Prima G. Alessio Barattin ci racconta il Suo Calcio Alpago...

(di Mattia Capraro)
Nella foto Alessio Barattin
Sono quasi 400 le presenze di Alessio Barattin con la maglia gialloverde dell'Alpago. Traguardo per pochi, in un calcio ove le bandiere non esistono più, nemmeno ai Nostri livelli. Forte centrocampista di indubbie doti tecnico-tattiche oltre che umane dell'undici di mister D'Incà, ringrazio Alessio per questa intervista che ci racconta il Suo Alpago in ottica calcistica, con quel tocco di simpatia che va ben oltre il rettangolo di gioco. I miei, Nostri complimenti per il traguardo ormai raggiunto e il via all'intervista...
Ciao Alessio, innanzitutto come stai? Piccola presentazione extracalcistica...
Ciao a tutti i lettori di Venetogol. Intanto grazie per l'intervista, non mi trovo molto a mio agio a dover parlare su un sito con un così grosso seguito, ma per un amico come te lo faccio molto volentieri. Che dire, sono un ragazzo di 29 anni, che ne dimostra, ma soprattutto se ne sente, tanti ma tanti di meno. Sono dentista da 5 anni, ho la fortuna di avere accanto una splendida ragazza che ha l'unico difetto di odiare il calcio e al momento posso dire di stare molto bene…
Com’ è iniziata la stagione per l’Alpago?
La stagione è iniziata bene sotto il profilo dell'impegno e della voglia di far bene; ho rivisto in qualcuno uno spirito combattivo che forse negli ultimi anni era stato un po' perso. Qualcuno è maturato molto dal punto di vista tecnico, qualcun altro sotto il profilo mentale e della concentrazione. Tutto questo, sommato al fatto che siamo un gruppo di ragazzi che sta molto bene insieme anche fuori dal campo, credo possa portarci a ottenere belle soddisfazioni. In questo primo scorcio di stagione non abbiamo trovato squadre che ci hanno messo in difficoltà (con l'unica eccezione, forse, della Plavis); il fatto che abbiamo raccolto meno punti di quelli che meritavamo deve farci riflettere che qualcosa in cui migliorare c'è sempre.
Prima esperienza in panchina per Nicola D’Incà. In campo una sicurezza e in panchina?
Nic era già un allenatore in campo, sia per qualità tecnico-tattiche, sia per carisma e determinazione. Da allenatore devo dire che è stato bravo a ridare le motivazioni a chi le aveva perse; è un buon "psicologo", oltre che molto preparato tecnicamente. Mi piace molto il fatto che in allenamento proviamo con continuità i movimenti di squadra e li rapportiamo alle caratteristiche delle formazioni che andiamo ad affrontare.
Partiti bene, poi una piccola flessione, ora di nuovo a far punti. Dove può arrivare questo Alpago?
L'Alpago può arrivare in alto, però è ora che le parole diventino fatti. Gioco in questa società da più di dieci anni e troppe volte abbiamo disatteso le aspettative di dirigenti e tifosi. Un mister che ho avuto diceva spesso a noi del gruppo storico "bravi ma incompiuti"; credo che questa definizione ci rispecchi bene; è da tanti anni che arriviamo in buone posizioni, però il salto di qualità stenta ad arrivare. Credo che la naturale conclusione di tutto questo sia che bisogna dare ancora di più ...
Squadra giovane, pochi innesti estivi e un gruppo quasi totalmente della conca. Che politica sostiene la società gialloverde?
La politica dell’Alpago, dopo anni in cui la maggior parte dei giocatori veniva da fuori, è quella di puntare sull’attaccamento alla maglia. Con questo non intendo assolutamente che solo i calciatori provenienti dall’Alpago lottino e sudino per i colori che portano; ne è un esempio lo stesso Nicola D’Incà, ma potrei citarne svariati altri, da quelli che ci sono passati, come Davide Salvador e Fabio Kirsten, a quelli che ci sono tuttora come Andrea Gallonetto. Ai calciatori nati o residenti qui spetta di trasmettere questo spirito ai più giovani, che magari giocano in maniera un po’ più spensierata e talvolta non pensano a cosa rappresenta per noi la maglia dell’Alpago. Credo poi che questa politica possa pagare soprattutto in anni come questi, dove diventa difficile per tutti costruire corazzate da rimborsi spese onerosi.
Il giocatore più forte dell’Alpago?
E’ una domanda scomoda, meglio parlare di giocatore più forte in un determinato ruolo; ad ogni modo credo che Massimiliano Sperti, Matteo Pianca e Paolo “Frank” Fullin siano i nostri punti di forza…
Si vocifera su precedenti interviste e su “ciacole” da bar che sei uno dei giocatori più festaioli del team gialloverde; verità assoluta o c’è chi ti accompagna ben volentieri?
