Eccellenza A: termina pari il big-match del girone. Adriese-Cerea 1-1!
Fa tutto l'Adriese. Prima la sfortunata autorete di Ballarin e poi Zanellato riequilibria la gara...
Vai alla galleriaNella foto: l'Adriese scesa in campo al Bettinazzi quest'oggi.
Adriese-Cerea 1-1
Adriese: Milan, Forin, Stefano Bellemo, Fiore** (44’ st Hermas***), Colman Castro, Ballarin, Pittaro (23’ st Cavallari), Migliorini***, Nicolò Bellemo (31’ st Tiozzo), Marangon, Zanellato*.
A disposizione 12 Di Corato, 15 Padovan*, 16 Castellan, 18 Fyda***.
Allenatore: Valeriano Fiorin (in panchina Palmiro Gregnanin)
Cerea: Fornasa, El Qorichy****, Boscaro*** (42’ pt Bissoli***), Barnaba, Aliberti, Cesar da Silveira, Ambrosi (33’ pt El Gallaf**), Garzon,,De Freitas, Pedrozo, Boretti (36’st Moretto).
A disposizione: 12 Fazion**, 13 Chiavegato**, 14 Pavan, 17 Marola***.
Allenatore: Roberto Maschi
Arbitro: Fabio Pirrotta sez. di Barcellona Pozzo di Gotto
Assistente n° 1: Frigo sez. di Este
Assistente n° 2: Civettini sez.di Legnago
Reti: 5’ pt aut. Ballarin, 2'st Zanellato
Note. Pomeriggio grigio e umido, terreno in buone condizioni, spettatori 400 circa
Ammoniti: El Gallaf, El Qurichy, Bissoli
Espulso (doppio giallo) Colman Castro al 31’ st
Recupero: pt 1’ st 4’
(***) under della partita: *’94, **’95, ***’96, ****’97
Adria. E’ un pareggio che ci sta tutto… E’ il clou del girone A, e nello stilare il referto della gara, mister Fiorin non rischia dal 1’ in cabina di regia il talentuoso Oscar Cavallari rientrato nei ranghi dopo aver smaltito un’ infiammazione al tendine d’Achille. In campo scende invece Giacomo Marangon che domenica scorsa aveva subito una brutta botta, assorbita nel corso della settimana con le appropriate terapie. L’undici che scende in campo al “Bettinazzi” è quello titolare.
Nelle retrovie i due baluardi Colman Castro e Ballarin “pilotano” i movimenti della linea a “quattro” disegnata dal tecnico amaranto per parare la versatilità e l’inventiva del tridente ospite formato da un Ambrosi più prolifico che mai, dal possente Pedrozo e dal furetto De Freitas.
In avanti l’ Adriese si affida all’estro di Giacomino Marangon che spalleggia Nicolò Bellemo e l’ex spallino Zanellato. Per contro il Cerea ruota intorno al leader della difesa Cezar, con Garzon a dirigere il traffico sulla mediana, mentre sui lati mister Maschi defila nel movimento a scalare con compiti di copertura e di ripartenza Barnaba, Boretti e poco più alto Ambrosi.
Nella locandina del club di casa è messo in bella vista il 4-0 che l’Adriese timbrò il 16 aprile 1972 con doppietta di Callegaro e i sigilli personali di Facco e Cassetta. Erano gli annidi maggiore splendore del club polesano che annoverava tra i pali Cugola, Franzon, Roma, e un certo Costante Tivelli estrema dal sinistro al fulmicotone. Nelle fila del Cerea di allora spiccavano Ghedin, Strazzer, Marini e Polato. Al via del siciliano Pirrotta, la presenza del pubblico è degna dell’avvenimento e dell’importanza del confronto. I tre punti sono molto appetiti dai padroni di casa che puntano a mettere la sfreccia del sorpasso.
