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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

Edizione provinciale di Belluno


Primo "trimestre" bellunese: i promossi e i bocciati dalla tribuna...

(di Mattia Capraro)

Nella foto "bomber" Lodeserto del Cortina Calcio

San Martino castagne e vino… e qualche statistica, attendibile verrebbe anche da dire. Dieci giornate se ne sono andate e ne restano venti. Un terzo dei tornei è ormai alle spalle con tutti i suoi numeri ben stampati neri su bianco. E allora, senza fare i soliti “escursus” dalla serie D alla Seconda Categoria, che sono peraltro ben leggibili in qualsivoglia giornale locale o sulla “stampa” digitale dei siti internet, diamo in aula i “PROMOSSI” e i “BOCCIATI” di questo primo trimestre calcistico. Un “pagellone” ribaltabile, questo è certo, perché si sa che il bello del calcio è quel pallone con il quale ripartire ogni sacrosanta domenica da centro campo, per una nuova rivincita, per nuove prospettive, per scordare il passato appena trascorso o per far dimenticare in un attimo gli sfarzi e i pronostici altisonanti.

PROMOSSE: Union San Giorgio Sedico, Cortina e Auronzo. Dai primi era da aspettarselo visto il blasone, la qualità e le ambizioni del team di Sedico-Libano; il secondo posto dopo la sconfitta col Cornuda non è cosa allarmante. L’Union sedicense, senza ripetere gli errori della passata stagione e con la dovuta “toccatina” del caso, ha le carte in regola per battere la concorrenza delle altre quindici in lizza. Per ora l’andamento è più che positivo e il Passerella non è corazzata d’altri tempi.

Sicuramente nessuno, invece, si sarebbe atteso un Cortina ai vertici del girone R di Seconda Categoria e un Auronzo al secondo posto. Bomber Lodeserto e compagni escono sconfitti dal derby con i galletti Auronzani, in una gara tra le più sentite del decimo turno, ma niente di grave, se si considera che Buzzo segna in pieno recupero e che l’obiettivo, per gli ampezzani rimane  la salvezza, mentre per l’Auronzo la meta è quella di fare un campionato ai vertici per centrare i play off. Certo anche che una grossa mano lo sta dando l’insolito caldo di San Martino, ma si sa, nell’alto bellunese l’inverno non tarderà più di tanto a sopraggiungere e l’insidia climatica potrebbe non giovare alle gambe e al fiato di entrambe nei prossimi mesi. Meglio quindi far punti all’inizio per vivere di rendita con le “scorte” invernali messe da parte. Sino ad ora una partenza col botto per Cortina e Auronzo, con l’augurio di mantenere i risultati di queste prime dieci gare anche per le restanti venti.

PROMOSSE CON RISERVA: Alpago, Plavis, Cavarzano, Castion, Ponte Nelle Alpi, Schiara e Cadore. Partiamo dalla conca alpagota dalle tinte gialloverdi. Nuovo mister, pochi innesti estivi, solito gruppo di amici e “solita” posizione in graduatoria. L’Alpago sta usando le sole sue forze per emergere in Prima Categoria, senza sfarzi e spese esorbitanti. Un settore giovanile invidiabile dal quale escono alla ribalta sempre giovani interessanti, forti della presenza ormai costante di un gruppo storico, non più giovincello per la verità, ma che garantisce alla piazza un valore qualitativo e quantitativo, in un calcio alle strette economiche, dove la maglia indossata deve valere molto. Non si può pensare che questo Alpago lotti per i primissimi posti; non c’è riuscito in stagioni ben più promettenti sulla carta, questo è assodato, ma i play off non sono una chimera; serve maggior costanza nei risultati, meno flessioni casalinghe e serve la consapevolezza della forza dello spogliatoio, condita, da questa stagione, dalla sapiente regia di mister D’Incà.

A Santa Giustina si vede un bel calcio. Anche qui ci sono i presupposti per fare il grande salto, ma alleggiano gli spettri di due stagioni passate nell’anonimato nonostante le ambizioni iniziali. Marsango, Rexhaj, Brandalise, Lira, Bello, Nogarè, De Filippo, Scarton sono solo alcuni nomi altisonanti della Plavis, un team a cui forse manca una prima vera punta, ma che a Mel, nel derby del Piave, ha dimostrato di avere un gioco fluido e una compattezza di gruppo invidiabile. Il lavoro di mister Ferro si fa sentire, ma diciassette punti non sono un’esagerazione per questa squadra;  bisogna inserire la marcia giusta per stare al passo della vetta del girone G. La Plavis ha le qualità per fare ancora meglio di quanto fatto vedere in queste dieci giornate.

