2^M: Zalla analizza il momento della Plateolese prima del S.Gaetano...
nella foto Saimon Zalla, centravanti della Plateolese
L’oro gialloverde è là davanti, è l’attacco mitraglia che ha alimentato la classifica della Plateolese e che sembra girare a meraviglia soprattutto quando i tre moschettieri (Zalla, Peruzzo, Bozzolan) rispondono presente. L’assenza nella gara di domenica con la Justinense di Bozzolan (affaticamento muscolare) e qualche tossina da smaltire dopo essere stati torchiati nella sosta natalizia nei richiami fisici, hanno lasciato qualche strascico ed in parte giustificano l’inatteso kappao. Solo uno scivolone o qualche scricchiolio che può dar adito a cattivi presagi? Saimon Zalla non dice ne sì ne forse. Dice risolutamente no, mettendo una zeppa sulla porta che s’è improvvisamente aperta e da cui arrivano spifferi di ansia e paura.
La gara di domenica il bomber gialloverde la inquadra così, senza troppe remore, con mozziconi di concetti buttati lì senza alcuna paura di addentrarsi nel cuore del problema: “E’ una sconfitta rocambolesca che proprio non ci voleva - spiega l’ex enfant prodige di Padova e Cittadella lasciando trasparire un pizzico di amarezza - Per fortuna però davanti hanno fatto tutti fatica. La fiducia in noi stessi quindi rimane. Di certo speravamo di iniziare il 2012 con un piede diverso”. Allarga le braccia strozzando un sorriso: “Qualcosa sicuramente non è girato per il verso giusto. Abbiamo disputato un buon primo tempo, abbiamo tenuto bene il campo e creato tanto. Nella ripresa da due palle normalissime su banali azioni di rimessa sono scaturiti i due gol che ci hanno letteralmente tagliato le gambe”.
Un lungo sospiro prima di affondare il dito nella piaga: “Forse c’è stato un atteggiamento sbagliato. Teniamo bene mentalmente un’ora e poi a volte ci sfaldiamo. Se poi subiamo il gol fatichiamo a reagire. In questo senso dobbiamo maturare, tirare fuori coraggio e soprattutto la grinta per risalire la china nei momenti difficili”.
Autocritica, quindi, senza però farsi travolgere o lasciarsi andare in eccessivi allarmismi: meglio lavorare a fari spenti, senza far proclami, in barba ai facili isterismi ma consci delle proprie possibilità. “Bisogna rimettersi da subito in carreggiata – continua allargando le braccia - dobbiamo tornare ad essere quelli di novembre e dicembre. Mancano ancora 14 partite e siamo ancora in tempo per rimetterci in sesto. Ora abbiamo una serie di scontri diretti e i punti varranno il doppio”.
Scorre con lo sguardo la classifica e riprende snocciolando concetti semplici ma efficaci.”Domenica ci aspetta il San Gaetano e poi seguiranno altre sfide con le compagini di vertice. Sono tutte gare decisive che ci diranno molto sul nostro cammino. Dovremo affrontare partita per partita cercando di cogliere sempre il massimo”. Una sana iniezione di realismo, quindi, che non guasta alla vigilia di una sfida che per il sodalizio gialloverde potrebbe già suonare come primo verdetto stagionale.
Davide Dalan
