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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI AMATORI    

Il girone C di Serie D commentato a 360 gradi da Gianfranco Fonti

Dalla corsa per il titolo alla bagarre in zona salvezza, passando per le sorprese positive e negative di questa stagione

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Nella foto: Gianfranco Fonti nel maggio 2018, quando ha fatto sua la Coppa Italia di Serie D con il Campodarsego.

Diciassette campionati di Serie D in carriera, nessuna retrocessione e un solo esonero (a Montebelluna). Gianfranco Fonti ben conosce il massimo campionato dilettantistico, vinto alla guida del Portogruaro nel 2004. Con il Martellago, invece, si è aggiudicato i campionati di Promozione 1992/1993 ed Eccellenza 1995/1996, oltre a quello di Prima categoria a Spinea nel 1989/1990. Nel 1998, sempre al Martellago, ha ricevuto il premio “panchina doc” per il gioco espresso. Da allenatore vanta inoltre tre stagioni in C/2 fra Mestre e Portogruaro.

A Fonti abbiamo chiesto un'analisi approfondita sul girone C di Serie D.

“È un campionato condizionato purtroppo dal Covid - osserva il tecnico - con alcune squadre come il Delta Porto Tolle e il Campodarsego che hanno molte partite da recuperare. Pertanto la classifica non è ancora veritiera e può ricevere degli scossoni”.

La favorita per la vittoria finale?
“Direi il Trento. I gialloblù stanno rispettando i pronostici, ma devono fare attenzione a non commettere passi falsi, perché Manzanese e Union Clodiense sono pericolose. La neopromossa di Manzano sta sorprendendo, gli ultimi acquisti dimostrano che ci crede. Inoltre può contare su un allenatore, Roberto Vecchiato, che ha alle spalle una grande esperienza in D tra Belluno e Trento. L’Union Clodiense è una formazione tosta, sappiamo il valore di mister Andreucci, bravo a dare una quadratura alle sue squadre”.

Sarà una corsa a tre per il titolo?
“Il prossimo turno può dire qualcosa in più. Ci sarà infatti il derby delle Alpi fra Trento e Belluno: per i bellunesi potrebbe essere l’ultimo treno in chiave primato. Sulla carta si profila una domenica favorevole ai club di vertice, visto che Manzanese e Union Clodiense affronteranno in casa rispettivamente Cartigliano e Ambrosiana”.

Il Belluno si può considerare una rivelazione?
“Non penso sia una sorpresa, diciamo che è tornato ai livelli degli anni precedenti. Ad eccezione dello scorso campionato, nel quale ha lottato per salvarsi, in quelli prima stazionava infatti nella zona playoff. Si affida a 5-6 giocatori, tra cui Corbanese, Mosca e Masoch, che da molto tempo sono l’anima e il cuore del gruppo”.

Quinto posto per il Mestre. Una battuta sugli arancioneri da un mestrino come lei?
“Sono tre anni che lavorano con mister Zecchin, il quale ha una scuola di pensiero che si porta dietro da quando era calciatore con in panchina Zironelli. Quest’anno la rosa è cambiata parecchio ed è giovane, anche se gli uomini di forza sono rimasti. Erano in fase calante, l'altro ieri però è arrivata una vittoria. Noto una linearità con le idee dell’allenatore, c’è un valore di gioco importante”.

Sesta la Luparense.
“Stagione con alti e bassi, soprattutto alti. Mi hanno dato una buona impressione quando li ho visti. Può essere un campionato utile a gettare le basi con Nicola Zanini. So che il presidente Zarattini è ambizioso, la progettualità rappresenta però una componente importante e la fretta non è mai buona consigliera”.

Chi è sotto le aspettative?
“Viste le dichiarazioni e le interviste del presidente Vincenzo Zanutta alla vigilia del campionato, penso che il Cjarlins Muzane sia una sorpresa in negativo. Lo vedo in calo soprattutto nelle ultime gare dopo la netta vittoria sull’Union Feltre. Ora i friulani sono risucchiati nella zona calda: da capire se hanno la mentalità per salvarsi, considerate le ambizioni diverse. La squadra magari ha dei limiti, che all’inizio non si conoscevano”.

Torneo sottotono anche per Adriese e Arzignano?
“L’Adriese è capace di ottenere un grande risultato a Caldiero, per poi perdere 5-0 a Bolzano. Procede a corrente alternata, è un po’ un punto interrogativo. La rosa tuttavia è di valore tecnico: vanta elementi come Kabine e Marangon. Specialmente contro le avversarie di alta classifica alza le antenne, dando il meglio. L’Arzignano era partito molto male, nonostante l’intenzione di ritornare subito in Serie C. Poi si è ripreso e ritengo sia sulla strada giusta per togliersi dal pericolo retrocessione, ma sarà un anno in stand by perché ormai il ritorno nei professionisti è arduo”.