Non è retorica quella relativa al Cavarzano. Personalmente credo che la squadra sia costruita per la salvezza, con o senza play out. Anche qui i tempi sono cambiati e la società giallorossa ha la volontà di raggiungere l’obiettivo con le risorse a disposizione; tanti giovani nella rosa di mister Fontana e qualche innesto estivo di qualità, ma non si possono certo progettare palazzi laddove l’esperienza in campo ci metterà un po’ a dare i suoi frutti. E’ partito bene il Cavarzano, dieci punti in dieci gare non sono un’enormità, ma considerando le tre sconfitte di fila nelle ultime tre gare, con squadre blasonate quali Plavis, Fregona e Barbisano, si capisce bene che con le dirette concorrenti il Cavarzano ha raccolto punti preziosi. Serve una svolta prima di Natale per arrivare a quei 17-18 punti a fine andata che possono garantire un minimo di tranquillità futura.

Andiamo a Castion. Altri 3 punti per la squadra biancoverde e la consapevolezza che il secondo posto del girone R di Seconda è l’obiettivo da centrare. Promossa con riserva perché le reti subite sono troppe per chi vuol restare ai vertici e perché, forse, qualche squalifica di troppo e qualche errore di perseveranza restano tra le pecche non ancora migliorate in uno spogliatoio che vanta giocatori di altra categoria. Bozzolla e De Lazzer ne sanno qualcosa ed è giunta l’ora per consegnare a Castion quel regalo tanto atteso. La Prima non è un miraggio, dando per assodato che il Vitt è ormai un treno in corsa uscito dai binari, in volo verso l’obiettivo messo nel mirino già ad Agosto.

Nelle promosse con riserva metto pure i granata di Ponte Nelle Alpi. Le tre scoppole di Calalzo non centrano. Chi avrebbe mai detto che il giovane Ponte Nelle Alpi potesse essere, almeno temporaneamente, al di fuori della griglia play out? Ad Agosto nessuno avrebbe scommesso su questa squadra e invece la giovane truppa di mister Ben dimostra personalità e buone individualità. Un passetto per volta e la salvezza diretta diventerà realtà; sarebbe un risultato altisonante visto che all’Orzes sono state molte le partenze negli ultimi anni e pochissimi coloro che hanno accettato la sfida. Ai ragazzi di mister Ben una nota di merito, in primis, per questo motivo. Undici punti sul groppone non sono tanti, ma a questo ritmo, in Seconda Categoria, ci si può salvare senza tanti patemi. Meno pareggi e qualche vittoria in più servono alla causa granata per l’immediato futuro, per togliersi un’immensa soddisfazione e costruire un futuro roseo.

Stessa sorte per lo Schiara; un punto in meno del Ponte Nelle Alpi e una brutta sconfitta casalinga col Trl. Il Tarzo Revine non è da considerarsi in futuro tra le cinque ultime della classe e i sei punti “messi via” nelle ultime due giornate lo testimoniano. Lo Schiara ha i medesimi tratti dei granata e i dieci punti sono un buon biglietto da visita per il futuro. E’ ovvio che la salvezza diretta sarebbe uno scudetto a tinte giallonere, ma anche un epilogo finale identico, passando per i play out, non sarebbe cosa da disdegnare. E’ certo che lo Schiara lotterà per la salvezza, ma bisogna continuare il cammino con questa andatura per festeggiare a fine anno. Trenta punti potrebbero bastare se le “ultime” saranno clementi.

Cadore sul limbo. Risultati incoraggianti e sconfitte inaspettate, ma la consapevolezza e i punti in graduatoria fanno ben sperare per un gruppo giovane, deluso dalla stagione conclusasi a Maggio con una salvezza risicata. La volontà è di ritornare protagonista, magari centrando i play off in questa stagione e mettere le basi per la struttura portante futura, cavalcando il sogno di quel Calalzo storico che arrivò in Promozione. Non deve restare utopia il sogno cadorino. Il gruppo è giovane, il settore giovanile è promettente e le ambizioni societarie sono emerse già quest’estate. Il Cadore potrà diventare la vera sorpresa, ma serve maggior grinta nelle partite ostiche e maggior continuità di risultati.

RIMANDATE…al girone di ritorno? Zt e Alpina. Quattordici punti per i rossoblu, diciassette “ganasce” subite e un centro classifica che non riflette le doti di questa squadra. C’è poco da parlare di salvezza con una rosa così; la Zt non è lontanamente paragonabile a quella della passata stagione, questo è assodato. La Prima G non annovera nessuna “ammazza campionato” e il test di domenica prossima a Fregona è la prova per i ragazzi di Signoretto di dimostrare che sarà una seconda parte di campionato diversa, più costante e più in linea con le qualità in campo. Anche nella passata stagione il ritorno è stato di media altisonante, cosa da ripetere quest’anno per lottare ai vertici. Tutto possibile, serve qualche esame di riparazione prima di partire davvero.

