Seconda R. Un "Angelo" per Santa Giustina. Intervista a Mister Cesca
Dal ricordo di un glorioso Sedico, alle panchine di San Fior, di Valdobbiadene e del calcio a5, fino alla poesia dell'Itlas di Santa Giustina Serravalle. Ci racconta il Suo calcio mister Angelo Cesca

(di Mattia Capraro)
Nella foto: mister Angelo Cesca, da tre stagioni timoniere dell'Itlas Santa Giustina Serravalle.
Di solito per i ringraziamenti aspetto la fine della presentazione, ma questa volta sono doverosi i ringraziamenti in apertura. Non ho scelto la settimana migliore, calcisticamente parlando ben s’intenda, per un’intervista al mister dell’Itlas Santa Giustina, Angelo Cesca, ma con la consueta disponibilità e l’inconfondibile sorriso tra le labbra, ha accettato l’invito nell’ancora calda cornice post gara di San Giacomo di Veglia di domenica scorsa. Ho avuto il piacere di conoscere Angelo nella mia “scollinata” a Cison di Valmarino nella stagione 2010-2011, per ritrovarlo quest’anno da avversario al vertice della Seconda Categoria girone R con lo spogliatoio di Serravalle, laddove una squadra ripescata dalla Terza Categoria il 24 luglio 2013 sta facendo sfracelli grazie ad un gruppo e una società straordinari, grazie alle prodezze di bomber Daniele Ostet, grazie all’esperienza e alle qualità di Massimo Cesca e del fratello “seduto” in panchina, pardon, “sempre in piè” a dettare i tempi degli undici in campo. Esperienza da vendere come allenatore nella Sanfiorese, nel Valdosport, nel calcio a 5 in C1 e da tre anni ai piedi del Fadalto con il Santa Giustina Serravalle, fratello del già citato bomber Massimo, ma anche del metronomo Domenico, non proprio due ultimi arrivati, che “qualche” colpo l’han battuto in altre categorie, sicuramente più blasonate…A sei gare dalla fine delle ostilità, mister Cesca ci racconta il Suo Itlas Santa Giustina e il Suo credo “pallonaro” perché il calcio è sempre bello, anche quando, qualche delusione campa nell’aria; il rituale si ripresenta per il riscatto infinito, per quel calcio d’inizio domenicale che è sempre condito di speranza e tanta passione…Grazie a Angelo e via all’intervista…
Ciao mister, innanzitutto come va e chi è Angelo Cesca al di fuori “dell’area tecnica” domenicale?
Penso e spero un buon marito e un buon padre di famiglia, un gran lavoratore, ma anche un buon festaiolo….
Andiamo a ritroso e partiamo dalla fine; la sconfitta di San Giacomo nello scontro al vertice di domenica è stata “digerita” o c’è qualche rammarico per quanto concerne il risultato finale?
Ci sono parecchi rammarichi. Siamo scesi in campo in formazione rimaneggiatissima, privi di Bernardi, Botter, Pioni, Birro oltre a bomber Ostet. Durante il riscaldamento mi ”e’ saltato” anche Zanchettin. Perso un centrocampista abbiamo inserito una punta iniziando la partita forse troppo sbilanciati in avanti per cercare, nonostante le assenze, di fare noi la gara. Questo è l’unico modo che conosciamo per portare a casa i 3 punti; imporre il nostro gioco. Non abbiamo risentito delle assenze poiche’ la nostra rosa è composta da tutti giocatori dello stesso livello, a parte Ostet, indomabile capitano e condottiero, che indubbiamente ha qualcosa in più. Purtroppo le cose non sempre vanno come dovrebbero andare e dopo un primo tempo sornione, nel quale non abbiamo rischiato nulla, il Vitt e’ riuscito a passare in vantaggio su calcio da fermo al loro primo tiro in porta, proprio all’inizio del secondo tempo. Da quel momento abbiamo assediato gli avversari giocando con il nostro portiere a centrocampo per piu’ di mezz’ora, abbiamo fatto esordire due juniores, ma purtroppo non siamo riusciti a pareggiare e allo scadere ci hanno punito con il gol del 2 a 0. Amen! E’ andata così, era scritto che andasse cosi, anche se la gestione dei cartellini non mi è piaciuta domenica. Abbiamo perso contro il Vitt sia all’andata che al ritorno ed è giusto che il campionato lo vincano loro, ma bisognerà fare i conti anche con Cappella, Castion e Auronzo che daranno ancora filo da torcere per il primo posto…
Quanto può pesare l’esito di San Giacomo sulle prossime e ultime 6 gare di campionato?
