Nella foto: il presidente Ruzza (Figc veneta) con capitan De Carli (Ripa Fenadora)...

Bussa alle porte la Coppa Italia Regione Veneto, e in concomitanza all’atto finale della rassegna regionale, in altre due regioni, Piemonte VdA e Friuli Venezia Giulia si giocheranno le partite che assegneranno il trofeo e il pass nazionale. In Piemonte la finale in calendario domenica vedrà di fronte la Pro Settimo Eureka di Torino e il Saluzzo. I torinesi nella passata edizione furono protagonisti di una cavalcata che estromise nei quarti la Sandanielese. In Friuli Venezia Giulia (la diretta televisiva del match alle ore 14,15, con replica in serata e nel palinsesto serale del martedì, sarà garantita da FVG Channel) vedrà di fronte al Comunale di Cervignano del Friuli, l’NK Nogometni Kras Repen di mr. Zupan e i giallo-blù pordenonesi del Chions. Ritornando all’avvenimento regionale, la finale di Mirano (ore 14.30) sarà disputata dalla Liventina/Gorghense di mister Carlo Marchetto e dall’Union Arzi/Chiampo di Paolo Beggio.

Nel ripercorrere i venti anni della manifestazione (le prime 10 edizioni si snodarono a carattere nazionale) il Falmec Vittorio Veneto si ritaglia la nomea del club più titolato con tre trofei vinti e una finale persa per 2-0 due anni fa a Mirano, contro il Real Vicenza di Tony Andreucci. La prima edizione fu vinta dal S. Lucia di Piave del presidentissimo, il compianto Italo De Nardi. I giallo-rossi in quella occasione nella fase Interregionale eliminarono la Sanvitese, il St. Martin Passerer, i bergamaschi della Virtus Petosino e furono stoppati in semifinale dal Civitavecchia (all’andata G. Pietro Spader fallì il rigore della vittoria) che uscì con lo 0-0 dal “XXV Aprile e nella gara di ritorno con cinque allievi in campo, i laziali vinsero di misura grazie al gol decisivo del giovanissimo Pane. Una semifinale diretta da Pieri di Genova, opinionista al “Processo del Lunedì”. Il Civitavecchia di mr. Ugo Fronti si aggiudicò la finale contro l’Alcamo. L’anno seguente, nel ’94-’95 furono i nero-verdi della Piombinese ad alzare il trofeo. Di seguito la coppa passò nelle mani del Ponte/Salgareda. Nel ’96-’97 il trofeo se lo aggiudicò il Chioggia nella finale vinta contro il Bassano Virtus. Dodici mesi dopo fu il turno del Vittorio Veneto che nella fase nazionale trovò disco rosso davanti ai marchigiani della Civitanovese. L’anno dopo un’altra trevigiana salì agli onori: si trattò del Conegliano 1907 estromesso nelle semifinali per il titolo dai torinesi del Moncalieri. La seconda padovana a fare passerella fu la Luparense di patron Vilnai nel ‘99-2000. Nel secondo millennio tornò alla ribalta il calcio trevigiano con il successo del Cordignano di “Bepi” Donadel che schiantò nella finale di Trebaseleghe il generoso Loreo.  Il calcio polesano si prese la rivincita dodici mesi dopo con il tandem Crepaldi-Bertipaglia: la vittoria arrise all’Arianese che piegò la resistenza del Ponzano allenato da Fabio Zanetti. Il calcio della Marca si ripropose nel 2002-3 con la vittoria del Montebelluna. Il trofeo spostò poi la propria destinazione nel vicentino e il Camisano/Torri ruppe l’egemonia di 6/10 vittorie trevigiane battendo lo Schio. In quel lasso di tempo tenne banco il colore bianco-celeste (Monte e Camisano /Torri) e per il terzo anno consecutivo fu un club con gli stessi colori ad alzare il trofeo. Lo fece il Casalserugo allenato da Andrea “Andy” Poggi. I padovani nella fascia nazionale trovano nei varesini del Venegono un ostacolo insormontabile. Il Casalserugo volò in finale anche l’anno seguente, ma fu la Virtus Vecomp di Gigi Fresco (che duello di ricorsi innescò il caso-squalifica di Marco Marchetti con l’Union Quinto) a toccare il cielo con un dito. Nel 2006/7 il calcio Conegliano (Union CSV) diretto da Umberto Trinca tornò in auge con la vittoria sulla Miranese per 3-1. Nel frattempo nel veronese sali in cattedra il Legnago Salus trascinato da Stefano Guandalini. La finale 2007-8 premiò di misura (2-1) i bianco-celesti contro l’Albignasego. L’anno successivo Giordano Fenzi, Emanuele Friggi e compagni s’imbatterono nel Lia Piave che la spuntò e il calcio di Marca tornò a sorridere. L’epilogo del match e la consegna dei trofei  non attenuarono l’adrenalina e la rabbia che a bordo campo il clan veronese manifestò verso il direttore di gara. El “balon trevisan” per un quadriennio cavalcò la cresta dell’onda ed entrò di prepotenza il Vittorio Veneto di Bruno Gava. I rosso-blù piazzarono il primo acuto al “Pizzolon” di Ponzano vincendo il match-bis (la “prima” saltò per l’impraticabilità del campo) contro la Miranese per 2-1. L’anno dopo altro botto: Tomè e compagni a comunale di Mogliano Veneto stroncarono il sogno di una Piovese falcidiata da infortuni e squalifiche. Il calcio berico risalì la china con il Real Vicenza. Il “Dream-Team” di patron Lino Diquigiovanni e mr. Andreucci si  aggiudicò la coppa nel 2011-12. Ma la fase nazionale si rivelò ostile con i bianco-rossi che pagarono dazio e l’eliminazione a vantaggio di Manzanese e dei trentini della Fersina/Perginese, protagonisti nella fase nazionale. L’ultimo club a salire sul carro dei vincitori è stato lo scorso anno l’Union Ripa la Fenadora. I nero-verdi sono stati il primo sodalizio bellunese ad aggiudicarsi il trofeo Veneto nella finale giocata a Tezze sul Brenta. Gli sconfitti, il Team S. Lucia Golosine. L’undici di Max Parteli nel cammino nazionale affondò in un batter baleno vanificando lo sforzo e la vittoria centrata contro il Comano Fiavè che illuse momentaneamente il team di Seren del Grappa. La “manita” subita in casa sette giorni dopo su un campo oltre i limiti della praticabilità per mano della Sandanielese, non offrì la vera immagine del valore dei nero-verdi in giornata di tourn-over. Ma sancì l’eliminazione!

Domenica la scommessa nazionale se la giocheranno al comunale di Mirano la Liventina/Gorghense e l’Arzi/Chiampo. I trevigiani nel cammino di avvicinamento hanno estromesso: Opitergina, Ponzano e Lia Piave nel quadrangolare del 1° turno. Nei quarti di finale ai bianco-verdi non ha resistito l’Union Pro MP, mentre in semifinale è caduto anche il Calvi e Noale. I vicentini hanno invece superato nel primo scoglio, il quadrangolare: Campodarsego, Montecchio Maggiore e Marosticense; nei quarti hanno avuto la meglio sul Rovogo Lpc. Nella semifinale la formazione di Beggio ha vinto il braccio di ferro contro il Villafranca Vr. Anche nella scelta dell’arbitro della finale, la toto-designazione prende in considerazione il padovano Mozzo, il veneziano Pasinetti e il binomio veronese Lipizer/Kumara. Una scelta difficile, ma non va scartata la designazione a una donna… Anna Scapolo è in pole-position.

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