nella foto il Real Vicenza sceso oggi al Centro De Marchi

Pordenone-Real Vicenza 2-1 dts

Pordenone: Facchin, Perin, Da Frè, Di Bon (31’ st Bance, 1’pts Minisini), Tulissi, Mazzacco (6’sts Carlon), Milanese, Baldassi, Plotnikov, Ceolin, Bardus.

A disposizione: 12 Verri, 14 Simonetti 15 Donda, 18 Santarossa

Allenatore: Alessandro De Poli

Real Vicenza: Okroglic, Mioni, Cogo (28’ st Dal Santo), Porra, Canton, Vivian, Pellizzer, Palmiotto ( 1’st Bosso), Bernardelle, Paganin, Zocca (15’ st Pertile)

A disposizione: 12 Rizzi.

Allenatore: Massimo Paganin

Arbitro: Zazzi sez. aia di Finale Emilia

Assistenti: Orsi sez. di Finale Emilia e Forlani sez. di Ferrara

Reti: 32’ st Paganin, 49’ st Tulissi, 12’sts Bance

Note. Pomeriggio nuvoloso, terreno in ottime condizioni, spettatori 150 circa.

Ammoniti: Bernardelle, Di Bon e Perin

Espulso al 33’ pt Bernardelle (doppia ammonizione), 38’ st Canton, 50’ st Porra, 16’ sts Pellizzer. Al termine dei 90’ l’arbitro ha invitato mister Paganin a rimanere fuori dal rettangolo di gioco.  

Recupero: pt 3’, st 4’

Villanova di Pordenone. Adrenalina a  mille…La finale playoff del girone C non si è fatta mancare nulla. Tanta, troppa la tensione vista in campo. Al termine del match, particolarmente colorito, si sono contate 5 espulsioni. E pensare che il Real Vicenza  per i suoi “eccessi” ha pagato dazio compromettendo una  partita che sul piano atletico e del gioco aveva in pugno.

Se vogliamo mettere del pepe al racconto, anche l’arbitro ci ha messo del suo. Permissivo al contatto nella prima mezz’ora (tutto è filato liscio), il fischietto emiliano nel prosieguo della partita ha “picchiato” duro sul Real sventolando cartellini ad ogni infrazione. Determinante per innescare la miccia dell’insoddisfazione, il “doppio giallo” comminato a Bernardelle in soli 60”: se il primo “giallo” il centravanti berico se l’è cercato, il secondo, un’opposizione in arretramento sull’uomo con le braccia allargate per proteggere lo spazio e il tentativo di anticipo del difensore, l’arbitro l’ha giudicato come una gomitata che non c’è stata… All’inferiorità numerica del Real ha saputo replicare con una valida praticità nel palleggio e nelle proiezioni a rete. Il Pordenone  meglio si è espresso nella prima parte del match, ma in zona tiro ha spesso sparato a salve. I gol che hanno spalancato le porte verso la finali del Tricolore sono stati dal difensore Tulissi ’97 e dal rincalzo Bance ’96, promosso dagli allievi.       

La partita dirottata al Centro Sportivo “Bruno De Marchi” per il concomitante test-derby casalingo del calcio femminile tra il Pordenone e le udinesi del Tavagnacco, ha offerto una prima frazione contratta, timorosa con gioco frammentario e poche occasioni da rete. Una partita tirata, temuta dai padroni di casa che potevano contare su due risultati. Nei primi 10’ del confronto è il Real Vicenza a esprimere un maggiore dinamismo. I bianco-rossi abbozzano subito una ragnatela di passaggi e limitano l’impostazione del gioco nero-verde.  Ma con passare dei minuti il Pordenone prende coscienza dei propri mezzi e spicca la personalità del centrocampo dove l’assenza di Cons si avverte al pari del forfait di Sakajeva che priva l’attacco del suo punto di riferimento. In difesa non c’è Pighin, squalificato. Il Pordenone però ci prova. Al 9’ Plotnikov sfodera il tiro dalla distanza e il pallone esce a fil di palo. La risposta dei berici si concretizza con un lancio di Porra per lo scatto di Bernadelle, la giocata d’astuzia del centravanti non “uccella” Facchin che blocca in sospensione. I “ramarri”  a metà del tempo si fanno sorprendere due volte dalle verticalizzazioni centrali dei bianco-rossi che non vanno al sodo. Al 33’ scatta la prima sanzione nei confronti di Bernardelle. Il Real resta in 10. Anche la retroguardia ospite da lì a poco mostra qualche sbavatura e al 36’ Bardus imbeccato nei sedici metri, in posizione frontale, tira fiacco. Il finale dei primi 45’ evidenzia il crescendo nero-verde e al 41’ è Milanese a sciupare lo shot: liberato nei sedici metri, l’ala tira dritto sui piedi di Okroglic in uscita.       

