Franco Calzamatta & Altivolese/Maser (1^ categoria G), un feeling di 200 gettoni... Il mister, terzino tenace, vecchio stampo, è ricordato nel ruolo di capitano, la bandiera calcistica negli anni ’70-’90 del calcio Montebelluna. Nella gara casalinga del week-end contro il S. Lucia di Piave il trainer di Cornuda, coronerà il lusinghiero traguardo sulla panchina (in campionato) del club asolano. La sua esperienza da allenatore in categoria è iniziata nella stagione 2005-6 rilevando al timone del Maser (2^ categoria) il collega Bittante che aveva chiuso la sua parentesi nel mese di maggio 2005. L’esordio, il 18 settembre 2005 gli riservò un impatto amaro con la sconfitta per 3-1 a S. Giustina Bellunese, dalla Plavis.

Per Franco Calzamatta è un record che non tiene conto dei tre extra-season: il playoff 2009-10 contro il S. Vittore e il play-out del 2007-8, un epilogo più soffrente, concluso in gloria con la vittoria e la permanenza in Seconda a scapito dei feltrino del Mix Elle Esse e soprattutto del lungo ed estenuante playoff della scorsa primavera che ha proiettato l’Altivolese/Maser in Prima categoria.

Cos’è che le fa vivere questa lunga permanenza sui campi di gioco?

“E’ la passione... Sono più di 45 anni che calco i campi di calcio da giocatore e da oltre un decennio da mister. E’ un hobby che vivo con intensità, costanza e applicazione qualità che i miei giocatori spero capiscano”

Nei tornei dilettanti si soffre e si gioisce…Nelle sue 199 presenze, sono 69 le vittorie: tante o poche per il valore delle squadre allenate e per il materiale di cui ha disposto?

“Ho sempre lavorato in questa società programmando ogni passo perché di soldi ce ne sono pochini. Il numero di vittorie mi sembra gratificante, ma devo far presente che l’Altivolese/Maser e in precedenza il Maser non hanno mai gettato quattrini sul mercato per mirare in alto. Anche in questa esperienza in 1^ ci siamo affidati tra i pali al 43enne Cimolin e i nostri rinforzi sono giocatori recuperati dal settore amatori come Visentin e Zandonà che abbiamo purtroppo perso per un serio infortunio”.

Dopo una brutta sconfitta, le è mai balenata l’idea di dire, ora smetto?

“E’ capitato più di una volta, soprattutto al termine della stagione dove uno arriva logoro. Mi sono però sempre bastati i mesi della sosta per ricaricare le pile e come avviene da anni non ho resistito al richiamo del campo. Lavorare al Maser e ora all’Altivolese non mi ha mai pesato perchè non ci sono pressioni verso il successo e la sconfitta è accettata con filosofia e sportività ”.

Il calcio dilettanti di oggi cosa non ha saputo copiare ed ereditare del passato.

“Direi che il calcio negli anni non è cambiato… Lo hanno cambiato le formule, i numeri, gli schemi esasperati, ma nelle categorie inferiori si gioca sempre nella medesima maniera”.

Rispetto a 20-25 anni fa i campi di gioco, i palloni e gli stessi accessori personali hanno raggiunto il top: è un aspetto che ha migliorato la tecnica dei giocatori?

“Credo di si perchè sono componenti che hanno aiutato nella crescita tecnica, ma per giocare al calcio ci vogliono anche il piedi buoni... Quello che vediamo in commercio e che ogni giocatore calza sono particolari molto curati e forse proprio le scarpe, il pezzo pregiato, sono un punto di riferimento della passione per questo sport di tanti ragazzi”

All’Altivolese/Maser è la salvezza il punto d’arrivo?

“Premetto che la squadra sta disputando un ottimo campionato, ma il nostro obiettivo è di centrare prima possibile la permanenza in categoria. Lo faremo a denti stretti per dedicarlo a tre giocatori che sono finiti sotto i ferri tra cui Iacobucci, Cunial oltre al citato Zandonà”

Nel 2012-13 la vedremo ancora a bordo campo…

“Spero di sì. Se l’Altivolese/Maser mi accorderà la fiducia sarei felice di rimare in questo gruppo”.

Questa anticipazione sarà un messaggio alla società?

“Non mi aspetto nulla di particolare. Il regalo lo vorrei ricevere dalla squadra: è la vittoria sul S. Lucia...  

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