Stefano Montin analizza il nuovo girone D di Promozione
Intervista all'ex direttore sportivo del Caerano quando mancano 12 giorni all'inizio del campionato

A Stefano Montin (nella foto), 55 anni di Montebelluna, ex direttore sportivo del Caerano, abbiamo chiesto un commento sul nuovo girone D di Promozione quando mancano 12 giorni all’inizio del campionato.
Stefano, qual è la prima impressione osservando l’organico?
“Lo ritengo un girone più equilibrato rispetto all’anno scorso, quando c’erano società come Julia Sagittaria, Borgo Valbelluna e Alpago che avevano budget superiori alla media, senza dimenticare il Longarone Alpina che adesso non si è iscritto. Inoltre è un girone che ha decisamente cambiato volto, essendo rimaste solo 7 formazioni su 16: di queste, a mio avviso le più strutturate sono Caerano, Fontanelle, Alpago e Union Pro (è notizia di stasera l’arrivo a Mogliano e Preganziol di Stefano Casarotto, ndr). Un gradino sotto vedo l’Istrana. Per quanto riguarda il Montello, la squadra è migliorata rispetto alla passata stagione in cui si è salvata ai playout. Il Villorba invece è un’incognita, avendo intrapreso una politica basata sui giovani: ho notato che hanno un’età media sui 19 anni”.
Un giudizio sulle neopromosse?
“Innanzitutto colpisce il fatto che siano 6, è raro trovarne così tante in un singolo girone. Il Cimapiave mi sembra una buona compagine, potendo contare su elementi d’esperienza e abituati a campionati importanti come Paolo Zanardo, Michele Benetton e il nuovo acquisto Luca Doria. Se ha dei bravi fuoriquota, il team di Maserada potrà dire la sua ai piani alti della classifica. Dietro al Cimapiave vedo il San Gaetano, che purtroppo dovrà rinunciare per alcuni mesi - causa infortunio al ginocchio - all’attaccante Davide Tronchin, giocatore che conosco bene visto che arriva dal Caerano. Il Vedelago lo ritengo sullo stesso piano del San Gaetano. Sono curioso di vedere il Cappella Maggiore Fregona: potrebbe essere una mina vagante. D’altro canto conosco meno le matricole San Stino e Jesolo, ma sono sicuro che saranno ostiche da affrontare, soprattutto in casa loro”.
Completano il quadro le due retrocesse dall’Eccellenza e la novità Salvatronda.
“Dopo essere scese in Promozione, Favaro e Caorle La Salute mi sembra che abbiano intrapreso un percorso di ringiovanimento, seppur di qualità. Non conosco di preciso i loro obiettivi, ma non penso siano tra le principali candidate alla vittoria del campionato. Il Salvatronda invece arriva dal girone B e punterà anche in questa stagione a salvarsi. La Promozione D è dunque ricca di squadre nuove, ciò significa che sarà più difficile avere punti di riferimento sugli avversari rispetto all'annata precedente. C’è anche la novità della riduzione dei fuoriquota obbligatori da tre a due: ci saranno formazioni che ne schiereranno il minimo necessario, ma altre che utilizzeranno lo stesso molti giovani”.
Come è nata la tua decisione di lasciare Caerano?
“È stata una scelta ponderata, nella consapevolezza che era terminato un ciclo. Ho poi ricevuto alcune proposte, ma per ora mi sono messo in testa di stare un po’ tranquillo. Non nego comunque che se mi venisse proposto un progetto serio e interessante, sarei disponibile a valutarlo. D’altronde sono nel calcio da una vita: prima come calciatore fino a 17 anni (carriera interrotta per un infortunio al ginocchio), poi come allenatore nel settore giovanile dall’età di 25 anni, fino a diventare direttore sportivo del Caerano 9 anni fa”.
Cosa ti legherà all’epoca biancorossa?
“Con orgoglio posso dire di aver assunto il ruolo di DS quando il Caerano era vicino alla retrocessione dalla Prima alla Seconda categoria, per poi intraprendere un percorso che ci ha visto arrivare vicini al salto in Eccellenza tramite il Trofeo Veneto, nell’anno in cui siamo usciti in semifinale. Questa è la quarta stagione consecutiva in Promozione, significa che la categoria è stata consolidata. Rimarrò sempre legato alla società, ma soprattutto alle persone che ho conosciuto lì”.
Dopo tutti gli anni trascorsi a Caerano, se ti chiedessi una 'top 11' dei giocatori che hai maggiormente apprezzato a livello calcistico e umano, quale sarebbe?
“Un 3-4-3 con in porta Matteo Cavarzan, in difesa Antonio Cresce, Cristian Cecchetto e Luca Furlanetto, a centrocampo Filippo Suman, Niccolò Faccinetto, Mattia Scandiuzzi e Massimo Adami, in attacco Nicolò Fietta, Christian Gobbato e Sandro Murador. Allenatore Simone Pavan”.
Scritto da Alberto Zamprogno il 27/08/2024













