Serie D e non solo, parla Gigi De Prà e la sua passione...
Il Dirigente del Belluno ripercorre la sua carriera e ci racconta il Suo calcio, fatto di sacrificio, passione e tanti gol...

(di Mattia Capraro)
Nella foto Gigi De Prà sulla panchina dello stadio Nereo Rocco di Trieste, in Triestina - Belluno di questa stagione
L’ho conosciuto da giovanissimo in un ormai lontano 2000 in quel di Mel, in maglia rossoblu; è stato “bomber” di razza, trasformava i palloni in oro colato, incubo dei portieri, “caliente puntero” classe 1972, personaggio tipico del calcio de “noialtri”, di gran compagnia. E’ pontalpino doc, con i colori granata nel cuore; la è nato e cresciuto calcisticamente, la ha visto il tracollo di una società blasonata ed è stato poi protagonista della rinascita della nuova realtà dell’Umberto Orzes, dove ha giocato le ultime partite ufficiali tre stagioni fa. Seduto al fianco di Charlie Pierobon nella stagione 2011/2012 proprio a Ponte Nelle Alpi, oggi è invece il “braccio destro” di mister Vecchiato sulla panchina del Belluno in serie D…Un grazie di cuore a “Gigi” De Prà che si è concesso ai miei, nostri “microfoni” di Venetogol. Non me ne volere caro Gigi, sarà un viaggio tra un calcio che non c’è più e un calcio che c’è ancora, anche se sarai tu stesso a descriverli, mettendo la tua passione davanti a tutto…via!
Ciao Gigi, come va? Chi è Gigi De Prà quando è lontano dei campi di calcio?
Prima di tutto ti ringrazio per l'avermi contattato. Mi fa sempre molto piacere essere ricordato anche come ex-calciatore. Beh direi che va bene, poi ho la fortuna di essere un ottimista di natura per cui non posso proprio lamentarmi di nulla. Chi sono lontano dai campi? Beh per prima cosa ti dico che sono totalmente diverso da come sono o meglio ero in campo come calciatore ed ora come Dirigente. Sono un sanguigno ed un istintivo, ma fuori del campo amo vivere la mia famiglia con serenità, portare avanti il mio lavoro con diligenza e, quando posso, troppo spesso dice mia moglie, stare in compagnia degli amici e perchè no, fare "festa"…
Un breve resoconto della tua carriera calcistica…?
La mia è stata una carriera nei dilettanti affrontata con la testa di un professionista. Ho iniziato nelle giovanili del Ponte nelle Alpi. Era una super società, tra le prime 3 nell'ambito provinciale, seconda solo al Belluno e alla Feltrese. Sono arrivato in prima squadra grazie a Mister Bubacco a 16 anni e il primo anno ho segnato anche 2 gol. Avevo a fianco 2 maestri del calibro di Azzano ed il fortissimo Giorgio Balzan. Facevamo la Promozione ma che Promozione! Siamo riusciti ad arrivare in Eccellenza con i vari Boito, Padrin ed i fratelli Gava. E' sempre stato un onore giocare con la maglia granata. Poi come succede nella vita un giorno mi chiama il Presidente Savasta per approdare al Belluno che in quegli anni non se la passava bene, ma aveva un bel progetto. Dico di sì e mi ritrovo in un ambiente nuovo ma dalla stessa professionalità. Incontro Dirigenti che mi vogliono bene e per 2 stagioni ci divertiamo un mondo. Gioco insieme ai Fratelli de Bon, Luciano e Mauro, persone di straordinario livello umano e tecnico. Poi il Belluno si fonde con il Ponte nelle Alpi per quella che è stata la fine del glorioso Ponte. Mi chiama Mister Borgato per rientrare nella nuova squadra ma non mi sento di farne parte e così senza polemica decido di cambiare aria. Nel frattempo mi contatta il D.S. del Conegliano che già mi conosceva e decido di andare da loro in Eccellenza. Quell'anno andiamo male in campionato ma vinciamo la Coppa Veneto ed arriviamo fino alle finali di Moncalieri. Grandissima esperienza e 4 gol tra cui uno decisivo nella finale di Padova.
