Un manicomio tra i pali bellunesi, tra presente e passato...
Viaggio nel mondo dei portieri bellunesi, tra albe e tramonti, personaggi in auge e alcuni ricordi indelebili...

(di Mattia Capraro)
Nella foto il mitico Mirco "Bulbo" De Moliner...
“Non dire matto se non hai piegato il sacco!” Matti, estrosi, ambigui, taciturni, chiacchieroni, egocentrici, ma grandi artisti. Pagliacci con la camicia di forza, un manicomio vero e proprio messo tra i pali. Tanti allenatori dai tatticismi maniacali e dal professionismo occulto li definiscono gli “stupidi del villaggio”. I compagni di spogliatoio poi, convinti di personali doti calcistiche sopraelevate, ne minimizzano qualsiasi intervento, affibbiando loro nomignoli a prova di “permaloso”, scaricando su essi pallonetti inutili nei tiri del venerdì, per non parlare delle conclusioni ravvicinate a potenza piena. Felini in versione umana, “stangherloni” scoordinati in ogni dove, fisici scolpiti o al limite del rachitico, ma tutti con una confusione mentale e una bellezza interiore da amore-odio, innamoramento, gelosia o invidia, pena e esaltazione allo stesso tempo. Sono portieri e, come tali vanno trattati, giudicati, stimati, amati…La pazzia è la più grande forma di normalità in questo mondo piatto e privo di genio. Se poi alla pazzia ci aggiungiamo il connotato territoriale, l’origine, la mentalità “montanara”, forse è il caso di presentarli tutti, o quasi, questi “paranti” bellunesi che, in quanto tali, nulla hanno da invidiare ai colleghi di pianura, d’oltralpe o a quelli abituati a telecamere e busta paga mensile. E allora via! Non sarò breve e melodico come è stato Umberto Saba nella poesia dedicata ai portieri, ma io ci provo così...
Che ne dite dell’ex Juventus e poi Vittorio Veneto e poi Alpago e oggi alla Fulgor Farra, tale Walter Peterle? Fisico stratosferico, trascorsi blasonati e oggi in riva al lago per tentare l’impresa salvezza con i biancorossi di mister Poser. Da preparatore dei portieri biancorossi a giocatore, dopo un’andata giocata dal giovane Andrea Mognol, che potrà crescere molto con l’affiancamento del portierone di Farra d’Alpago. Che mi dite poi “dell’uomo di ghiaccio”, tale Luca Perin della Rinascente Cornei? Festaiolo dicono, taciturno e impassibile di fronte agli attacchi avversari; una mente da studiare, ma un buon portiere, ancora giovane e con un fisico invidiabile. Squadre avvisate mezze salvate! C’è da rimanere di Sasso e per i più acculturati, c’è da essere Edotti allo Schiara di mister Sacchet. Due giovani ragazzi promettenti per la frazione di Tisoi che sta cercando la salvezza in Seconda R. C’è chi parte facendosi 100 km per andare a Cortina, come tale Simone Casagrande; gatto tra i pali, non dotato fisicamente, ma con due piedi da fantasista puro. Rinvii millimetrici, vero giocoliere e una presa invidiabile! In panchina a Cortina, l’eterno, intramontabile e forte Finco. Codino infinito e “tre bire e doi birin” narra la leggenda della storia inerente le sue falangi…Da due portieri non più giovanissimi, scendiamo all’Umberto Orzes, dove sono due ragazzini i guardiani della porta granata. La “bilancia” di Orzes non è quella da modello in carriera, ma che mi dite della sua reattività e del miglioramento fatto nelle ultime stagioni? Qualche chiletto in meno e si potrà davvero volare, in alto! Il più giovane collega Boban Kralic non ha un fisico prestante, ma si parlava e si parla un gran bene di lui…Altro avviso futuro…A La Rossa un altro “pagotto” dopo Peterle; ecco Calvi, giovane ex Belluno e oggi a difendere i pali gialloblu. Di Calvi si vocifera del suo essere tranquillo, taciturno, quasi da deformazione professionale del ruolo. Il collega tra i pali è De Rocco, nuovo arrivato dall’Union Ripa la Fenadora ; anch’esso giovane, ma francamente si sa poco di lui; è vero che parte da Arsiè di Feltre per giocare all’Alpina? Voci di corridoio mi dicono ciò.. In Cadore, patria di ormai longevi portieri, ecco da tre stagioni il giovane Roberto Michielli, ex Cortina. Apparentemente pacato, ha dalla sua molta dedizione e passione che gli faranno fare strada.