Este, Caldiero e Cartigliano navigano in acque tranquille.
“L’Este ha attaccanti importanti, che in questa categoria non guastano: mi riferisco a Farinazzo e Cardellino, con Greco che dispensa assist. Se davanti c’è qualità, nei momenti difficili qualcosa dal cilindro salta fuori. I giallorossi se la giocano sempre, a volte può quindi capitare di subire una sconfitta dal passivo pesante come con la Clodiense. Il Caldiero allenato da Cristian Soave, mio ex centravanti al Portogruaro, sta portando avanti un certo tipo di lavoro nel segno della continuità. Società che investe bene, la classifica gialloverde è in linea con gli obiettivi. Anche il Cartigliano sta dando continuità con in panchina Alessandro Ferronato, che da giocatore era un geometra del centrocampo. Nel ruolo di allenatore ha trasmesso il suo agonismo alla squadra, composta da pedine importanti come Di Gennaro e Mattioli. Penso che la posizione in graduatoria stia rispettando le aspettative, forse l’anno scorso erano andati oltre”.

Delta Porto Tolle e Campodarsego hanno pagato il prezzo più alto con il Covid.
“Il Delta era partito molto bene. È chiaro che se vincesse tutti e 8 i recuperi rimanenti, farebbe un gran balzo in classifica. Tuttavia, come per il Campodarsego, il campionato si fa più duro a causa del calendario compresso. In queste condizioni si è più soggetti ad alti e bassi, soprattutto se si aggiungessero gli infortuni. Giocando quasi ogni tre giorni, il fatto di non riuscire a recuperare appieno le energie rispetto alle altre squadre, fa sì che si buchi qualche gara”.

In zona playout il Montebelluna.
“Non so cosa sia accaduto riguardo l’esonero di Daniele Pasa. Dei 7 cambi di allenatore nel girone C, è quello che mi ha sorpreso di più, ma non conosco le dinamiche interne. Pasa infatti è un’istituzione a Montebelluna, abita lì e ha anche una carriera di spessore da giocatore all’Udinese. Secondo me aveva la squadra in mano, mi dava garanzie, però non vivo l’ambiente biancoceleste. Ora hanno affidato la panchina a Nico Pulzetti, che al di là della sua notevole esperienza da calciatore, è all’esordio in questo ruolo. Purtroppo i risultati sono determinanti per gli esoneri: c’è chi tiene duro, come il Chions, e chi non resiste. Sono scelte. Secondo me un allenatore andrebbe cambiato solo se combina disastri, cioè se entra in rotta di collisione con i giocatori”.

Tra chi lotta per la permanenza in categoria, figurano anche Virtus Bolzano, San Giorgio Sedico e Union Feltre.
“La Virtus Bolzano gioca un calcio pragmatico e incisivo. Davanti hanno alcuni peperini, come dimostra il 5-0 all’Adriese. Fino a poche settimane fa sembravano in grossa difficoltà, ma si sono ripresi: altro esempio di chi viene ripagato se dà fiducia all’allenatore. L’Union San Giorgio Sedico è una compagine aggressiva e intensa: rappresenta in pieno le caratteristiche del loro allenatore Luca Tiozzo, che è molto esigente e si è messo in luce positivamente in D pure al Matelica. Ho visto che hanno effettuato diversi cambiamenti nell'organico. L’Union Feltre sembrava fosse uscito dalla zona playout, ma poi ci è rientrato: credo che mister Favaretto troverà comunque il bandolo della matassa”.

In coda è bagarre…
“Il Chions, che sembrava spacciato, dopo la rocambolesca rimonta col Trento da 0-3 a 3-3 ha acquistato fiducia e consapevolezza dei propri mezzi. Essendo ancora in ultima posizione, ha pochi margini di errore, ma per chi deve giocare adesso contro il Chions è dura. La società ha avuto la forza di non cambiare l’allenatore Fabio Rossitto, credendo nel suo lavoro. Presumo che lotteranno fino alla fine per salvarsi. Anche l’Ambrosiana darà del filo da torcere come sempre, la società da diverse stagioni crede nella guida tecnica di Tommaso Chiecchi, ex Chievo”.

Un pronostico su chi vincerà la classifica marcatori?
“Difficile dirlo. Benedetti dell’Union Feltre sta facendo molto bene. Corbanese è un bomber collaudato. Farinazzo e Marcolin possono contare sulla loro rapidità. Per quello che mi ha dato in carriera ad Albignasego e Campodarsego, punto su Aliù, uno che gioca tanto anche per la squadra”.

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  Scritto da Alberto Zamprogno il 02/03/2021
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