Ora non ridete, ma quando mia moglie decide di sposarmi, vado in Prima Categoria a San Giorgio realizzando 22 gol, grande stagione davvero. L’anno seguente vado grazie a Mr.Perinon alla ZT. Buona prima stagione con 14 gol su azione ed un buon torneo, ma l'anno dopo, sempre alla ZT non mi ripeto. Nel frattempo il Ponte si è ricostituito dalle ceneri ed insieme al mio amico Dino Da Rold decidiamo di andare in Seconda cercando di portare la squadra subito in Prima Categoria. Centriamo l'obiettivo al primo colpo! Avevamo una squadra fortissima per la categoria. Poi 3 anni ancora Ponte e poi un ultimo anno al San Giorgio, ma ormai del calciatore c'è davvero poco; 7 gol, una miseria. Chiudo così, salvo una piccola parentesi di qualche mese a Ponte nelle Alpi per riconoscenza ad un vero amico, Severino "Sheva" De Min. Segno addirittura qualche gol non uscendo nemmeno dall'area di rigore…
Roberto Baggio diceva che è la passione a far fare grandi cose nella vita come nel calcio, che ne pensa Gigi De Prà dell’affermazione del “Divino” del pallone?
Roberto Baggio è il calcio ed il calcio è passione. Quando sento dire che il calcio è un lavoro "impazzisco". E' passione, sana passione. Niente di più e di meno.
Come vivevi l’atmosfera domenicale prima di scendere in campo?
Mi svegliavo non più tardi delle 8 e mangiavo alle 11. Le solite cose di un atleta. Io andavo totalmente in ansia per la partita, la vivevo male fino al fischio d'inizio. Tuttora da dirigente la vivo con tensione. Quando non proverò più tutto questo me ne starò a casa.
Che giocatore era Gigi De Prà a 20 anni, che giocatore era a 30 anni e che giocatore sarebbe Gigi De Prà se potesse ancora calcare i campi che lo hanno reso grande, ora che gli “anta” sono arrivati e superati…
A 20 ero un giocatore tecnico e particolarmente veloce. Avevo un forte senso del gol. Non ero per nulla scontroso e ciò sembra strano anche a me. A 30 ero un giocatore tecnico, che usava molto il fisico dentro l'area; di testa mi arrangiavo con i gomiti ed anche nella protezione della palla non ero tenero. Sono peggiorato tantissimo caratterialmente e di questo un pò me ne vergogno ancora oggi. Direi che sono maturato come qualità di giocatore e francamente peggiorato sotto altri aspetti. Oggi non so cosa sarei, ma mi piacerebbe tornare quello dei 20 anni con un pò più di furbizia e un pò meno cattiveria agonistica, infatti di certi atteggiamenti avuti me ne pento ancora oggi…
Che calcio era quello che hai vissuto dieci, quindici, vent’anni fa rispetto a quello odierno? Cosa manca ai giovani di oggi?
Il calcio è sempre il calcio ma senza fare della retorica dico che forse il calcio di ieri era spinto da più passione e più spirito di sacrificio. Chi ama davvero il calcio si dedica ad esso pienamente…
E’ vero che nella vita si è una persona, in campo ci si trasforma in tutt’altra?
Proprio così. Non so perchè. Conosco tantissimi bravi ragazzi che in campo sono "odiosi". Io sono uno di questi, ma la voglia di vincere alle volte prende un pò troppo il sopravvento…
Tre nomi di ieri e tre nomi di oggi: il più forte giocatore di ieri e di oggi, il più estroso di ieri e di oggi e i migliori portieri…
Non voglio fare torti a nessuno. Parlo a livello locale. Francesco "Checco" Boito in assoluto. Oggi mi impressiona Simone "Cobra" Corbanese…Il più estroso di ieri è anche il più simpatico e dico Dino Da Rold, uomo squadra al 100%! Con lui ho un rapporto speciale. E' stato il mio compagno di squadra ideale. Il più estroso di oggi Ivan Merli Sala che non capisco che faccia in serie D, è un talento minimo da serie B, in più è di una simpatia unica, un pazzo! Portieri di ieri? Mi stanno simpatici tutti quelli che si sono girati per raccogliere il pallone nella rete! A parte gli scherzi, dico Roberto Barbazza. Avrebbe meritato di giocare in serie B! Portieri di oggi? Penso a De Carli del Ripa. Si lui è un gran bel portiere! E tu, caro Mattia Capraro, se non fossi stato così matto… Ti ricordo anche al torneo dei bar di due anni fa, eri davvero insuperabile!