In Auronzo il portiere rivelazione. Fisico statuario, grande posizione, grande futuro e un tassello fondamentale per i galletti auronzani; Unterpertinger, con trascorsi nel Cavarzano, sta dimostrando tutta la sua bravura. A Castion ecco Sommavilla e Burlon. La fascetta perenne in testa per il primo, la caparbietà del secondo. Due giovani per una squadra orientata al futuro. Poi il maestro di tutti, tale Nicola Tamburlin, oggi in maglia Vitt San Giacomo. Fortissimo, statuario, pelato dalla nascita e per batterlo basta che dimentichi le lenti da vista a casa! L’età lo ha un po’ tranquillizzato e diplomatizzato, ma in più spogliatoi è piacevolmente ricordato e ciò, nel calcio, conta più di tutto! Altro girone, altro giro! Casanova, De Cia, Battorti del Lentai. Un bel mix tra il giovane ex San Giorgio, il meno giovane ex Castion e il più longevo ex Juventina. Tre paranti stesso stile, non dotati fisicamente, ma con una buona reattività e tanta passione per il ruolo ricoperto. Andiamo sul pesante, ma non in senso fisico. A Valdobbiadene c’è la coppia bellunese Roberto Forcellini – Andrea Calcinoni! Servono presentazioni? “Calci” ne ha viste di tutti i colori. Da Valdobbiadene, ad Ospitale, passando per Cortina, Alpina, Lentiai, Farra d’Alpago e poi ancora a Valdobbiadene. Gamba inarcata, capello sbarazzino e ritmi da ventenne nonostante l’anagrafica. Più composto fisicamente il compagno di macchina, tale “Force”, stile anni 80, ma sempre sul pezzo con l’amico di una vita. A pochi chilometri il lentiaiese Pierpaolo Zanella, in forza al Nervesa. Latin Lover, fisico mozzafiato e grande portiere, qualitativamente parlando; unito ai due precedenti, si compone la “machinada” delle meraviglie tra la bella vita notturna, qualche mora e tante bionde…
Torniamo un attimo in provincia; il santo feltrino ha ben poco di santo tra i pali. A San Vittore l’estroso Giorgio Faoro, capello lungo, look da vera star da palcoscenico. Ricorda Ed Warner del cartone Holly e Bengie…Felino tra i pali, questo è certo. Il compagno zumellese è Strapazzon, ex Zt calcetto e calcio a 11. Piccolo per il ruolo ricoperto, ma la presa e i suoi voli sono da vero gatto.