Non penso piu’ di tanto. Questo campionato è gia’ stato scritto. Lo dico dalla partita che abbiamo disputato con loro all’andata. Indipendentemente dal risultato di domenica, il Vitt vincera’ il campionato. Mi spiace soltanto che a vincerlo non sia mister Pierobon, persona che stimo e che avrebbe meritato la vittoria finale…
Lasciamo la gara di San Giacomo per capire se, al 26 Marzo 2014, Angelo Cesca, si aspettava un terzo posto a sole 4 lunghezze dalla capolista, 46 punti in saccoccia e una media di quasi 2 punti a partita?
Sinceramente non me l’aspettavo. E’ normale che speri sempre di vincere, ma la squadra e’ stata allestita senza spendere una lira, inserendo in rosa un giocatore straordinario come Daniele Ostet, già allenatore delle giovanili a Serravalle. Quando ti porti a casa un giocatore del suo calibro è facile convincere qualche altro giocatore a venire da te. Se poi all’ultimo momento la Follinese non si iscrive al campionato di Seconda categoria e hai la possibilià’ di portarti a casa gente come Bernardi, Gallonetto, Pioni e Vettoretti, pensi di poter fare un campionato di Terza categoria per cercare di vincerlo. Poi il 24 luglio 2013 scopri che ti hanno ripescato ed è normale che la prima cosa sia quella di fare un buon campionato di Seconda. Abbiamo iniziato la preparazione per ultimi e abbiamo sempre fatto 2 allenamenti a settimana, tutto come fossimo ancora in Terza. Vinci o perdi non ci siamo mai allenati 3 volte in settimana….
Come si vive il calcio a Serravalle e quali i valori di questa società?
Il calcio qui è una vera passione. I mezzi sono limitati, il campo d’allenamento poi, “no me vien in mente an vocabolo par descriverlo”, ma le persone sono straordinarie con veri valori, a volte fin troppo e per questo motivo qualche dirigente ci rimane male se le cose non vanno per il verso giusto. Amano il calcio e vivono il calcio in maniera genuina…
Un gruppo unito, forse non giovanissimo, ma consapevole dei propri mezzi; quanto conta lo spogliatoio e l’armonia instauratasi all’interno e a chi va il merito di ciò?
Il gruppo, forse grazie anche ai risultati, è sempre stato molto unito. E’ vero che non è giovanissimo ma stiamo facendo esordire parecchi giocatori del settore giovanile anche se non è facile vista la nostra posizione in classifica. Il merito va diviso tra tutti. I “vecchi” perchè sanno di vivere un’annata straordinaria e indimenticabile indipendentemente da come andra’ a finire. I nuovi perchè con la loro professionalita’ hanno coinvolto tutti. E poi abbiamo sempre il Presidente Adriano Covre e il Ds Simone Saponara, oltre ai dirigenti veterani che si danno da fare giornalmente perchè questa rimanga una grande famiglia.
Come ti trovi ad allenare tuo fratello Massimo? Ti mette a disagio la situazione?
