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Covid e lockdown: uno sguardo a come lo affrontano gli arbitri

Anche i direttori di gara e gli assistenti si allenano individualmente. Il timore per le conseguenze dell'isolamento fiduciario a livello lavorativo, ha spinto qualcuno a prendersi una pausa. Le riunione tecniche ora sono online, sospeso il reclutamento nelle scuole

Nel dare voce ai protagonisti dei nostri campionati durante il lockdown calcistico, in queste settimane abbiamo sentito presidenti, direttori sportivi, allenatori, giocatori, preparatori atletici, responsabili scouting ed altre figure. Oggi parliamo brevemente anche del mondo arbitrale dopo una conversazione con un associato di una sezione veneta (per motivi di autorizzazione non è possibile riportare il nome).

Per quanto riguarda la preparazione fisica, la situazione è analoga a quella dei giocatori. Agli associati è inviato un programma da seguire per allenarsi individualmente, visto che alcuni poli sono chiusi. Ovviamente l’obiettivo è di mantenersi in forma atletica per essere pronti alla ripartenza, senza dimenticare che qualche fischietto in queste settimane può essere designato in Serie D.

Negli ultimi mesi, anche tra direttori di gara e assistenti è stata riscontrata preoccupazione per le potenziali conseguenze dell’isolamento fiduciario, previsto dal protocollo. Pertanto qualche associato - magari con attività propria a livello professionale - ha ritenuto opportuno prendersi un periodo di congedo per non rischiare di rimanere fermo al lavoro.

Il Covid ha poi modificato altri aspetti della vita associativa. Le riunioni tecniche, ad esempio, sono diventate online: si tratta di appuntamenti nei quali vengono analizzati temi tecnici, video, episodi arbitrali di campo, eventuali errori, casistiche di regolamento, aspetti associativi e di crescita, come la gestione dello stress.

Ci viene raccontato che il coronavirus ha creato alcuni ostacoli anche sul lato del reclutamento dei nuovi arbitri: oltre al mezzo del passaparola, è infatti abitudine andare nelle scuole parlando direttamente con i ragazzi. Ma ora, con molti istituti chiusi, ciò non è possibile, quindi le sezioni spingono di più sulla promozione via social.

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  Scritto da Alberto Zamprogno il 28/11/2020
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