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Edizione provinciale di Belluno


"Giusti" si nasce...Intervista al presidentissimo del Ripa La Fenadora

(di Mattia Capraro)

nella Nicola Giusti, presidente dell'Union Ripa La Fenadora

La risposta al mio sms è stata questa: “I me tira mat…” Mai affermazione fu più spontanea per colui che si è dovuto abituare ai riflettori in poco tempo e che riflettori! Agli inizi erano quelli delle fredde serate di Seren, quando una mediocre squadra del basso feltrino calcava i campi di Terza e Seconda Categoria. Sono stati i riflettori della promozione in Prima Categoria, il derby con il Ripa e i riflettori di una fusione fruttuosa. E’ stato l’ammazzacampionato fin da subito e il doppio salto, sono stati i derby dei “contadini” che conquistano la città, è stata la storia del calcio bellunese. Troppi riflettori puntati per una persona equilibrata e abituata a poche parole, ma a fatti concreti, pardon, risultati concreti! Ha scalato il K2 del calcio bellunese, partito con il sacco in spalla senza paura di soffrire di vertigini quando sarebbe stato prossimo alle mete più ambite. Arrivato a metà non si è arreso e ha proseguito la scalata sino in alto dove lo hanno atteso i riflettori di stampa, siti internet, social network e più genuinamente, le strette di mano, le lacrime e le promesse future. L’impegno e la passione pagano sempre signori, ne sa qualcosa Nicola Giusti, il Patron dell’Union Ripa la Fenadora, che prima “de diventar mat del tut”, si è concesso a questa intervista per il nostro portale. I riflettori di Venetogol sono tutti per lui… 


Ciao Nicola, visto che tutti ti conoscono come il Sig. Giusti, presidente dell’Union, chi è Nicola nella vita di tutti i giorni, lontano dai campi di calcio?
Ciao Mattia, che dire…. Un normale lavoratore nella ditta che gestisco con mio fratello e poi tanta vita in famiglia con mia moglie e la piccola Giorgia, affetti che purtroppo spesso trascuro per i tanti impegni, ma che sono il mio vero punto di riferimento.

 

Oggi sei il presidentissimo dell’ elite del calcio bellunese, ma gli almanacchi dicono e posso testimoniarlo, che sei stato portiere, qualche anno fa…Come mai una scelta così folle?
Nella primavera del 2001 dopo 10 anni giocati in seconda cotegoria con l’allora “Seren”, i dirigenti serenesi, dopo la retrocessione in terza categoria, volevano “mollare” e forse sarebbe scomparso quell’ambiente che a me e ai ragazzi della squadra aveva dato tantissimo in termini di sport e amicizia. Fu così che io e un gruppo di 5/6 giocatori miei compagni di squadra nel Seren, ci spostammo dall’altra parte della scrivania iniziando un lungo percorso che ancora oggi ci vede (chi più e chi meno) ancora qua a collaborare con altri dirigenti incontrati poi nel tempo, nella gestione dell’attuale Union.

Parliamo di calcio che conta. Se 5-6 anni fa Nostradamus ti avesse pronosticato il futuro dell’Union, come avresti reagito? 1 - Una grossa risata e qualche birra in compagnia. 2 - Una pacca sulle spalle e un arrivederci a 5-6 stagioni più tardi. 3 – Lo avresti ringraziato, ma tanto lo sapevi già il futuro dell’Union…
Penso la risposta 2. Anche se non ho mai pensato a più di una o due stagioni successive che poi sono diventate qualcuna di più….

 Proviamo a fare i seri; che presidente era Nicola Giusti in un ormai lontano 2006/2007 e che presidente è oggi?
 La passione è la stessa, mi sono tarato in una realtà diversa dal punto di vista organizzativo, perché nel 2006/2007 non avevamo settore giovanile e oggi abbiamo quasi 300 tesserati con tutte le squadre giovanili. Ovviamente ho la fortuna di aver sempre avuto collaboratori (che non cito perché sono tanti e perché non vorrei dimenticare nessuno) molto bravi che mi sopportano e supportano da sempre.

Qual è la ricetta giusta per fare cotanti risultati in pochi anni? 
Il nostro è da sempre un ambiente molto tranquillo e concreto. Non abbiamo mai avuto fretta nel programmare le stagioni e abbiamo cercato sempre di mantenere un nocciolo duro nel gruppo giocatori sostituendo anno per anno 5/6 atleti con altrettanti possibilmente più giovani e di qualità, dando la priorità a ragazzi feltrini e/o bellunesi. Oltre a questo, tanta, tantissima semplicità. Il calcio secondo me deve rimanere sempre uno sport semplice.

Qual è stato il momento più bello che ricordi e quale, se c’è stato, quello in cui avresti mollato la presa?
Tanti sono i ricordi belli ovviamente legati alle promozioni. Avrei mollato nel 2008 se non fossi riuscito a concretizzare la fusione tra il Seren e il Ripa. Io e Mario Dal Soler volevamo creare quello che oggi è l’Union e ovviamente far capire certi messaggi a chi era sempre stato “legato al campanile” non era né semplice né scontato.

