo dei ramarri.
Solo una palla inattiva può dare nuova energia al match del Pordenone. E il calcio franco arriva puntuale al 43’. La posizione del pallone ai 22 metri dai pali di Delbino e la zolla ideale per il destro a rientrare di Segato: il tiro carico d’affetto filtra tra una selva di gambe e nel tentativo di liberare l’area di porta Politti liscia la palla che Delbino tenta in vano di smanacciare con un gesto d’istinto.
Nell’ultimo minuto di gioco, il Delta fa sobbalzare il pubblico del “Bottecchia” con un’ultima fiammata di Marangon che dalla sinistra fionda il pallone sul secondo palo dove Pettarin di testa alza di mezzo metri la mira e il pallone si adagia sulla parta superiore della traversa.
Scritto da Flavio Cipriani il 16/12/2012