Basta farti sentire vecchio, anche perché so che sei giovane dentro. La passione per il calcio ti ha visto rifondare ed essere protagonista a suon di gol di un Ponte Nelle Alpi che anni prima era sparito dalla geografia calcistica. Cos’è o cos’era per te la maglia granata?
Potrei semplicemente dire "tutto". Anche se con la Società attuale non ho nulla a che fare. Non mi ci rivedo in loro, tutto qui. Ognuno ha preso la propria strada. Però il granata rimane il colore del mio cuore…
Due stagioni fa sei stato al fianco di Charlie Pierobon proprio all’Umberto Orzes in Seconda Categoria, oggi sei sulla panchina del Belluno come abile spalla di mister Vecchiato; che mi dici di queste due esperienze?
La prima con Charlie è stata impegnativa, divertente e di successo, con tutta la trafila dei playoff. Io e Charlie ci conosciamo da una vita e c'è grande stima ed amicizia… Con Roberto Vecchiato abbiamo dovuto conoscerci quest’anno, abbiamo la stessa età, un pensiero di calcio comune e la grande passione per questo sport. Io so quali sono i miei compiti, lui sa i suoi. Quando c'è il rispetto, non c'è mai alcun problema. E poi lui è davvero una bella persona, credo sia nata una bella amicizia e tutto è diventato più facile…
Hai mai pensato di allenare in futuro?
Nonostante abbia il patentino dico di no. Assolutamente no! Non ne sarei capace. Saprei solo dire ad un mio attaccante "girati e tira", meglio lasciar stare…
Parliamo di questo Belluno. Ti saresti atteso un campionato così di spessore e dove potrà arrivare questo gruppo straordinario?
In questa situazione di classifica dico di no. La squadra mi sembrava forte ma il "gruppo" l'ha resa molto di più. Dove potrà arrivare? Non te lo dico. Ho una mia idea, ma sono scaramantico...
Chi è il giocatore gialloblu che più assomiglia a “bomber” Gigi De Prà come grinta, passione, istinto e freddezza?
Direi il “Cobra” Corbanese, anche se amo la personalità di Bertagno. Un leader nato. Poi che dire, i due agordini, Mosca e Masoch sono 2 calciatori forti oltre ad essere persone meravigliose.
Quanto impegno e quanta dedizione è necessaria in serie D rispetto a campionati dilettantistici minori?
Per me non dovrebbe cambiare nulla. Il calcio è calcio, in serie A come in Terza Categoria. Bisogna amare questo sport e dare tutto quello che si ha, indipendentemente dalla categoria.
Un aggettivo secco per descrivere questo Belluno?
Tosto!!!
Un aggettivo secco per descrivere Gigi De Prà?
Sanguigno!!!
Un pronostico secco o una gufata secca, vedi te… Ce la farà Charlie Pierobon a portare il Vitt San Giacomo in Prima categoria?
Per rispetto a Charlie non dico nulla. Ci sono delle possibilità concrete. In bocca al lupo a lui ed alla sua truppa di Bellunesi…
Infine un saluto ai lettori di Venetogol e un po’ di saggezza calcistica che contraddistingue Gigi De Prà…
Saggezza? Beh non credo di essere la persona più indicata. Ma se volete un consiglio, Vi invito a "godere della vostra passione" con tutte le vostre forze e soprattutto con il Cuore. Ciao!
Scritto da ZZZ ZZZ il 23/01/2014