In Seconda è l’ Alpina a deludere. Alti e bassi, un solo punto nelle ultime quattro gare e una squadra che non sta confermando i pronostici. I nomi ci sono, anche se c’è qualche doppione di troppo, il gruppo è buono, ma qualche ingranaggio non funziona nell’undici di mister Galli…I play off sono più che alla portata, ma bisogna agganciare il treno del Vitt, del Castion, del Santa Giustina, dell’Auronzo e della quinta, che per ora resta un’incognita. Serve continuità, componente mancata per le intere prime dieci giornate ormai passate. Tutto rimediabile, ci mancherebbe; le prossime cinque gare diranno la verità assoluta dei gialloblu di La Rossa.

BOCCIATE: Limana, Rinascente Cornei e Fulgor Farra. Bocciate si fa per dire, mancano ben 20 giornate alla fine, ma l’andazzo sino ad oggi è allarmante! L’allarme Limana suona proprio dopo le cinque scoppole subite a Cordignano, dopo i primi tre punti raccolti in casa col Godega una settimana prima. Sembrava che la vittoria scaccia crisi avesse quanto meno allontanato i fantasmi, ma gli spettri erano appollaiati in terra trevigiana. Cinque punti sono pochi per un gruppo di amici qualitativamente indiscutibili. Forse ci si attendeva di più dagli innesti dell’estate, forse il salto si è fatto sentire in maniera esponenziale e, forse, il credito con la fortuna continua, ma basta ricordare l’impresa dei cugini della Zt che, un anno orsono, ottennero la salvezza diretta con un ritorno coi fiocchi. C’è tempo per le lacrime; lavoro, sacrificio e, ovviamente i punti, sono le medicine migliori.

A Cornei la partenza è stata incoraggiante con cinque punti nelle prime cinque gare, ma quel gol subito al 92° minuto nella gara casalinga col Sarmede, finita uno a uno, proprio alla quinta giornata, ha letteralmente tagliato le gambe alla squadra della frazione di Puos. Cinque sconfitte di fila da allora, con tredici gol subiti e una classifica che ora piange davvero. Il momento è proprio di quelli no, visto che i due ultimi scontri diretti con Schiara e Feletto hanno fruttato zero, non solo in classifica, ma anche sul piano del gioco e della grinta. Il cammino da qua a Natale non è per nulla semplice. Sulla strada Auronzo, Cadore, Fulgor Farra, Alpina e Cappella Maggiore. I pronostici non sono proprio a favore dei biancoblu e il derby con la Fulgor può trasformarsi in un incubo anticipato per entrambe. Servono almeno cinque punti nelle cinque restanti gare prima del panettone per dare ancora un senso al campionato di ritorno. I play out, però, non sono al momento evitabili. Non c’erano chissà quali prospettive per la Rinascente, ma le qualità non mancano; gente come D’Alpaos  e Cibien possono dare il “la”, ma la Terza Categoria era un’altra cosa, ora serve grinta, gruppo e sciabola, a discapito, magari, del bel gioco.

Non se la passa meglio la Fulgor Farra che un punto più dietro chiude da fanalino di coda la classifica del girone R di Seconda. Che le difficoltà fossero palesi già ad Agosto era abbastanza lampante, ma è anche vero che l’undici in campo non è poi così sprovveduto con la categoria da rassegnarsi alla retrocessione. Sicuramente la fortuna non sta aiutando le due compagini alpagote, sicuramente il Feletto di inizio stagione era inferiore ai biancoblu di Cornei e ai biancorossi in riva al lago. Si deve pretendere di più. Per sperare nel girone di ritorno bisogna mettere in saccoccia da qui a Natale una decina di punti e, magari, trovare qualche innesto di qualità per correre ai ripari e tappare le lacune laddove possibile.

Come dice San Martino da Belluno, “i mort se i porta via fredi” e da esperienza scolastica, pardon, calcistica, i promossi e i bocciati si contano a Maggio, nella lista finale che darà a Cesare quel che è di Cesare e alle squadre bellunesi, quel che è delle squadre bellunesi. Trenta e oltre partite non mentono mai, dieci, invece, sono solo uno schizzo sul futuro quadro da realizzare; certi quadri sono a tinte accese, altri a tinte cupe. Il pennello è in mano a ciascuna, dal San Giorgio Sedico alla Fulgor Farra l’augurio di dipingere al meglio la tela da qui a Maggio, prima di doverla incorniciare definitivamente...Buon proseguo a tutti!

 

 

 

 

 

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  Scritto da ZZZ ZZZ il 13/11/2013
 

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