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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI    

Edizione provinciale di Treviso


Lockdown e preparazione atletica. Ne parliamo con Guido Brescia

"Bisogna lavorare anche sull'aspetto psicologico dei giocatori", sostiene il preparatore dell'Opitergina (Eccellenza). "Impensabile svolgere a gennaio un lavoro come quello di agosto"

Tra sospensioni che durano mesi, e un’attività che poi riprende a ritmo frenetico visti gli impegni infrasettimanali, mai come quest’anno risulta fondamentale il ruolo del preparatore atletico all’interno di uno staff.
Ne parliamo con Guido Brescia (nella foto), classe 1967, da 11 anni operativo nel campo sportivo. Musile, PortoMansuè e Liventina alcune delle sue ex società. In bacheca 5 campionati vinti. Da due stagioni è all’Opitergina del tecnico Mauro Conte, con cui già aveva lavorato alla Liventina, in Eccellenza.

A livello fisico come va gestito il nuovo lockdown calcistico, considerato che i campionati regionali dovrebbero ripartire solo a febbraio 2021?
“Va svolto un lavoro molto intelligente, che parte principalmente dall’aspetto psicologico. Il nostro corpo, infatti, reagisce grazie agli stimoli che provengono dalla mente. Occorre far sì che un giocatore non sia stanco o depresso: in questo periodo i ragazzi non riescono più a scaricare la tensione in campo, si allenano di meno e tendono a pensare troppo. Ai giocatori dell’Opitergina mando dei programmi casalinghi, ma con loro ho anche dei colloqui quasi giornalieri. È importante tenerli attivi e sereni, lontani da certi pensieri: ovviamente non è facile. Cerco di preparare degli allenamenti variabili, incentrati sulla parte aerobica, adattandoli alle varie situazioni e usando pure un po’ di fantasia: ad esempio c’è chi ha a disposizione solo un appartamento, altri invece un giardino. Ribadisco quindi che bisogna saper gestire i giocatori a livello psicofisico, al fine di non ritrovarli scarichi mentalmente: è un periodo che farà quasi una selezione sui giocatori più intelligenti da questo punto di vista. In genere il 30-40% degli infortuni nascono da problemi non fisici: dobbiamo cercare di non incrementare la percentuale”.

“A Oderzo non ci manca nulla, potendo contare anche su una palestra. A casa invece ci sono degli strumenti limitati – dice ancora Brescia – In compenso la tecnologia ci aiuta: usando programmi come Zoom è possibile fare in qualche modo un lavoro di gruppo. A volte chiedo ai giocatori di inviarmi dei video per vedere come svolgono alcuni esercizi: non per controllare se li fanno, bensì per correggerli eventualmente. Un altro aspetto importante è l’alimentazione. Quando ci si chiude in casa, si tende a mangiare troppo e male, complice l’aspetto nervoso. Con il rischio di ripresentarsi al campo appesantiti”.

In vista della ripresa dei campionati, si può rifare una preparazione come quella estiva?
“Per chi non ha recuperi, è impensabile impostare a gennaio una preparazione in stile agosto: i giocatori avrebbero le gambe libere solo a marzo. Oltretutto nel precampionato estivo si fa sia una seduta mattutina, sia una pomeridiana. Ora invece tra dicembre e gennaio per quasi tutte le squadre dall’Eccellenza in giù, l’allenamento sarebbe solo serale, magari con la pioggia o con temperature prossime allo zero. Credo quindi che l’ideale sia gestire gli ultimi due mesi del 2020 con programmi semplici, ma fatti bene a casa, 3-4 volte alla settimana: sta a noi preparatori atletici renderli meno monotoni possibile. Se è stato fatto un buon lavoro ad agosto, e i giocatori in queste settimane non si tengono fermi del tutto, a gennaio potrebbe bastare un richiamo della preparazione: dandogli quindi dei piccoli carichi, ma non si può rischiare di imballarli. Teniamo presente, infatti, che si dovrebbe disputare solo la parte restante del girone d’andata. È come se fossero già gli ultimi 100 metri, non si può partire pesanti con davanti un numero limitato di partite”, conclude il preparatore atletico dell’Opitergina.

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  Scritto da Alberto Zamprogno il 12/11/2020
 

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