Saliamo di categoria ed eccoci di nuovo in Alpago, patria di ottimi portieri. In maglia gialloverde il giovane Nicola Fagherazzi da Irrighe di Chies d’Alpago. Forse il più forte di tutti in circolazione, fisico statuario e curato in ogni dove, altezza invidiabile e una nuova personalità e maturità venuta negli ultimi due anni. Al suo fianco il più estroso in assoluto, “Metalwarrior” Giorgio Collarini. Capello folto e biondo, “pasran” alla Batman e di notte, panettiere modello! E’ forse lui, tra tutti, il più rappresentativo della follia dei portieri bellunesi. Mitico! Non è finita qua con la conca alpagota; a Cavarzano i guantoni sono entrambi “pagotti”. Alessandro Tona da Pieve d’Alpago e Damiano Barattin da Puos d’Alpago. Fisicamente opposti. Tona, ex Cordignano e Rinascente Cornei è il classico portiere alla Peruzzi, tutto reattività, muscoli, serietà e professionalità allo stato puro, Damiano è il classico “stangherlone” alla Francesco Toldo, alto, magro, non bellissimo nelle movenze, ma negli ultimi due anni il Suo miglioramento è stato esponenziale! C’è voluta la mano di un ex grande portiere come Nico Della Vecchia per dare il tocco finale, ed ecco che la stagione di entrambi i guardiani giallorossi è divenuta un’ascesa continua. A Limana conosco solo per nome l’ex Belluno Alan Miniati, feltrino doc. Ex Zt da Dicembre a Maggio la scorsa stagione. Fisico tipico del portiere, longilineo, bravo tra i pali. Andiamo a Mel, zona bar Bakero, laddove ho lasciato il cuore della festa. Tra i pali Lorenzo Cima, “il portiere dei portieri”! Professionista non solo nello stile di vita, ma anche nel prestigioso curriculum personale. Quasi quarantenne, ma ancora in formissima, si divide tra la panchina domenicale e la preparazione atletica del più giovane collega, tale Giacomo Brandalise, altro alpagoto doc. Se Tamburlin è il maestro, Cima è il professore di tutti noi. Brandalise, invece, è un felino tra i pali. Fisicamente “stagno” ma non altissimo, ha buone doti e potrà crescere ancora con la “consulenza” del Suo preparatore. Attraversando il Piave, sponda biancoazzurra, c’è Davide Pol, portiere della Plavis. Fisico longilineo, è da anni a difendere la porta dei biancoazzurri di Santa Giustina. Tranquillo, pacato e anche fortunato, su questo non vi sono dubbi. Il suo compagno sino a Dicembre è stato il giovanissimo Bertelle, ora al Caerano. Il ragazzo si è comportato bene nelle due gare disputate con la Plavis e dà sicurezza al reparto arretrato nonostante la giovane età. Piccolo nella statura, ma per quanto visto, un portiere con un buon futuro davanti…
Errore giornalistico o cos’altro? Su un giornale locale, con il numero 12, è ricomparso in maglia Union San Giorgio tale Caio Antole! Che portiere signori! Matto, estroso, festaiolo doc, a volte petulante e impulsivo, ma fortissimo. Fisico arcigno, grandi qualità, grande professionalità. E’ stato icona del San Giorgio dei miracoli e, non è detto, che continui ad esserlo in futuro. E’ stato esempio per tanti, sia in campo, che nelle feste fuori dal rettangolo di gioco. In lui si riassume la corretta definizione di portiere racchiusa in questo articolo, ormai fin troppo lungo. Sempre in Promozione, ma nella marca trevigiana, ecco Simone Bianchet, che con il suo Conegliano sta impensierendo la porta difesa a Sedico dal trevigiano Fovero. Portiere vero Simone, completo, fisicamente curato e bel ragazzo. Tranquillone o bronza cuerta? Qualche Ds bellunese mi sa tanto che ha sbagliato sto giro, ma sulla questione “paranti” gli errori e gli orrori sono all’ordine del giorno. Allo Zugni Tauro “Bull dog” Alessandro Bee! Altro portierone vecchio stile, l’Oliver Kahn “de noialtri”. Agile, prestante, reattivo, fisicamente statuario. Professionista mancato ed è un vero peccato! Professionale, serio, un vero atleta. Da ragazzino ha esordito nel Belluno dei miracoli vincendo la Serie D, poi un’ ottima carriera dilettantistica. Portiere esagerato, oggi saracinesca in maglia granata sperando nell’indirizzo della stagione feltrina verso platee al lui più consone. Portiere al 100%, non ci sono dubbi! Il collega di Alessandro Bee è il bellunese Paolo Gei, l’anno passato al Cavarzano. Originario del Cadore, ma ormai “belumat” a tutti gli effetti. Fisico prestante e un’età ancora invidiabile per tornare protagonista indiscusso. Infine il capitano, Paolo De Carli dell’Union Ripa la Fenadora del patron, guarda a caso, ex portiere, Nicola Giusti. Paolino, classe 1984 è colui che ha vinto più di tutti; dalla Prima Categoria sino alla scalata dei miracoli della Serie D, ma anche trascorsi in maglia granata con la Feltrese, dove è cresciuto nel settore giovanile e negli esordi che contavano al fianco di Enrico Sgrò, altra icona tra i pali bellunesi. Paolo De Carli ha il carisma, la follia, la concentrazione, le qualità, il fisico e la fortuna che sono necessarie ad un portiere di blasone. In serie D i pali sono rimasti suoi e sarebbe interessante vederlo nei professionisti, le doti ci sono eccome!
