Nella foto: la festa del Ramon dopo la vittoria sul campo della Fontanivese, risultato che ha confermato il +5 sulla vice capolista Real Stroppari ad una giornata dal termine.

RAMON DI LORIA (TV). Mancava dal panorama calcistico da ben 13 anni, ma il suo ritorno non è passato inosservato: il “magico Ramon” ha subito stravinto il campionato di Terza categoria (girone B) e vola in Seconda con una giornata di anticipo. Una squadra in festa, una tifoseria in estasi, un paese in delirio. Quella di Ramon è una delle piazze più calde della Marca, capace di portare 400 spettatori allo stadio di Castelfranco nella semifinale di coppa. Adesso la mente dei tifosi è proiettata ai prossimi derby di Loria con il Castion (già salvo in Seconda Q) e forse con il Bessica, se i neroverdi non saranno promossi in Prima.

Il capitano Riccardo Tarraran non nasconde l’emozione. Domenica come avete festeggiato?

«È stata una giornata speciale, sono scese molte lacrime in campo e fuori, con caroselli in piazza e feste nei bar del paese: una gioia immensa».

Quanto ci avreste scommesso a inizio campionato?

«Conoscevamo il nostro valore, quindi sapevamo che avremmo viaggiato ad alti livelli, in primis il presidente Luca Nussio e il mister Giorgio Pinton, però nel calcio non si sa mai. Il segreto di questo trionfo è stato il gruppo: la forza di stare insieme ha fatto la differenza».

Quando avete capito che era il vostro anno?

«Credo dopo le prime 2-3 partite del girone di ritorno, quando abbiamo portato a casa risultati importanti contro avversari ostici, mentre il Real Stroppari perdeva qualche colpo».

La partita più bella?

«Senza dubbio il quarto di coppa a San Vendemiano: un 3-4 all’ultimo secondo dopo un’incredibile rimonta su un campo quasi impraticabile. Quella vittoria resterà per sempre dentro di noi. In campionato ci sono molte partite da ricordare: su tutte il 3-1 ad Asolo e il 3-0 in trasferta contro la vice capolista Stroppari».

Momenti difficili?

«Pochi. Forse all’andata dopo i due pareggi consecutivi, il primo contro il Borghetto in una partita che potevamo vincere con un rigore al 90’, e il secondo a Resana subendo l’1-1 al 96’. Ci siamo ritrovati lo Stroppari ad un punto, ma siamo stati bravi a non mollare laureandoci campioni d’inverno».

Forti del dodicesimo uomo in campo, i vostri tifosi...

«Li ringrazio perché sono stati fantastici dall’inizio alla fine. Ogni santa domenica ci hanno accompagnato dentro e fuori dal campo con affetto e calore. A Ramon abbiamo avuto cornici di pubblico da categoria superiore, che ci hanno dato una carica indescrivibile».

Hai un dedica?

«A me stesso, se possibile. Negli ultimi anni ho trascorso momenti meno belli sotto molti aspetti oltre lo sport, e mi mancava un pianto di gioia dovuto al calcio, considerando ciò che siamo riusciti a creare partendo dal nulla in estate».

A.A.A. Panchina cercasi. Simone Zendrini
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