Secondo tempo. Il Real rientra in campo con maggiore determinazione. Sono i vicentini a dover forzare i tempi del match. Al 5’ sul calcio dalla bandierina  è l’avanzato Canton a colpire di testa, ma Facchin blocca al centro dei pali.  Il Real Vicenza punta parecchio sui raddoppi di marcatura e negli spazi che si aprono tra le due linee di casa si rivela molto indiviso. L’undici di De Poli palesa smarrimento, perde il bandolo del gioco e ribatte con infruttuosi e inutili lanci oltre la mediana. Soluzioni sporadiche che danno comunque un primo segnale di pericolosità nei 16 metri avversari al 14’ con un lob di esterno destro in sospensione di Milanese; Canton in sostituzione del portiere recupera e allontana a pochi passi dal gol. Al 21’ è Plotnikov (molto utile il suo movimento senza palla) in girata ad alzare la mira. Il Real in questi frangenti si dispone lungo e fa il gioco dei nero-verdi che filtrano con efficacia e ripartono presidiando a più riprese la corsia di sinistra. Il Pordenone nei movimenti alterna l’avanzata dei propri difensori e al 22’ è l’eclettico Tulissi a chiamare all’intervento in presa il portiere. Nel quarto d’ora finale con il Pordenone in leggero calo atletico è il Real a rompere l’equilibrio al 32’ con un piattone dai 22 metri di Paganin che va ad insaccarsi alla base del palo di sinistra dove Facchin si allunga, ma non tocca. L’esultanza della mezzala, figlio del mister, è accentuata davanti alla panchina del Pordenone e gli animi si riscaldano. Il Pordenone subito il gol sembra muoversi nel buio, ma al 49’ è il giocatore più giovane in campo, Tulissi, a mostrare astuzia (è sbucato tra quattro difensori bianco-rossi), grinta e freddezza nella conclusione ravvicinata che rimette in parità le sorti della finale. La corsa sfrenata di Tulissi fa impazzire tutti, e nel contempo esplode la ribellione dell’intera squadra berica che si scaglia contro la direzione arbitrale e soprattutto contro l’assistente Orsi.
Il Real rivendica l’offside non segnalato dall’assistente e esterna il proprio disappunto verso Zazzi che non avrebbe tenuto in considerazione il bonus (4’ il recupero) concedendo altri 120” di gioco. Fatto sta che scoppia la gazzarra, i bianco-rossi se la prendono con la panchina, volano le protezioni in gommapiuma, in campo non c’è più disciplina. L’arbitro e gli assistenti al triplice fischio si allontanano, guadagnano lo spogliatoio, non ricordano che il pareggio impone, da regolamento, i due tempi supplementari. Placati gli animi, dopo quasi 12’ si ritorna a giocare e il Real lo fa con 8 uomini. Una disparità che non si nota perché il Pordenone evidenzia un marcato timore. Il Real sa che per portare a casa la vittoria serve un miracolo, i ragazzi di mr. Paganin giocano con facilità sgombri nella mente e mettono in campo quel pizzico di fantasia che i “ramarri” non riescono a contenere. Nella mezz’ora dell’extra- time Pertile, una spina fisica nel fianco nero-verde, si divora tre palle-gol per aggiustare la gara. Ma subito dopo aver buttato alle ortiche la più nitida delle occasioni (dribbling e finta che ha spiazzato tre difensori) con Pertile, è Bance al 13’ del sts a indovinare da 25 la traiettoria del 2-1, un tiro che spazzola la vernice sotto la traversa e gonfia la rete. Nemmeno al 14’ Pertile (assist di Pellizzer) riesce a trasformare in gol l’ennesimo suggerimento. Subito dopo anche l’irrequieto Pellizzer finisce sotto la doccia e il Real chiude in “sette”, il minimo consentito per non invalidare il match. Alla fine è il Pordenone a gioire. Il Real però deve recitare il mea-culpa. L’impegno, il gioco visto nei 120’ va promosso,  il comportamento invece non è stato esemplare, a torto o ragione...

Redazione www.venetogol.it                         

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