Mentre scrivevo questo articolo, mi sono passati per la testa un numero indecifrabile di “paranti” che, seppur non vecchi, sono sul divano con tanto di pantofole e tisana e, il perché non è così facile da spiegare, capire, condividere. Penso a Gabriele De Nadai, l’anno passato al Limana che, per Sua scelta o scelte altrui ha rinunciato alle sue parate per un “anno sabbatico”. Scrivendo poi ho pensato all’ex Feltrese Erik Doro, oggi titolare del bar Opera e bar Rialto in centro a Belluno, ho pensato a Paolo Marin, ex Cagliari, Belluno, Pievigina ecc….e l’anno passato seduto in panchina al Cappella Maggiore al fianco di “compare” Domenico Del Puppo. Ho pensato al mitico Giuliano Ganz, che da anni ha appeso i guanti al chiodo per la “corsa ai salami”, per il ballo latino americano e a quanto ne consegue poi…Ho pensato ad un altro alpagoto doc, tale Loris Funes, da Chies d’Alpago, che ha smesso con le domeniche calcistiche qualche anno orsono e che si diverte nei sabati pomeriggio nel Csi del piccolo comune inerpicato sulle colline dell’Alpago. Anch’egli è stato un buonissimo portiere “de noialtri”, anch’esso è uscito di scena all’improvviso. Ho pensato al feltrino Luca Scariot, per anni al fianco di Paolo De Carli all’Union Ripa la Fenadora. Matto, matto, matto, ma anche di lui si sono perse le tracce calcistiche dopo la vittoria del campionato di Promozione di 3 anni fa. Ho pensato a molti altri e a quanti personaggi passati sono svaniti nel nulla o vestono oggi altri ruoli, dentro o fuori dai campi di calcio. Mario Baldissera, Martini, Talamini, Vercesi, Flewer Imbolito, Luigi Zanella, Tine De Vettor, Dalla Libera, Reveane, Checco Bona, Barbazza, Benvegnù, Manfroi e quanti ho dimenticato, sino al mitico ricordo calcistico di Mirco “Bulbo” De Moliner che vorrei portare a conclusione del mio poema. Anno 2001, stadio Umberto Orzes di Ponte Nelle Alpi, spareggio salvezza di Prima Categoria tra San Giorgio e Alpago. “Bulbo” è li, tra i pali gialloverdi, alla Sua ultima apparizione calcistica. Parate marziane per lui prima della definitiva sostituzione nel secondo tempo supplementare per dar spazio al più giovane Elvis Barattin, fratello di Damiano. “Bulbo” esce accompagnato da una standing ovation di una tribuna colma, sul risultato ancora in bilico a pochi istanti dai tiri dagli undici metri. Il saluto del portierone verso la tribuna, gli applausi da brividi al suo indirizzo e i brividi di un ragazzo che, dalla tribuna, intanto, sognava e amava il suo ruolo così diverso, così particolare, ma così affascinante…Il giovane Elvis Barattin metterà, pochi minuti più tardi, il guantone sul rigore decisivo che salverà la sua squadra, mandando all’inferno il San Giorgio...Brividi di oggi, brividi di ieri, ma pur sempre tra i pali...
Scritto da ZZZ ZZZ il 25/02/2014













