Eccellenza. Ecco i punti di discussione nella riunione delle società
Chi ha votato per proseguire la stagione, ha posto delle condizioni

Giovedì sera, come noto, si è svolta una riunione online nella quale il Comitato regionale Veneto ha incontrato le società di Eccellenza. Da questo incontro è emersa una divisione sulla volontà di riprendere la stagione. In base al sondaggio non vincolante proposto dal presidente Giuseppe Ruzza (il cui risultato verrà inviato alla LND in vista del Consiglio direttivo nazionale del 5 febbraio), è infatti emerso che metà delle società non intende proseguire la stagione 2020/2021, mentre l’altra metà si è espressa con un sì condizionato, a patto cioè che vengano modificati alcuni aspetti. Pare che soltanto pochi club abbiano votato con un sì incondizionato.
Secondo il racconto che ci è stato fornito da alcuni dirigenti presenti, nel corso della serata sono stati trattati i seguenti punti di criticità.
- Innanzitutto è stato sottolineato il bisogno di riprendere gli allenamenti collettivi, riaprendo spogliatoi e docce.
- Le società hanno chiesto maggiori garanzie sul permesso per i giocatori e i membri dello staff di spostarsi da regione a regione e da comune a comune, onde evitare sanzioni.
- Si è fatto notare che il sindaco di ogni comune potrebbe vietare l’uso degli impianti sportivi (c’è almeno una società di vertice del girone B alle prese con questo divieto), pertanto si chiede un intervento uniforme della Regione che possa dare il permesso ad ogni squadra di usare le strutture.
- Per ripartire, l’Eccellenza ha bisogno di essere riconosciuta come una competizione di livello nazionale, essendo legata direttamente alla Serie D con le promozioni.
- Il protocollo da usare in caso di ripartenza, dovrebbe essere simile a quello della Serie D, con il quale non va in quarantena tutta la squadra. Viene infatti isolato solo il soggetto positivo, il resto del gruppo viene tamponato e se non ci sono problemi continua ad allenarsi. Altrimenti c’è il rischio, soprattutto per chi ha un lavoro a tempo determinato, di perdere il posto.
- È insostenibile quanto contenuto nella circolare del 13 gennaio emanata dalla FMSI e relativa al rientro di un giocatore dopo la positività al Covid. Essa stabilisce che, dopo il tampone negativo, devono passare 30 giorni. In seguito a questo mese di stop, vanno rifatte tutte le visite mediche, alcune costose, per un totale di circa due mesi di assenza. Giocando solo il girone di andata, per un atleta vorrebbe dire stagione finita.
- Il CRV avrebbe intenzione di spostare il campionato verso giugno e luglio, con Coppa Italia e recuperi infrasettimanali. Tuttavia le società hanno sottolineato che molti giovani in quel periodo hanno gli esami di maturità e gli stage scolastici. Inoltre in alcune aree turistiche, come quelle montane e del litorale, ci sono ragazzi con un lavoro stagionale (Covid permettendo).
- Le società vorrebbero conoscere i tempi che impiegheranno i Comitati regionali e gli organi superiori per prendere le decisioni sul da farsi. C’è il timore che per saperlo occorrerà aspettare almeno la fine di febbraio, cioè dopo le elezioni Figc con la sfida Sibilia-Gravina.
- Se si gioca, da capire il numero delle retrocessioni dall’Eccellenza alla Promozione. Pare che Ruzza abbia ipotizzato due retrocessioni per girone, ma tutte le società ne chiedono al massimo una.
- Si è accennato all’opzione proposta dal CR Lombardia del nuovo presidente Tavecchio. In sostanza alle società di Eccellenza verrebbe chiesto chi intente proseguire la stagione: le società che rispondono di no, si fermano e vengono considerate salve d’ufficio. Quelle che rispondono di sì, procederebbero a un campionato a parte (singolo girone o due mini gironi, a seconda delle adesioni) solo per sancire le due promozioni in D.
- Le società chiedono un sostegno economico. Con l’aiuto della Regione Veneto e della LND, si farebbe strada una convenzione per i tamponi a 3 euro.
- Riguardo il mercato, è stato chiesto che venga reso possibile lo svincolo dei giocatori in qualsiasi momento, a maggior ragione qualora non si sapesse se si riparte o meno entro fine febbraio (chiusura della finestra invernale). Sarebbe un modo anche per tranquillizzare i giocatori, alcuni dei quali con richieste dalla Serie D. Se si gioca, si chiede di prolungare il mercato.
- Chieste informazioni anche sulla ripartenza dei campionati giovanili.
Nel complesso, i dirigenti da noi interpellati hanno parlato di una grande indecisione tra le società: chi ha votato per proseguire con un sì condizionato, al momento non ha nessuna certezza sul protocollo e altre concessioni. Ora come ora è quasi un salto nel buio, nella speranza che le cose possano migliorare nelle prossime settimane.
Scritto da Alberto Zamprogno il 30/01/2021