Il giocatore più forte che ha vestito o veste la maglia neroverde?
Difficile dirlo visto le tante categorie nelle quali abbiamo giocato. Probabilmente per la differenza che ha sempre fatto nei vari campionati di diverso livello e nei 360 gradi che compongono un calciatore dilettante è Alessandro Ferro (oggi Mister della Plavis).

 Un solo nome secco! Chi è il pupillo di Nicola Giusti nello spogliatoio dell’Union?
Max Parteli 

Il giocatore che avresti sempre voluto e non sei riuscito, per varie vicissitudini, a portare all’Union?
Ce ne sono tanti…. Ma ne abbiamo comunque presi altrettanti che hanno fatto e che faranno bene per l’Union

Seconda, Prima Categoria, Promozione, Eccellenza ora Serie D! Quali gli obiettivi dell’Union in questo campionato e quali le differenze con il recente passato?
La serie D è un campionato difficile. Lo “scalino” rispetto all’Eccellenza non solo c’è ma è anche diverso perché ulteriormente complicato. I fuori quota sono l’elemento determinante in quasi tutte le formazioni e ogni domenica incontri avversari che hanno giocato stabilmente nei professionisti. Oltre a questo la D è una grande prova anche per la Società perché anche in essa (me per primo) ci deve essere una crescita e una stabilizzazione nelle dinamiche di questo torneo. Attraverso questi passaggi bisognerà cercare di raggiungere la salvezza.

La questione campo “la te tira mat…”. L’Union al momento non dispone di un campo a norma per le partite casalinghe. E’ stata una leggerezza dettata dal fatto di non essere saliti subito in serie D oppure siete stati colti un po’ di sorpresa?
E’ un discorso molto articolato. Noi con il Comune di Seren del Grappa abbiamo parlato ricevendo le rassicurazioni che già oggi si sono concretizzate ovvero che se c’erano lavori da effettuare, si facevano. Le difficoltà sono emerse perché questi lavori sono soprattutto a livello burocratico e consistono nel mettere a norma non solo per la Serie D l’impianto di Rasai ma anche per tutte le altre manifestazioni che gravitano in quel centro. Queste procedure hanno tempi lunghi. Poi c’è il nuovo Impianto di Pedavena che purtroppo è in ritardo di qualche mese nella sua ultimazione ma per la fine di ottobre sarà in ordine. Continuo comunque a ripetere a tutti che questa deve essere vista come un occasione per far mettere a norma gli impianti che gestiamo. Fra qualche mese nessuno si ricorderà più di questi problemi. Non accetto assolutamente critiche per eccesso di leggerezza nel decidere di effettuare la domanda di ripescaggio: sapevamo che per alcuni mesi ci sarebbero stati dei problemi e tutti dal primo dei dirigenti all’ultimo dei giocatori abbiamo accettato di convivere con questa situazione. Sfido qualsiasi dirigente di Società sportiva a chiedere a un Comune di effettuare progetti e lavori per adeguare un impianto sportivo prima di raggiungere una categoria superiore. Situazioni di questo tipo accadono in Serie A , figurarsi se qualche disagio non è tollerabile per noi che 6 anni fa eravamo in seconda categoria….

Il campo di Rasai, come quello di Arten sono rettangoli non consoni a categorie così blasonate; quali soluzioni possibili per il prossimo futuro e con quali tempistiche?
Rasai con i lavori eseguiti l’anno scorso e quelli che fra poco faremo migliorerà nettamente. E’ ovvio che la sua conformità non permetterà di farlo divenire uno Stadio, ma per noi rappresenta il fortino dove abbiamo costruito molte vittorie e che quindi a noi piace tantissimo!! Comunque speriamo che per novembre ci venga consegnata l’omologazione dell’Impianto Boscherai di Pedavena che dovrebbe esserci autorizzato dalla LND.

Quanto peserà all’Union il fattore campo giocando lontano da Rasai, sia sotto il profilo tattico, mentale e di dodicesimo uomo com’è il pubblico di fedeltà neroverde?
Pesa tantissimo giocare in trasferta le partite previste in casa ma non possiamo farci nulla e stiamo vivendo questa fase come il rodaggio che la nostra squadra e la nostra Società devono avere in serie D, presentandosi alla grande quando sarà il momento giusto in uno dei nostri due centri sportivi.

Infine un giudizio sul Belluno, Vostro avversario bellunese in questo inedito quanto storico derby in serie D
Credo che il Belluno sia da sempre la Storia del nostro calcio bellunese a livello nazionale. Il punto di riferimento che dovrà sempre esserci per il bene di tutto il movimento calcio della nostra provincia. L’attuale corso dirigenziale per me è un esempio da seguire per organizzazione, immagine e gestione sportiva. Si notano i tanti anni di esperienza recente in D e nel passato non lontanissimo in serie C. La squadra è secondo me molto forte e molto bellunese, ma quel che vedo da fuori mi sembra un gran gruppo di ragazzi uniti che farà benissimo in questo campionato… tranne che in due partite…..

Un saluto ai lettori di Venetogol.
Un saluto a tutti i “calciofili” veneti e complimenti per voi di Venetogol per distribuire così bene l’informazione sul calcio dilettantistico in tutto il Veneto. Grazie a te Mattia per l’attenzione che ci hai dedicato.

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  Scritto da ZZZ ZZZ il 20/09/2013
 

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