Nella foto: i fratelli Alberto e Giacomo Cirotto, di Riese, domani in campo in uno scontro “fratricida”.

Godigese-Cartigliano vista dai fratelli Cirotto: Alberto e Giacomo. L’uno di 22 anni, l’altro di 25. L'uno studente universitario di fisioterapia, l'altro laureato in consulenza del lavoro. L’uno centrocampista che macina chilometri con i castellani, l’altro punta esterna e capocannoniere dei vicentini con 12 centri stagionali. Domani alle 16.30 si affrontano nel primo turno playoff del girone B di Promozione. Per Giacomo sarà una domenica impreziosita dal ruolo di ex, avendo militato nella Godigese (siglando una valanga di gol) fino all’anno scorso, coinciso con la storica vittoria del girone F di Prima categoria. Campionato che l’undici di Godego, allenato da Renato Meneghetti, chiuse proprio davanti al Cartigliano del tecnico Vladimiro Remonato, eterna rivale del recente passato.

Per i due fratelli riesini è il terzo confronto ufficiale. I due precedenti risalgono alla gara di andata (con entrambi in campo) e al return match, quando Alberto era in panchina. Ma la sfida di domani, trattandosi di playoff, è sicuramente la più importante alla luce della posta in palio.

Come vivete l’attesa e cosa vi direte prima di uscire di casa per andare allo stadio? Alberto: «La stiamo sentendo perché è uno spareggio di sola andata fondamentale. Il prepartita è sacro, non ci diremo nulla di particolare. Ne parleremo solo dopo l’incontro». Giacomo: «Forse la sento di più io essendo un ex giocatore della Godigese, ma siamo tranquilli. In genere la domenica non ci diciamo nulla di particolare, al limite chi farà giocare il mister. È probabile che andremo al campo insieme».

Quali informazioni vi siete scambiati in settimana riguardo le rispettive formazioni? Alberto: «Chi gioca, chi non gioca, con che modulo, chi è in forma, se il gruppo è carico, se c’è fame e voglia di fare risultato. Avendo il “nemico in casa” (risata di sottofondo, ndr), bisogna cercare di capire il più possibile». Giacomo: «Ormai come squadre ci conosciamo a memoria perché Godigese-Cartigliano è una sfida che si ripete da tre anni».

Durante il campionato, come avete vissuto il fatto di giocare in due club rivali? Alberto: «È stata una bella cosa, avevamo sempre informazioni sulla prossima avversaria visto che spesso uno dei due l’aveva già affrontata, potendo quindi anticipare all'altro punti deboli e giocatori determinanti. Ma è stato bello ragionare anche in generale, sull’avversaria che è piaciuta di più, su quale campo c’era l’erba migliore e su che stadi era più bello giocare, in primis il "Tenni" di Treviso. Pertanto questo campionato l’abbiamo sentito più degli altri». Giacomo: «Devo dire bene, senza particolari episodi, anche se nella settimana prima dello scontro diretto la tensione è iniziata a salire. Ogni domenica sapevamo i risultati degli altri in tempo reale».

Per chi tiferanno i vostri genitori? Entrambi: «Saranno imparziali, a loro piace venire a vederci a prescindere dall’avversario. Sarà una bella emozione anche per loro, speriamo di essere in campo tutti e due dal primo minuto».

Un pronostico? Alberto: «Preferisco non farlo. Dico solo che la spunterà chi ha più fame e determinazione: non sempre vince il più forte». Giacomo: «Abbiamo avuto un finale di campionato totalmente differente e arriviamo ai playoff con stati d’animo diversi: il Cartigliano con il morale alto, la Godigese un po’ meno. Ma la classifica parla chiaro e sono loro i favoriti. Noi siamo obbligati a vincere e non avremo nulla da perdere. Che vinca il migliore».

Medico e mister, per Juniores. Verona e provincia
News mercato dal veneziano, tra Prima e Seconda Categoria...