Assolutamente no! Colgo l'occasione per ringraziare mio fratello Massimo per la disponibilita'. Si e' aggregato al gruppo in punta di piedi per venire a darci una mano dopo che siamo stati ripescati in Seconda. Gli acciacchi dovuti all'eta' non si sono fatti sentire e alla lunga si e' guadagnato il posto da titolare facendoci fare un bel salto di qualita'. Tornando alla domanda ti dico che ero abituato a vivere situazioni particolari visto che sia a San Fior che a Valdobbiadene ho allenato mio compare Paolo Fedato, ora mister juniores nazionali a Vittorio Veneto... Pertanto gestire mio fratello non mi e' risultato difficile, anche perche' sia Paolo che Massimo si sono "formati" lo spirito nel bellunese giocando per molti anni a Sedico....”e quindi i e dei nostri”
Inutile nascondere le ambizioni di questo Itlas Santa Giustina che, almeno nel bellunese, era data come protagonista indiscussa già ad Agosto. Avete un obiettivo di inizio stagione o state cavalcando un’onda che vi sta portando lontano?
Sinceramente eri tu che ci davi per favoriti e non ti nascondo che all’inizio questo mi faceva un po’ sorridere e un po’ arrabbiare. E’ vero che oltre “ai Follinesi” si erano uniti due nuovi e ottimi portieri (Dalle Crode e Lamberti), piu’ Rizzo e mio fratello Massimo, però non mi aspettavo proprio “che tu avessi ragione”. Quindi obiettivi zero ma tanta voglia di stupire…. E i risultati di adesso stanno sorprendendo noi per primi, perchè la crescita compatta del gruppo giocatori/dirigenti è stata esponenziale…
Ostet è “troppo” per questa categoria, così come il fratello Massimo. Tralasciando questi “big” dalla copertina risaputa, chi ti senti di citare come giocatore/i importanti in questa squadra?
Sinceramente ho la fortuna di allenare tutti giocatori dello stesso e ottimo livello. Li ritengo tutti importanti allo stesso modo. E non è che voglia dribblare la domanda, ma è proprio così. Ogni domenica non cambia molto se faccio giocare uno o un altro, l’importante è che ci sia Dany Ostet che è il nostro Gigi Riva. Lui è indispensabile, basti pensare che con lui in campo abbiamo perso solo una partita. Puoi ben capire il rammarico di non averlo potuto mandare in campo nella partita decisiva di San Giacomo e qui saprei anche chi ringraziare visto che nella partita contro l’Alpina è “stato cacciato” in un modo a dir quanto anomalo, sorprendendo anche gli avversari, ma forse era destino che lui la partita decisiva non la dovesse giocare.
La Seconda R. Un’opinione sul livello di questo campionato, una sorpresa e una delusione?
Il livello è buono, le squadre sono ben preparate e messe bene in campo. Forse il gioco è penalizzato dai terreni di gioco che, a parte alcuni e rari casi, sono veramente ridotti male. La sorpresa è il San Martino Colle dove Andrea Cursio sta’ facendo un lavoro notevole. La sorpresa negativa è il Cadore che pensavo potesse ambire a una graduatoria molto migliore. Dopo averci battuto alla prima di ritorno, si sono spenti…..
Sei nella panchina di Serravalle da tre stagioni, cos’è cambiato per Angelo dalla prima panchina in gialloblu ad oggi?
Praticamente nulla. Alleno allo stesso modo e vivo le partite come fossero tutte finali. Ho odiato, odio e continuerò ad odiare i pareggi. Continuo a seguire la partita in piedi con le scarpe da calcio e poi a faccio la doccia coi giocatori alla fine di ogni partita, perchè sono uno di loro….
Quando lascerai l'Itlas che Mister consiglieresti come tuo sostituto?
Sicuramente “Zanke”, Zanchettin Christian, il mio attuale giocatore e Mister in seconda. Sta' dimostrando di essere piu' bravo di me, “anca se ghe vol poc!” E' una persona splendida ed è attaccato in maniera viscerale ai colori gialloblu. Un grande!
Dei mister che conosci chi pensi possa far strada?
Sicuramente Paolo Fedato!
Dicono che un allenatore dopo due, tre stagioni nella stessa squadra deve “cambiare aria”; condividi questa opinione o a questi livelli, salvo impegni personali o lavorativi, valgono altri valori?
