Montello, Figallo: 'La mia espulsione a Mogliano è del tutto ingiusta'
Dopo l'espulsione rimediata a Mogliano contro l'Union Pro in Eccellenza, Alessandro Figallo (ph. Fotostampa), centrocampista classe 2000 del Montello, ha chiesto la possibilità di difendere la propria posizione.
"Il primo tempo di domenica è terminato con il pareggio e con l'ammonizione del numero 9 della squadra di casa. Nel secondo tempo andiamo subito in vantaggio noi con la rete di Konsegre, e fin qui tutto corretto", premette Figallo, "Poi succede l'episodio chiave che ha cambiato la partita: lancio lungo dalla difesa, io scatto oltre la linea dei difensori, lascio scorrere il pallone e calcio verso la porta, il tutto in fuorigioco. Vengo giustamente ammonito. Vengo quindi rimproverato dalla mia panchina per la poca lucidità nell'evitare un cartellino giallo e automaticamente la mia attenzione si rivolge a loro, ma dietro di me spunta il direttore di gara (Mattia Boscolo Chio della sezione di Adria, ndr) con in mano il cartellino rosso. Era convinto - per sua stessa ammissione - che io fossi già stato ammonito in precedenza. Nel momento in cui sia io che i miei compagni, e anche il capitano Minio dell'Union Pro, facciamo presente che quella era la mia prima ammonizione, l'arbitro cambia subito parere e comincia a giustificare il cartellino rosso dicendo che è per proteste - mai avvenute - inventando esclamazioni da me mai dette".
"Successivamente cambia ancora parere dicendo che ho fatto gesti con le mani poco gradevoli - mai avvenuti, testimoni tutti gli spettatori in tribuna. Nemmeno dopo questa ingiustizia ho insultato o protestato in modo acceso la decisione, limitandomi a chiedere il perché, oppure a provare a dimostrare che era la prima ammonizione. Da quell'episodio la partita cambia. Con questo non voglio addossare le colpe e la sconfitta al direttore di gara, bensì voglio dire la mia su come effettivamente sono andate le cose in campo".
Ricordiamo che oggi il giudice sportivo ha inflitto due gare di squalifica a Figallo.