Baggianate... “Faghe” e “Solda” si sono palesemente messi d’accordo per screditare la mia reputazione di bravo ragazzo! A parte gli scherzi ammetto che fare festa coi compagni di squadra è una delle cose che mi riesce meglio; prima però bisogna aver fatto i tre punti, o comunque essere consapevoli del fatto che si è dato tutto in campo. Come dici te sono ben accompagnato in squadra; in particolare citerei Frank Fullin, che dopo un certo numero di tazze (per dirla a modo tuo), diventa un vero e proprio showman e ci intrattiene con le sue innumerevoli cazz….
Eros De Nadai è capitano ormai storico, bandiera e esempio in campo. Quanto conta la sua esperienza nel Vostro spogliatoio?
Eros è una figura determinante e credo sappia interpretare il ruolo di capitano in modo esemplare. E’ una persona molto carismatica, che riesce a far sentire in maniera costante la sua presenza; quello che ammiro di lui è che riesce a farlo senza mai dover alzare il tono di voce. Oltretutto quest’anno sta anche sfornando delle ottime prestazioni sul campo, ritornando ad essere un perno fondamentale della nostra difesa.
Si parla un gran bene di Nicola Fagherazzi tra i pali. Un voto al Vostro portierone sino ad ora…
Nicola è un portiere con grandi doti fisiche; direi che ha tutte le caratteristiche per essere un portiere tra i più forti della provincia: è alto, potente, agile, ha grandi riflessi,… Quest’anno è maturato molto sotto il profilo mentale, che era la sua pecca ed ha acquistato ancora più sicurezza nei suoi mezzi. Inoltre, dicono che si sia liberato di uno “zaino”… e anche le frequenti serate che passa in giro con me, Frank e Gallo gli sono state di aiuto!
Zt, Plavis, Limana e Cavarzano. Quale delle bellunesi reputi la migliore sul piano qualitativo?
Del Cavarzano sono poco informato, so che è squadra giovane e forse proprio per questo conosco pochissimi dei suoi giocatori. La Plavis e la Zt hanno ottime individualità e credo possano giocarsela tranquillamente per le posizioni di vertice. Per quanto riguarda il Limana sono certo che riuscirà a raggiungere una salvezza tranquilla nonostante la partenza difficile.
Bebo” Zanon dal Csi al ritorno al calcio “che conta”. Come si è ambientato in campo e fuori?
Benissimo, e ci mancherebbe dopo tutta la “fatica” che abbiamo fatto quest’estate per convincerlo a tornare in Alpago. A parte gli scherzi, per quanto mi riguarda è stato un piacevolissimo rientro,sia per l’amicizia che mi lega a Bebo, sia perché ritengo sia un ottimo centrocampista, dinamico, molto forte come incontrista e dalle buone caratteristiche tecniche. In effetti sta facendo molto bene in questa prima parte di campionato, dimostrandosi sempre pronto. Fuori dal campo, credo basti dire che è sempre l’ultimo a mollare la domenica sera…
Un aggettivo per descrivere il dirigente storico Marietto Nenzi?
Mario è speciale. E’ la figura di riferimento che fa da tramite tra noi ragazzi e la società. Mario è una delle anime dell’Alpago Calcio, e un grande amico per molti di noi. Quanti venerdi sera passati insieme al Brudy Bar di Garna e poi, come dimenticare le gite di fine anno, dove dà il meglio di sé…
Un pregio del giocatore Alessio Barattin e, se c’è, un difetto…
Se c’è? Ce n’è più di uno purtroppo, ma credo che il più grave sia, come dire, la fragilità emotiva… Ci sono partite in cui non me ne va dritta una e credo di diventare un vero e proprio peso per la squadra. Pregi…credo di essere una persona equilibrata, che non si perde spesso in proteste con gli arbitri o in diverbi con gli avversari…
Rinascente Cornei e Fulgor Farra militano nei bassifondi della Seconda Categoria, ma c’è o ci sono dei giocatori che vi militano che vorresti o vedresti bene in maglia Alpago?
Un giocatore su cui scommetterei ad occhi chiusi è Massimiliano Dal Paos del Cornei. E’ rapido, ha ottima tecnica ed è un ragazzo con la testa sulle spalle.
Infine un pronostico: chi vince la Prima Categoria Girone G in Maggio?
E’ il campionato più equilibrato a cui ho partecipato finora in prima categoria. Ci sono 5-6 squadre se non di più che se lo possono contendere. Non sono scaramantico, ma dato che alcuni compagni di squadra lo sono a livelli inimmaginabili… dico solo che l’Alpago è tosto…
Un saluto tipico “pagot” ai lettori di Venetogol...
Sani e forti… in bocca al lupo e buon campionato a tutti!
Scritto da ZZZ ZZZ il 07/11/2013












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