Primi bilanci. Giorgione: la parola all'allenatore Stefano Esposito
"Stagione altamente positiva, anche nel Progetto giovani. Una volta saliti in vetta, le avversarie hanno cambiato atteggiamento contro di noi e l'abbiamo un po' sofferto, unitamente a qualche infortunio importante"

In attesa di conoscere l’evoluzione dell’emergenza Coronavirus e le successive decisioni della Federazione sui verdetti dei campionati (la cui chiusura anticipata è molto probabile), proviamo a tracciare un bilancio per varie squadre. Questa volta è il turno del Giorgione del presidente Orfeo Antonello - girone A di Eccellenza. Per l’occasione abbiamo sentito l’allenatore Stefano Esposito (in foto).
«Finora è stata una stagione altamente positiva, direi oltre le aspettative, anche se l’obiettivo era comunque di fare il più possibile un campionato di vertice. Ma non ci saremmo mai aspettati un rendimento di questo tipo», dice Esposito, «Bisogna tener conto che siamo una delle squadre più giovani: abbiamo un’età media inferiore ai 22 anni, quando invece la maggior parte delle formazioni incontrate ne aveva mediamente 3-4 di più. Infatti nel girone A di Eccellenza siamo stati anche la squadra nettamente al primo posto come fuoriquota nel “Progetto giovani”: in genere questo primato, per quanto visto negli altri gironi e anche in Serie D, appartiene a formazioni che lottano per salvarsi, non a chi è in alto. Le nostre avversarie ai vertici, infatti, sono più indietro nella speciale graduatoria. È una cosa per noi fondamentale, poiché il progetto è valorizzare il lavoro del settore giovanile dopo le due annate splendide degli Allievi, sfociate in uno scudetto e in un quasi scudetto. Il gruppo si è dimostrato compatto, gli over hanno fatto un ottimo campionato, pur essendo stati penalizzati da infortuni importanti. Nobile ha giocato solo due partite in quanto si è rotto il crociato, Fassina non l’abbiamo mai avuto, Podvorica a singhiozzo: giocatori che per noi dovevano essere importanti, ma che purtroppo non hanno dato ciò che avrebbero potuto. A proposito dei giovani, siamo tra le poche squadre che quasi ogni domenica avevano titolari dei 2002, come Nwachukwu, che ha pure segnato diversi gol, e Diomandè. Entrambi hanno partecipato al torneo Roma Caput Mundi».
«Dopo essere arrivati in testa alla classifica di Eccellenza, le avversarie hanno iniziato ad avere un atteggiamento diverso nei nostri confronti: hanno smesso di giocare, anche negli scontri diretti, giocando sui nostri errori e sulle ripartenze. L’abbiamo un po’ sofferto. Infatti se nella prima parte di stagione su 4 occasioni ne segnavamo 3, nella seconda su 4 ne realizzavamo solo una o nessuna. Ma in realtà abbiamo costruito più occasioni nella seconda parte. Lo dicono i numeri, non è solo un’impressione», prosegue il mister rossostellato, che dà molta rilevanza ai dati oggettivi non solo in prima squadra: «Nel settore giovanile (di cui Esposito è responsabile tecnico, ndr) possiamo contare sulla collaborazione di Francesco Bordin, attuale match analyst della nazionale Under 21 di Nicolato. È il mio braccio destro nella fascia agonistica, allo scopo di portare un approccio più analitico e meno soggettivo nel lavoro che svolgiamo. Basandoci molto sul vivaio, lo stop dei campionati ci sta penalizzando parecchio, anche finanziariamente. A livello di classifica avevamo due squadre ormai già qualificate alla seconda fase, cioè la Juniores e i Giovanissimi élite. I ragazzi si erano meritati la possibilità di lottare almeno per il titolo regionale, peccato non possano portare a termine la stagione».
Ad Esposito chiediamo un parere sul destino del campionato 2019/2020: «Se fino a poco tempo fa speravo che ci fosse una possibilità di disputare quantomeno i playoff, volendo anche a giugno e con una formula allargata (ad esempio rivolta alle prime 8), adesso invece credo sia utopistico. Sarebbe giusto, al limite, promuovere chi ha un consistente vantaggio sul secondo posto, magari prendendo come parametro i 7 punti che si usavano per playoff e playout. Stesso meccanismo per le retrocessioni. In vista della prossima stagione, si potrebbero inoltre premiare economicamente le società meglio piazzate nell’attuale classifica, sfruttando i rimborsi delle iscrizioni o i bonus. Chi ha investito e lavorato bene, merita qualcosa in più rispetto a chi naviga a metà classifica. Anche se non so se sia un’idea fattibile».
Infine una considerazione: «Tante volte si sente parlare del calcio come se fosse solo la Serie A o un passatempo, quando invece ci sono persone che investono soldi e tempo. Al giorno d’oggi, con la diversificazione dei lavori, il calcio può diventare un impiego. O un secondo lavoro, che permette di portare avanti la famiglia se il primo non dà abbastanza soldi. Il calcio quindi non è solo miliardi e Sky: anche nei dilettanti può essere passione e questione di vita. Dunque è giusto che si tuteli questo aspetto».
I numeri del Giorgione: 4° posto in Eccellenza A con 37 punti (17 in casa e 20 in trasferta), per effetto di 10 vittorie, 7 pareggi, 5 sconfitte, 36 gol fatti e 24 subiti. Nel girone di ritorno, 9 punti in meno rispetto all’analogo percorso dell’andata. I marcatori più prolifici sono Nicolò Visinoni (9 reti) e Kalle Multanen (5).
Scritto da Alberto Zamprogno il 15/04/2020