Sono d’accordissimo! Al massimo due anni in una squadra. L’ho sempre detto a tutti e ne rimango convinto. Sia perchè il mister ha bisogno di nuovi stimoli sia perche’ i giocatori hanno bisogno di ascoltare “cose nuove”. Questo mio terzo anno a Santa è l’eccezione che conferma la mia regola; il rischio che io mi stufassi o che i giocatori si stufassero di me era troppo elevato, ma per fortuna i risultati ci hanno aiutato…
Presente, ma anche passato; la più grande gioia calcistica di mister Cesca e, se c’è stata, la delusione più grande?
La gioia piu’ grande? Essere diventato allenatore. Sembra una cazzata ma è stata una gioia pazzesca! Venivo dal Calcio a 5, avevo fatto l’osservatore per il Gemeaz San Polo e vedendo allenare Bepi Donadel mi sono innamorato di questo “lavoro”. La delusione più grande invece è stata la retrocessione con la DIBIESSE calcio a 5 dalla C1 alla C2. Io facevo il giocatore allenatore e sono quindi retrocesso 2 volte!
La partita del passato che hai visto dal vivo e che ti ha dato piu' emozioni?
Venezia – Sedico, semifinale di coppa giocata a Sant'Elena di Venezia una vita fa. Ho ancora i brividi nel pensare al gol di Sommavilla! Come dimenticare poi quello squadrone con i vari bomber Mauro De Bon, Sommavilla, Mirko Trevissoi, Fedato, Gallina, Elvio Colle, Franco Dall'Anese, Gastone Pizzol, Schiocchet…che squadra!!! Mi sono innamorato del calcio che esprimeva quel Sedico, vincitore della Coppa Italia dilettanti quell'anno, tant’è che due anni dopo ho convinto mio fratello Massimo, allora appena maggiorenne, ad accettare il trasferimento dal Conegliano al Sedico...
Un aggettivo per descrivere mister Angelo Cesca?
Appassionato!
Un pregio e un difetto di mister Angelo Cesca?
Il pregio? Gli anni nei quali ho fatto l’osservatore mi hanno fatto diventare “amante” dei moduli di gioco e delle loro ripercussioni sugli avversari. Il difetto? Sono troppo amico dei giocatori, questo me lo hanno sempre rimproverato, ma adesso che i 50 anni si stanno avvicinando, riesco per fortuna a mantenere le giuste distanze…
Un aggettivo per descrivere l’Itlas Santa Giustina Serravalle?
Sorprendente
Il giocatore e il portiere più forte della Seconda R?
Igor De Mattia è di un altro pianeta, in porta Nicola Tamburlin…
La tua Top 11 di Seconda Categoria, girone R?
Direi più di undici: Nicola Tamburlin, Igor De Mattia, Daniele Ostet, Omar Bernardi, i tre fratelli Dal Pont, Pisacane, bomber Terry Andreolla e bomber Biscotto, Fontanive, Vitale, Fava, Pizzol, Biz, Bozzolla, ma anche Gandin, Lazzaretti e “Cina” De Bona! “E domande scusa se ghe no mes de pi’ de trevisani…!”
Infine, una “gufata”, una “toccatina” o uno scongiuro. Chi vince il campionato di Seconda girone R?
Vitt San Giacomo, senza dubbi!
Grazie davvero mister, in bocca al lupo per questa volata finale. Ti chiedo un saluto “trevisan” ai “belumat” e ai lettori di Venetogol
Buon calcio a tutti, sia “ai trevisani che ai belumat”. “Ogni campo l’ha na storia da contar” e complimenti a Mattia par quel chel fa’”…(no le’ vero che Tambu ale’ al pi’ forte, ma le’ al pi’ simpatico!). Ricordati sempre che “non è importante cosa trovi alla fine di una corsa, ma ciò che provi mentre corri”.
Scritto da ZZZ ZZZ il 25/03/2014













