Buon finale bellunesi, ma meditiamo per il futuro imminente...
Si passa dall'esempio di pochi, agli applausi, ma per migliorare ancora, sino ai "tirare a campare" di molti prima che il calcio presenti il conto...
(di Mattia Capraro)
Il calcio bellunese chiude i battenti. Domani 4 Maggio 2014 si spegne quasi definitivamente un’altra stagione sportiva; alle 18.00 e qualche minuto i triplici fischi di chiusura da tutti i campi daranno esiti importanti, esiti scontati o arrivederci alla prossima, piuttosto che addii e cambi di piazze, di spogliatoio, di casacche nel gioco di ruoli che da sempre investe lo sport più bello del mondo. Dietro a questo finale c'è però molto di più...
Sarà la partita dell’orgoglio del Belluno che vuole questi play off a tutti i costi, anche se la logica e il vociferare comune ne intravede più una gran bella soddisfazione a tinte gialloblu che non una concreta possibilità di approdare in un calcio che, a noi bellunesi, risulta ancora molto, troppo lontano. Vedere la squadra del capoluogo giocarsi la vetta della Serie D denota l’ottimo lavoro fatto negli ultimi anni, dove una rosa giovane per ovvi motivi di regolamento è, per la prima volta, una rosa giovane di stampo prettamente bellunese. Bravi! Non finirà domani la cavalcata di Bertagno e compagni e ribadisco che sognare non costa nulla…
Applausi a Pedavena. L’Union chiude un’altra stagione da incorniciare dopo le false partenze autunnali. La festa del Boscherai di domani, con tanto di tifosi al seguito è il miglior omaggio ad una piazza che, nel 2009 militava in Prima Categoria e, sino a ieri, puntava dritta ai play off di Serie D assieme al Belluno. Obiettivamente sarebbe stato troppo davvero, ma il girone di ritorno neroverde fa invidia a qualsiasi squadra di vertice, chiedetelo a Marano e Pordenone, due squadre da album Panini nella prossima stagione. Lavoro, costanza, impegno, passione, dedizione, cultura sportiva; nulla viene dal niente e grandi risultati si ottengono solo con la ricetta suddetta.
Arrivederci Feltrese. Dalla dolcezza della Serie D bellunese all’amarognola realtà granata. Ennesima stagione senza lode e senza infamia; non sarà una festa l’ultima di campionato, non sarà un congedo coi fiocchi. Chiudere i battenti e ripianificare la storia, questa volta perché sia realtà, non solo l’incompiutezza continua con polemiche al seguito. Il secondo comune bellunese in ordine di demografia merita tutt’altro che i titoloni sui giornali di fine Febbraio. Ripianificare per la credibilità granata.
C’è chi si sarà “toccato” per bene due settimane fa, ma standing ovation doveva essere e standing ovation è stata! Campionato e Coppa Veneto al primo anno di fusione San Giorgio Sedico e i complimenti si sprecano. Vedi un’altra Union di cui si è già parlato, vedi un altro articolo, non serve aggiungere altro. La doppietta rossoceleste parla da sola…Sarà da lavorare sul settore giovanile di Sedico che latita molto in questo momento; l’Eccellenza bellunese ha il diritto di non far sfumare in pochi anni una realtà consolidata. La forza dell’Union di Sedico – Libano è arrivata dai giovani che, affiancati dalla sapiente maestria di ragazzi più esperti, ora possono fare la voce grossa avendo dimostrato carattere, qualità e voglia di crescere; chiamatelo poco questo! Bravi davvero.
Servono punti in Prima Categoria per non chiudere anticipatamente le danze. Dare del negativo al campionato di Plavis e Zt non sarebbe corretto, laddove l’equilibrio del torneo ha dominato un’intera stagione. Ci si attendeva di più o le sponde opposte del Piave hanno solo rispettato il copione da recitare? Personalmente credo che Zt e Plavis potessero fare di più, in particolare i primi, con una rosa esperta, qualitativamente abituata a piazze più blasonate e con un gruppo consolidato. I play off sono ancora a portata di mano, servono i tre punti domani, ma l’eventuale salto in alto sarebbe fare il passo più lungo della gamba. Mancano le basi che c’erano nel 2001 quando la Zt salì e rimase in Promozione due stagioni. C’erano i ragazzini dietro, quelli che oggi sono ormai longevi e/o accasati altrove. Peccato, ma ripensare un settore giovanile accorpato a chi oltre la Seconda Categoria non può andare, può essere la soluzione dell’estate, indipendentemente da come andrà a finire. A Santa Giustina qualcosa non funziona invece; grandi investimenti fatti per una piazza calcistica cresciuta negli ultimi dieci anni, ma scarsa continuità gestionale. Il Ds Boccanegra lascia nella prossima stagione? Voci lo danno già altrove. Il settore giovanile è una farsa campanilistica? A chi fa capo la Giovanile Pizzocco? Non più alla Plavis, forse al San Giorgio Sedico, forse a Cesiomaggiore e dintorni? I nodi da sciogliere sono tanti, ma i play off sono quasi certi se si centrerà pareggio e/o vittoria domani…Sul futuro si dovrà pensare da Giugno in poi…