Il Cerea pensa a giocare il match con la massima applicazione e sfruttare ogni sbavatura che affiora nelle retrovie di casa. La partita si scalda in pochi minuti e al 5’ sul movimento sula sinistra di Ambrosi, l’ala veronese dal vertice dell’area pesca il jolly perché il suggerimento sul primo palo picchia sullo stinco di Ballarin e la deviazione trafigge l’incredulo Milan. E’ un Cerea pimpante che approfitta dello smarrimento dei polesani in affanno nell’ uscire dalla propria metà campo. La pressione dei torelli imbavaglia con puntualità la trama di casa che fatica a trovare sbocchi. Risucchiato molto all’indietro, Marangon nell’uno contro uno trova davanti a sé un decisa marcatura che va puntualmente al sodo e qualche fallo di troppo ai suoi danni lo penalizza. Dalla parte opposta è l’imponente Pedrozo a scandire gli attacchi verso Milan e al 16’ il brasiliano si esibisce in un destro di rara potenza che dà l’illusione del gol. Al 22’ si fa vedere anche la timorosa Adriese che non ha assorbito il gol al passivo: è Marangon da posizione defilata incrocia il pallone tra le mani di Fornasa. Insiste il “Piccolo Toro” e al 28’ sulla veemente avanzata dettata da Pedrozo per l’accorrente Ambrosi, l’ala salito in sovrapposizione al compagno riceve e con un tiro in corsa centra la base del palo. Il pericolo scampato allarma un’Adriese inspiegabilmente contratta e sofferente negli spazi stretti. E’ una mezz’ora che esalta i solisti ospiti, mentre il collettivo polesano privo di Cavallari manifesta una certa lentezza nel dettare i tempi dell’avanzata. Più brillante ed incisivo l’undici ospite che da lì a poco perde per infortunio il dinamico Ambrosi.
Il Cerea però non muta il proprio atteggiamento tattico, fa leva sul contropiede e le ripartenze del “Piccolo Toro” negli ampi spazi concessi dalla mediana di casa si rivelano micidiali e ficcanti. Pedrozo tra i più attivi, è il più lesto a conquistare il maggior numeri di “seconde palle” che l’estroso brasiliano smista con illuminanti assist filtranti per i mobili Ambrosi e De Freitas. Dal 30’ è l’Adriese a portarsi nella metà campo veronese ma Fornasa quasi mai corre pericoli.
Nel secondo tempo l’Adriese parte a tavoletta e dopo 120” agguanta il pareggio. E’ un’incursione sulla sinistra di Giacomo Marangon a sgretolare la difesa verones. Il fantasista di Porto Tolle vede nel mezzo Zanellato e l’ala, seppur pressato riesce ha inzuccare il cuoio alle spalle di Fornasa. Trova nuova carica l’undici di mr. Fiorin che lasciati nello spogliatoio i timori dei primi 45’ va in pressing a tutto campo. E’ da cineteca l’azione tutta di prima che al 10’ Marangon innesca per l’allungo sulla sinistra di Stefano Bellemo, il terzino centra forte e basso e il piattone, un rigore in movimento, di Colman Castro esce incredibilmente a fondo campo. Il monologo di casa vede un Marangon ergersi protagonista mentre dalla parte opposta Pedrozo scopare dalla contesa. Al 21’ il “Giacomino” polesano punta l’area, si esibisce in una magica “rabona” e sul primo palo Fornasa, El Qurichy e Zanellato s’accartocciano sul pallone che esce sul fondo. Al 29’ la spinta dell’Adriese si manifesta sul calcio piazzato di Oscar Cavallari: la legnata da trenta metri picchia sulla barriera, s’impenna e scende pericolosamente a fil di traversa dove si alza in sospensione Fornasa che devia in corner. Sul capovolgimento dell’azione il Cerea trova un ampio corridoio sulla destra che il veloce Colman (già ammonito) va a chiudere sulla diagonale con troppo slancio e il fallo dell’ex difensore dell’Este è sanzionato da Pirrotta con il secondo cartellino che si tramuta in “rosso” e impone al centrale di casa l’uscita di scena. In 10 uomini mister Fiorin corre ai ripari, toglie il centravanti N. Bellemo e inserisce Tiozzo che rafforza la linea di sbarramento dell’Adriese. Sul piano tattico la pensa diversamente mister Maschi: il tecnico al 37’ toglie l’esterno Boretti par far posto al “Moro” Moretto un ritorno in campo dopo un anno esatto dall’infortunio subito. Il “Piccolo Toro” vuole giocarsi l’ultimo scampolo di gara con l’intenzione di ferire i padroni di casa molto diligenti nel reparto arretrato dove si destreggiano con efficacia fino al triplice fischio di un Pirrotta che ha tenuto egregiamente in pugno la partita.
Scritto da Flavio Cipriani il 09/11/2014




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