E' Riccardo Piu il nuovo allenatore del Gazzera Olimpia Chirignago!
nella foto il neo mister
Sarà Riccardo Piu il nuovo allenatore del Gazzeraolimpia Chirignago. 44 anni proveniente dal settore giovanile. Proponiamo qui un estratto tratto dal sito del GOC.
1) Personalmente la conosco in queste prime chiacchierate, ci parla un po di lei?
Sono nato a Mestre 44 anni fa sebbene il mio cognome riveli origini Sarde, terra dalla quale ho ereditato sicuramente la testardaggine, ma anche la generosità e la volontà di raggiungere sempre i miei obiettivi.
Lo sport ha sempre caratterizzato la mia vita in quanto i miei genitori, fin da giovanissimo, mi hanno permesso di poterlo praticare anche a livello agonistico. Ho avuto la possibilità ed il piacere di praticare ginnastica artistica per quasi 6 anni arrivando a competere per i campionati nazionali e sono riuscito per un periodo a mantenere vive entrambe le passioni ginnastica e calcio, poi il secondo ha preso il sopravvento. Premetto che non farò nomi di squadre o elenco di titoli vinti perché mi piace sempre pensare al presente ed a proiettarmi al futuro, quindi il mio passato l’ho sempre e solo amato per le esperienze che mi ha donato, ma credo anche che non siano solo i successi passati a renderti più o meno bravo.
Ho giocato fino all’età di 24 anni a livello dilettantistico e poi (causa necessità lavorative) ho proseguito con gli amatori per altri 6 anni. Durante l’ultimo anno con loro siamo stati “abbandonati” dal Mister ed il caso volle che la squadra decise di affidare al proprio (ed unico…) portiere, le sorti della formazione settimanale, in quanto il “meno coinvolto in campo”. Da lì a sedersi sulla panchina è stato un attimo e con enormi soddisfazioni. Nel 1999 ho conseguito il “patentino” Uefa B, e da allora ho cominciato a mettermi in gioco come Mister. Tra le mie esperienze che mi piace ricordare, ma non certo per vanto, c’è sicuramente l’incontro con Luciano Spalletti quando era a Venezia, e dalla sua amicizia che mi ha portato successivamente a poter essere a Udine ogni settimana a seguire i suoi metodi di allenamento e dal quale ho comunque imparato molto. Quest’anno sarà il mio 15° anno su una panchina e, come sempre, darò il massimo e cercherò di mettere a disposizione dei ragazzi la mia esperienza, con la certezza che loro metteranno a mia disposizione la loro ed entrambi a fine anno saremo comunque più ricchi. Mi piace immaginare la squadra come una sorta di orchestra dove ognuno suoni il proprio strumento in funzione degli altri per cercare di formare, tutti assieme e con affiatamento, la miglior melodia possibile, poi come si dice in questi casi: “ai posteri l’ardua sentenza”.
2) Nuova avventura, stagione 2013/2014, la prima squadra del nostro quartiere è nelle sue mani. Quali sono le sue prime considerazioni sulla rosa azzurra bianco nera ?
La rosa è in via di definizione, stiamo incontrando tutti i nostri tesserati della scorsa stagione, attraverso dei colloqui individuali, per verificare il loro interesse e la loro disponibilità a partecipare con la nostra squadra al prossimo Campionato.
Al momento abbiamo avuto molte piacevoli riconferme ed alcune richieste di cambio di squadra per motivazioni legate per lo più, a continuare a giocare in una categoria superiore a quella che, ad oggi, pare sarà la nostra.
Personalmente, e d’accordo con la Società, ho chiesto di avere un gruppo di ragazzi che abbiano la ferma volontà di rimanere o di venire al GOC, qualsiasi espressione di dubbio va scavalcata a piedi pari perché voglio avere solo un gruppo che sia assolutamente convinto della propria scelta.
Al termine di questi colloqui, valuteremo l’eventuale inserimento di eventuali “nuovi arrivi”, che comunque si sono già fatti avanti e che assieme alla Direzione Sportiva stiamo prendendo in considerazione.
3) Probabilmente conosce già qualche giocatore, ma ai nuovi, le sue parole d’ordine quali sono?