Se il Limana ha chiuso con una retrocessione meritata già tre settimane fa e si congederà contro una Suseganese non all’altezza per un campionato di Prima Categoria, ecco che l’ultima domenica di calendario potrebbe essere l’occasione per una salvezza, quella del Cavarzano, che diverrebbe altisonante. Ad inizio stagione non credevo in risultati migliori per una realtà retrocessa dalla Promozione dopo undici filate stagioni in categoria. Il gruppo si è dimostrato l’uomo in più, guidato da un Schiocchet dei miracoli. Squadra giovane e settore giovanile viaggiano a braccetto e questo è il valore aggiunto. La salvezza matematica sdi dovrà però firmare domani almeno con un pareggio. L’Alpago intero trema. Dopo un’andata da vertice, un ritorno da panico puro. Chissà se basterà vincere domani o se i play out diverranno realtà. C’è da cambiare nella conca. Cambiare il modo di pensare e cercare di collaborare prima del totale colabrodo sul quale è già annegata la Fulgor Farra. La Rinascente vivacchia, ma potrebbe essere solo questione di giorni e, in ogni caso, con quali prospettive future? Forse poche o addirittura nessuna. Fusione in vista e nascita di un’alternativa valida, magari con un unico settore giovanile e la possibilità per i più giovani di misurarsi in Seconda Categoria prima dell’approdo, eventuale ben s’intenda, in Prima Categoria? Non voglio minimamente pensare ad una debacle gialloverde a Maggio, certo è che qualcosa deve succedere, è tutto biologico, ciclico, necessario. Tsunami o rinascita essa sia, la svolta deve essere dietro l’angolo. Certo il settore giovanile dell’Alpago funziona eccome, ma bisogna lavorare sullo sperpero di ragazzini in una demografia di quasi 12.000 abitanti.
In Seconda ci sarebbero libri da scrivere. Auronzo – Vitt San Giacomo di domani è il finale al cardiopalmo per un Auronzo che può scrivere la storia. Scriverla è doveroso per il calcio cadorino tutto, nonché per la Provincia di Belluno, ma poi come gestire le risulte di un trampolino forse troppo orbitante in sfere lontane dalle concrete possibilità dei galletti? Chissenefrega diranno i diretti interessati e ci mancherebbe altro! Il gusto della vittoria e della storia vanno oltre i pensieri forse perversi di quanto accadrà a Settembre prossimo. Vero anche questo! Speriamo in questa cronaca sportiva a favore di una società che è arrivata lassù con le sue forze e i suoi ragazzi straordinari. C’è da fare i conti con l’oste, ancora capolista e comunque favorita da Agosto e con un Santa Giustina Serravalle favorita dai più più bellunesi ad Agosto e che ha rispettato i pronostici. Il finale a tre è avvincente, ma c’è chi, sino ad ora, ha raccolto 2 punti in più delle altre e, obiettivamente, ad oggi, merita il salto! Il campo dirà il resto, dando comunque altre possibilità ai vinti nel mese di Maggio.
Il Castion ha fatto un’egregia stagione, rispettando il copione. Ci sono i play off e un’ultima sfida domani a Castion davanti al pubblico caliente del Savaris. Solo applausi per il Castion, per la squadra, la società, l’ambiente tutto. Sul grande passo, forse, serve un’altra stagione, ma vale il discorso auronzano di chi, andando in campo, non pensa al futuro anteriore ma al presente concreto. In bocca al lupo per i play off.
C’è da riscrivere molto, se non tutto, nell’alto bellunese e nei pressi del capoluogo, per arrivare sino in Alpago, dove tra le righe l’idea espressa è ben chiara. Campionati deludenti, fatti di sprazzi, paure, delusioni e, sotto certi punti di vista, con figuracce disciplinari da rodeo più che da campo di calcio. Se per il Cadore le prospettive future sono rosee grazie ad un buon settore giovanile, non si può certo sperare in tutte le altre società frazionali o minute sparse qua e la. Compagini vecchiotte, senza molte alternative e, soprattutto, legate più a ragioni di storia che a una programmazione vera e propria. Si tira a campare in sostanza. Si gioca per passione, questo è vero, ma serve riscrivere la cartina geografica delle realtà frazionali in Belluno, che vanno da Castion, a Tisoi, Cavarzano, Piave, Salce, Sois, sino a La Rossa. Dura a livello di strutture, a livello di costi, a livello di scarpini disponibili la domenica, senza parlare degli allenamenti e dei risultati che, francamente, sono deludenti. Quali risorse si troveranno tra 4-5 anni quando per occupare i rettangoli di gioco mancherà materia prima? E quando mancheranno i dirigenti, i guardialinee, i baristi e i stacca biglietti? E quando mancherà anche qual minimo di professionalità rimasta, si farà ancora del sano calcio fatto di passione? Dubito fortemente. Se in Serie D si parla di stipendi, in Seconda, quanto meno, si deve parlare di disciplina, venuta meno laddove non vi sono alternative per i mister e le società, costrette ad andare avanti, costrette appunto…Meditiamo su questo finale di stagione…
Scritto da ZZZ ZZZ il 03/05/2014












.jpg&width=130)
