Nella foto: i campioni dell'Udinese.

Udinese-Careni Pievigina 5-0

Udinese: Scordino, Pieve (1’ st Moretti) , Costantini (17’ st Trevisani), Sclausero Nadalini, Cofone (1’ st Cianciaruso), Tomadini, Granzotto, Di Lazzaro (8’ st Nicoloso), De Nuzzo, Crisciti (1’ st Battistella) 
A disposizione 12 Savoldelli, 18 Meret
Allenatore: Bosko Boskovic

Careni/Pievigina: Passamai, De Luca (22’ st Manfrin), Marchiori (7’ st Fedato), De Faveri, Ruffoni, Vanzella, Piva (1’ st Cattelan), Brandalise, Catel, Ragazzon, Lucchese
A disposizione: 12 Belle, 14 Scattolin, 16 Pin, 17 Blagojevic
Allenatore: Paolo Cescon

Arbitro: Grando sez. aia di Conegliano V.to
Assistenti: Zanette e Maschio sez. aia di Conegliano V.to

Reti: 10’ pt , 34’ pt e 30’ st Di Nuzzo, 30’ pt Di Lazzaro, 33’ st Nicoloso

Note. Mattinata soleggiata, terreno in perfette condizioni, spettatori 200 circa con numeroso seguito solighese. Presenti il sindaco Alessandro Bonet, l’assessore allo sport Lucio Favero, il delegato Coni Giovanni Feltrin e il responsabile del settore giovanile dell’Udinese Calcio Angelo Trevisan, ex difensore di Conegliano, Vicenza, Empoli e Genoa. Alla premiazione hanno inoltre partecipato Patrizia Casagrande sorella del compianto Massimo, il presidente dell’ASD Godega Napol, Bortolo Gava, il giudice sportivo Mario Maschio e l’assistente della Can Omar Gava.
Un ringraziamento alla Croce Rossa Italiana per il servizio prestato nell’intero corso della manifestazione.
Recupero: pt 1’ st 3’

Godega di Sant’Urbano. L’ Udinese batti il “5”. Con una prestazione pratica e furba, l’undici friulano si è aggiudicato la 31^ edizione del torneo Interregionale “Massimo Casagrande” sgretolando la resistenza di un Careni/Pievigina, vulnerabile soprattutto nell’applicazione dell’offside. La finale affidata alla direzione dell’arbitro coneglianese Grando, ha visto Franco Gava, ex arbitro della Can, in abiti borghesi, dare il calcio d’inizio del match.

Un confronto che nelle prime battute ha visto il baldanzoso Careni tenere il ritmo delle “zebrette” più rapidi nello smistamento del pallone e nelle verticalizzazioni. E proprio su un pallone allungato sulla linea dei sedici metri per il lanciato Di Nuzzo, il portiere solighese sulla chiusura della diagonale da parte di un compagno di reparto lascia anticipatamente i pali , la porta si spalanca davanti agli occhi della mezzala udinese che alza un preciso lob e sblocca la finale. Il regalo condiziona la partita e la reazione del Careni. Per l’Udinese tutto gira a favore. Ma Possamai ha subito modo di riscattare la “papera” arpionando a terra, in due tempi, un calcio piazzato di Crisciti. Nei ribaltamenti dell’azione i “gialli” trevigiani affidano al movimento di squadra e al pregevole calcio di capitan Ragazzon  (forse qualche tocco di troppo nel gestire la palla) il compito di snellire l’azione con palloni catapultati oltre la mediana dove i ragazzi di mr. Cescon non trovano sbocchi  per liberare il tiro. Al 24’ il Careni fa il primo passo nei sedici metri friulani, ma la girata da sotto di Catel esce oltre la trasversale. Al 29’ l’undici trevigiano ha sui piedi di Lucchese il pallone del pareggio, l’ala nel cercare la coordinazione in corsa ritarda il tiro e in seconda battuta sciupa la conclusione calciando alto.  Gol sbagliato gol subito. E’ la regola del calcio; 1’ dopo sul ribaltamento dell’azione, l’Udinese raddoppia il conto dei gol con capitan Di Lazzaro assistito da una palla filtrante tra i due centrali solighesi di Di Nuzzo che il centravanti concretizza con  un millimetrico “scavino”. Il 2-0 segnala superiorità dei friulani che prima del riposo portano a tre le reti con Di Nuzzo.

Nel secondo tempo la girandola di cambi affievolisce il ritmo e scema lo spettacolo. L’Udinese gioca di conserva. Ne trae beneficio la volontà del Careni che alza il baricentro, si disimpegna meno contratto e duetta alla pari con i ragazzi di mr. Boskovic. Al 6’ Possamai  si fa trovare pronto su un tiro da fuori che smanaccia in corner. Il Careni insiste e cerca ripetutamente di arrivare al gol dell’onore. Al 20’ il bersaglio grosso sembra una formalità per il piazzato ai 18 metri per il destro di Ragazzon: la botta è potente, ma sulla traiettoria indirizzata a fil di montante, la deviazione della barriera è decisiva per togliere il cuoio dallo specchio del porta. Nel finale di gara l’Udinese accelera e in 3’ amplia il divario al 30’ con il 4-0 firmato da sottomisura da Di Nuzzo che s’infortuna nella scivolata e al 33’ è Nicoloso a infilare la cinquina.

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