Amo molto la disciplina e chiedo molta attenzione quando c’è da lavorare ma, al contempo, mi piace molto entrare in empatia con i ragazzi in quanto credo che alla base di tutto ci debba essere il Gruppo (la G maiuscola ha il suo signficato) inteso come blocco unico con un unico obiettivo che sposa le scelte di chi è delegato a definirle, quindi ci saranno sempre momenti di grande impegno ma anche momenti di divertimento e di svago durante le sedute di allenamento. E’ rilevante comunque e sempre il rispetto reciproco, l’onestà e la considerazione del singolo all’interno del collettivo.
4) Il GOC è in attesa di un eventuale ripescaggio dopo una stagione segnata più dalla sfortuna che dal campo. I pronostici sono sempre difficili, ma, secondo lei, quali sono le potenzialità del GOC in questo campionato?
Sinceramente il “ripescaggio” è una formula che non amo molto in quanto mi piace guadagnare i titoli sul campo, ma questa è certamente una considerazione personale e, se vogliamo, molto egoistica; ho accettato questo incarico indipendentemente dalla categoria in cui giocheremo in quanto non reputo l’una più “facile/difficile” dell’altra, diciamo che in entrambe si può cercare di esprimere un buon gioco del calcio e crescere nell’ottica di formare un’ossatura che partita dopo partita possa raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.
Per le potenzialità, non posso espormi in questo momento in quanto dovrò visionare i ragazzi sul campo, diamoci appuntamento fra qualche mese e potrò esprimere una mia idea.
5) Ha uno schema di gioco preferito o tutto può variare in conseguenza dei risultati?
Ogni allenatore ha il proprio sistema di gioco preferito, me compreso, ma tutte le squadre che ho avuto il piacere di allenare, mi hanno sempre conosciuto come un Mister che ha loro spiegato come affrontare la squadra avversaria in considerazione ad una serie di fattori che vanno analizzati di partita in partita ed in un tempo strettissimo. La capacità di una squadra di modificare il proprio assetto, e di conseguenza il proprio modo di giocare, in funzione (per esempio) alle debolezze di reparto o del singolo avversario, è sicuramente più importante di imporre un proprio sistema di gioco dove, in queste categorie, puoi non aver a disposizione i giocatori con le giuste caratteristiche a soddisfarlo. La mia idea di calcio è legata all’intesa del singolo col proprio reparto, ed ai reparti tra loro, quindi, ad esempio, quando hai conquistato il campo che ha lasciato libero il tuo avversario hai una possibilità in più di raggiungere il tuo obiettivo.
6) Può rivelarci eventuali nuovi arrivi ?
Il termine “rivelarci” sottintende una sorta di sorpresa/attesa, e quest’anno non credo ci saranno nomi eclatanti o da portare alla ribalta, sebbene la Direzione Sportiva sia al lavoro per ottenere il massimo che potremo permetterci.
Ci sono già alcuni nuovi giocatori che hanno dato la loro disponibilità, ma solo dopo le prime due settimane di allenamento potremo comunicare la rosa ufficiale che farà parte della nostra squadra, ad Agosto partiranno tutti sulla stessa linea, poi vedremo chi si qualificherà per il Gruppo definitivo; nessuno parte avvantaggiato così come nessuno è già “in panchina”.
7) Questa nuova avventura nell’ allenare la prima squadra di un intero quartiere, che stando ai giornali locali attualmente vanta un numero superiore ad altre periferie come Favaro e Marghera la preoccupa ?
Il calcio è uno sport, in Italia è certamente il più amato, il più seguito, il più criticato, ma rimane sempre una passione per coloro che la sposano e che la vivono. Avere dalla nostra parte anche tutti coloro che vorranno incoraggiarci, sia in casa che fuori, sarebbe bellissimo oltre che utile alla squadra per dimostrare sempre più il proprio valore quindi mi aspetto di riuscire con il nostro gruppo a conquistare anche la simpatia dei nostri tifosi, ma come per le donne il corteggiamento deve essere il più elegante possibile…
Sono ovviamente conscio che non tutti sposeranno le mie scelte ed adoro le critiche costruttive perché hanno sempre l’obiettivo di migliorare una situazione, ma sono assolutamente sereno e non preoccupato, penso che al giorno d’oggi le preoccupazioni siano ben altre e che noi siamo tra i più fortunati a poter dar sfogo alla nostra passione.
Grazie per la disponibilità.
Sebastiano
