Lorenzo Casagrande e l'esame da DS a Coverciano: "Esperienza unica"
Lorenzo Casagrande, 33 anni a dicembre, originario di Vittorio Veneto e attuale DS dell’Eclisse Careni Pievigina, da agosto è iscritto all’elenco speciale dei direttori sportivi abilitati dal settore tecnico della Figc. Lo abbiamo contattato per farci raccontare l’esperienza del corso e del superamento dell'esame per l’abilitazione.
Lorenzo, dove hai sostenuto il corso e con quali tempistiche?
"L’ho iniziato a febbraio e l’ho terminato a maggio di quest’anno all’Università di Udine, che lo organizzava per la prima volta. L’esame finale si è svolto il 3 luglio a Coverciano e i risultati sono stati comunicati l’8 agosto tramite comunicato ufficiale del settore tecnico".
I temi trattati nel percorso didattico?
"C’erano vari moduli: una parte tecnico-sportiva in cui si studiava ad esempio come scegliere l’allenatore, come impostare un allenamento, come visionare una partita o un giocatore. Poi una parte prettamente normativa con l’analisi delle Noif, e delle norme Fifa e Uefa. Un altro modulo riguardava la giustizia sportiva. Quindi una parte di marketing e una sul bilancio. Quest’ultima è stata trattata in collaborazione con l’Udinese allo stadio Friuli. Per andare all’Università di Udine tre volte alla settimana mi sono preso chiaramente dei permessi al lavoro, mentre a casa e nei weekend studiavo. Principalmente nella segreteria dello stadio di Pieve di Soligo".
I tuoi 'compagni di classe'?
"A fronte di un centinaio di richieste, i posti a disposizione erano 30. A partecipare poi all’esame siamo stati in 28, di cui 27 promossi, risultando la sede migliore da questo punto di vista. La nostra classe era eterogenea: c’era il ragazzino 19enne oppure il signore navigato di 60 anni. Abbiano creato un gruppo stupendo e ogni giorno ci aggiorniamo e sosteniamo in tutte le nostre attività. Insieme a me, tra gli altri, c’erano Alessandro Paolucci (attuale DS del Brian Lignano in Serie D), Niccolò Di Tella (responsabile tecnico dell’attività di base allo United Borgoricco Campetra), Lino Petrilli (direttore generale all’Aviano ed ex Fontanafredda), Matteo Gambino (responsabile logistico dell’Hellas Verona) e Riccardo Polacco (responsabile scouting del Monza)".
I docenti?
"Fra gli altri abbiamo avuto Filippo Galli (ex difensore del Milan), Silvio Broli (ex RSG del Brescia), Gianluca Di Marzio (giornalista sportivo), Roberto De Zerbi (allenatore del Marsiglia), Matteo De Biaggio (match analyst Udinese) e Andrea Carnevale (scouting Udinese)".
Com’è strutturato l’esame finale?
"In due prove: la prima con domande a risposta multipla su tutti i moduli affrontati a lezione. La seconda invece consisteva nella visione di una partita, nello specifico Brighton-Bounemouth di Premier League, sulla quale venivano posti quesiti sia a risposta multipla sia a risposta aperta del tipo: come si dispongono tatticamente le due squadre? Come difendono su calcio d’angolo? Come si comporta il portiere in fase di possesso? Inoltre si doveva visionare un determinato giocatore per indicare poi se è destro, sinistro, ambidestro, oppure come esce sul centrale in fase di non possesso, che tipo di struttura ha, e così via. Dovevamo piazzarlo ipoteticamente in una società di Serie A e motivarne il perché".
Bella esperienza a Coverciano?
"Stupenda, siamo stati lì due giorni. All’esame hanno partecipato coloro che hanno fatto il corso direttamente lì a Firenze, oppure nelle sedi distaccate quali appunto l’Università di Udine, quella del Salento, di Macerata e di Bari. Con me hanno sostenuto e superato l’esame anche Salvatore Sirigu (portiere ex PSG e dell’Italia), Geoffrey Moncada (direttore tecnico del Milan), Gabriel Paletta (ex difensore del Parma), 'El Tanque' Denis (ex attaccante dell’Atalanta) e Fabio Lucioni (ex difensore di Frosinone e Palermo). Ma a Coverciano si svolgevano anche altri tipi di corsi, come il corso per allenatori Uefa Pro o per il match analyst. Ho avuto l’occasione di incontrare Gattuso, Buffon e Bonucci, molto cordiali e disponibili con tutti anche a pranzo".
Aver superato l’esame da DS cosa comporta?
"L’abilitazione presso il settore tecnico mi ha permesso di iscrivermi all’elenco speciale e, qualora capitasse l’occasione, di praticare quindi l’attività nei professionisti. Nei dilettanti invece non serve la qualifica per il ruolo di direttore sportivo".
Un consiglio che daresti a coloro che stanno pensando di affrontare lo stesso percorso?
"Trattandosi di un corso molto utile e ben organizzato, lo consiglio caldamente a tutte le persone che operano nel settore dilettantistico a vario titolo e che vorrebbero, oltre a un attestato e all’iscrizione all’elenco, un’ulteriore qualifica nel proprio percorso. Ti dà infatti le conoscenze per svolgere anche il responsabile del settore giovanile, il match analyst, il segretario sportivo o generale. Vieni abilitato a vita. Il prossimo corso verrà replicato a Udine a febbraio 2026. Per me è stata l’esperienza più bella della vita, addirittura migliore della laurea in giurisprudenza, che avevo conseguito proprio a Udine".
