Con la doppietta di domenica Lorenzo Servino raggiunge quota 150 gol
Dopo una lunga militanza alla Gregorense, l'attaccante classe 1986 da 4 anni è al San Marco. "Vorrei centrare la salvezza in Prima categoria. In futuro mi piacerebbe diventare un allenatore"

Con la doppietta realizzata l’altro ieri contro il Cartura, Lorenzo Servino ha raggiunto il traguardo personale dei 150 gol in gare ufficiali in prima squadra.
L’attaccante classe 1986 (nella foto) è alla sua quarta stagione al San Marco, formazione con sede a Ponte di Brenta (Padova) e inserita nel girone G di Prima categoria, mentre tutto il resto della carriera l’ha vissuto alla Gregorense.
“Calcisticamente sono cresciuto alla Gregorense, dove sono rimasto per ben 26 anni partendo dalle categorie giovanili. Ho sempre giocato per affetto e attaccamento alla maglia”, ci racconta Servino, “Se ora ho raggiunto questa cifra di gol è anche grazie a chi ha giocato con me e a chi mi ha allenato, come il mister di quest'anno Andrea Stocco. Quattro anni fa ho rimediato un serio infortunio al ginocchio, rimanendo fermo per una stagione: sembravano esserci poche possibilità di riprendere l’attività, ma non ho voluto smettere”.
Che tipo di giocatore sei? “Il classico attaccante da 'lavoro sporco'. Infatti non ho all'attivo un numero di gol così alto se si considera che ho 35 anni. Pertanto non sono il tipico bomber da area di rigore, cerco invece di aiutare la squadra a salire. Attualmente sono anche rigorista, il 150° gol domenica l’ho realizzato proprio dal dischetto”.
Record particolari? “A livello realizzativo la mia miglior stagione è stata di 18 centri, alla Gregorense. In una singola partita invece sono riuscito a segnarne 4 contro l’Albignasego”.
Obiettivi? “Vorrei conquistare la salvezza con il San Marco (penultimo in classifica, ndr), società alla prima esperienza in Prima categoria. Stiamo cercando di tirarci fuori dalle sabbie mobili. Mi piacerebbe giocare il più possibile, so che non riuscirò a farne a meno. E nel frattempo essere di supporto ai giovani. Poi, una volta appesi gli scarpini, vorrei fare l’allenatore”.
Scritto da Alberto Zamprogno il 01/03/2022













