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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

Edizione provinciale di Verona


Serie D: Pordenone-Sambonifacese pari e patta! 1-1 il finale...

Pordenone-Sambonifacese 1-1

Pordenone: Truant***; Sartori**, Zamuner, Nastri**, Nichele; Scantamburlo, Migliorini** (38’ st Segato), Casella, Lavagnoli (22’ st Bounafaa****), Zubin, Sessolo (36’ st Mini***).

A disposizione: 12 Benedetti**, 13 Cauz*****, 15 Zilli**, 16 Zlogar.

Allenatore: Fabio Rossitto

Sambonifacese: Bagherini*;  Ebhote**, Ghidini, Malagò, Dionisi; Brancato***, Creati, Ferrarese, Caridi*** (12’ st Dell’Anna); Scapini (16’ st Marianeschi), Nohoman

A disposizione 12 Donetti, 13 Placchi, 14 Rodighiero, 17 Viviani, 18 Lenzoni

Allenatore: Gianni Migliorini   

Arbitro: Riccardo Panarese sez. aia di Pesaro

Assistenti: Forenza sez. aia Basano del Grappa e Elhhayr di sez. aia di Conegliano

Reti: 8’ pt Sessolo su calcio di rigore, 35’ st Nohman

Note. Pomeriggio piovoso accompagnato da raffiche di vento, terreno allentato ma in buone condizioni, spettatori 450 circa con parecchi adetti ai lavori.

Ammoniti: Brancato, Ebhote, Casella.

Espulso al 7’ pt Malagò (fallo da ultimo uomo)

Recupero: pt 1’ st 4’

(*) under a referto gara: *’92, **’93, ****’94, ****’95

Pordenone. Pari e patta…Lo ha sancito il “Bottecchia” dopo 90’ intensi, lottati aspramente. Il Pordenone ha messo sul piatto della bilancia il dominio del campo, la “Sambo” azzoppata dall’espulsione di Malagò, ha retto con tanta volontà, soffrendo, senza disunirsi. Alla fine è stata premiata. In vetta ai concomitanti pareggi di Virtus e Delta, tutto rimane immutato  

Fabio Rossitto all’esordio “bagnato del “Bottecchia”, disegna una formazione da battaglia con Casella, Scantamburlo e Nichele a mordere nel mezzo. I giovane cauz dopo il lusinghiero esordio a Valdagno (“Tris”) si accomoda in panchina.

Nella Sambonifacese la defezione di Dal Dosso pesa eccome nel quadrilatero del centrocampo disegnato da mister Migliorini che sostituisce il talentuoso interno destro con l’avanzamento dell’ ex Cittadella, Verona e Trento Ferrarese alle cui spalle, davanti alla difesa nel ruolo di frangiflutti si posiziona l’inesauribile Creati. In difesa Malagò va a coprire lo spostamento a sinistra di Ghidini. In avanti la scelta di Scapini assente nella gara di andata e del possente Nohman costringono alla panchina Lenzoni.

Al fischio di Panarese il manto erboso del “Velodromo” presenta parecchie chiazze d’acqua ristagnante e lo sviluppo del gioco ne risente nella misura e nella precisione.

Il Pordenone caricato come una molla da mister Rossitto gioca con uno spiccato  temperamento, lotta con accanimento e aggredisce ogni palla che gira tra i piedi avversari. Al 6’ il Pordenone prende d’infilata la difesa veronese e la percussione centrale di Sessolo con conclusione radente è frenata sulla linea di porta dal fango creato dal ripetuto passeggiare di Bagherini; sul pallone si lancia Zubin, ma alle spalle gli piomba Malagò che, allentato il contatto, lo uncina. Il rigore è ineccepibile. Sul dischetto dopo le veementi proteste ospiti, Sessolo va a firmare il 64° gol con la maglia nero-verde.

Sullo slancio i ramarri cercano di infliggere il colpo del ko e 1’ dopo sull’aggiramento sulla sinistra di Zamuner, la girata di esterno destro di Zubin scavalca la trasversale. Aggiustate le marcature, la “Sambo” prova a fare capolino dalle parti di Truant con un fendente di Nohman che mette in apprensione il portierino di casa che accompagna il diagonale a fondo campo.

A metà della ripresa sale in cattedra l’ex Lavagnoli. L’ala protagonista con la maglia del Pordenone dopo aver indossato nella precedente sfida del 5 novembre 2006 (3-0 per i nero-verdi) la casacca della ”Sambo”. Le sue accelerazioni mettono ripetutamente lo scompiglio tra le maglie ospite e al 18’ l’assolo-cross dall’out destro è sprecato a centro-area da Zubin che sul suggerimento radente mette il piattone, ma la palla finisce alle stelle.

 

Il dominio territoriale dei nero-verdi dettato dall’intenso e frenetico pressing organizzato dai padrini di casa al 27’ porta Lavagnoli a tu per tu con Bagherini, l’ala in piena velocità cerca di saltare il portiere anticipando il tiro rasoterra, ma “Bag” con il palmo della mano sinistra riesce a mutare la traiettoria del pallone che la difesa con affanno allontana.

La Sambonifacese, puntualmente stoppata in prossimità delle linea centrale del campo, non riesce ad alzare il baricentro e subisce fino all’ultimo. Al 45’ i Ramarri sprecano l’ennesima occasione per mettere al sicuro il 2-0. Sessolo lanciato a rete evita l’uscita di Bagherini, si defila, cerca la conclusione impossibile con l’intento di far passare il pallone tra il palo e il difensore che si para di fronte e gli ribatte il tiro.        

Nel secondo tempo la fatica si fa sentire e le condizioni del campo non favoriscono il bel gioco. E’ la forza e l’ agonismo a dominare la scena. Il Pordenone assomma un’infinita serie di calci dalla bandierina, ma la vera occasione da rete arriva a l 21’ per la testa di Zubin sull’ultima sgroppata di Lavagnoli prima che questi lasci il campo: il colpo di testa del centravanti è bloccato a terra in due tempi da Bagherini.

Con un paio di cambi mister Migliorini cerca di trovare le residue energie per intensificare il serrate finale.La Samboalza il baricentro, gioca alla pari dei nero-verdi, ma lascia parecchio campo e subisce in più occasioni il contropiede che l’undici di Rossitto non riesce a trasformare nel doppio vantaggio. Cerca di farsi perdonare al 33’ Zubin, ma la deviazione da sotto è preda sul palo di Bagherini.

Dal possibile raddoppio il test-match torna sui binari dell’equilibrio al 35’: Marianeschi con grande rapidità batte un calcio di punizione all’altezza della lunetta dei sedici metri, la difesa del Pordenone si fa pescare con le maglie troppo larghe e la stoccata di collo destro di Nohman scuote la rete nero-verde. E’ un gol che ammutolisce il tifo del “Bottecchia”. Il Pordenone inspiegabilmente falloso sottorete settore dove ha sprecato occasioni-gol a go-go incassa.

L’undici di casa con l’uscita di Lavagnoli perde il brio e l’inerzia che l’ala sapeva generare. Ci prova con un paio di tiri dalla media distanza, ma Bagherini è sempre vigile e dà sicurezza al reparto. Nei 5’ finali la formazione di Migliorini ha una fiammata d’orgoglio e il Pordenone rischia sul contatto in area che subisce Ghidini (trattenuta sul secondo palo), ma l’arbitro coperto dalla mischia non assegna la massima punizione e nemmeno l’assistente lo aiuta…  

Flavio Cipriani www.venetogol.it

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  Scritto da Flavio Cipriani il 16/01/2013
 

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