nella foto il rigore di Andreolla

Belluno 1905-Union Ripa
La Fenadora (0-0) 4-5 dcr.

Belluno 1905 (4-5-2): Schincariol***, Pitteri*, Merli Sala, Calcagnotto*; Mosca, Masoch, D’ Incà** (17’ st De Toni****), Bertagno, Duravia (36’ st Paganin****); Corbanese, Radrezza; 

A disposizione: 12 Zanolli****, 14 Sommacal, 15 Brustolon, 16 Longo*****, 17 Nenzi***, 18 Moretti*****, 19 Miotti*****.

Allenatore: Roberto Vecchiato

Union RipaLa Fenadora(4-4-1-1): De Carli; De Bon***, Salvadori**, Nicoletto, De Checchi; Tomasi (30’ st Antoniol), Malacarne, Da Rugna**** (19’ st Tavernaro*), Mastellotto; Spinelli**; Andreolla.   

A disposizione: 12 D’ Antimo**,  13 Loat****, 15 Andrighetti, 16 Venturin, 18 Tormen, 19 Herrera.

Allenatore: Massimiliano Parteli

Arbitro: Nicolò Sprezzola sez. aia di Mestre

Note. Pomeriggio velato e afoso, temperatura di 26 gradi, terreno in perfette condizioni, spettatori 700 circa

Ammoniti: Pitteri, Mastellotto

Espulsi:

Recupero: pt 1’ st 4’

(**) under a referto gara: *’93, **’94, ***’95, ****’96

Belluno. Reti candide…E’ uno 0-0 che sta stretto al Belluno 1905, ma il primo derby della storia tra i due club ha un’ epilogo di…rigore. Sono i tiri dal dischetto ad assegnare il pass al Ripa la Fenadora e la formazione di Parteli fa l’enplein. E’ fatale infatti l’errore di Masoch il 3° penalty della serie, che il mediano fionda tra le stelle.   

Il colpo d’occhio al Polisportivo è da “fantacalcio”. Da anni le platee della serie D mostrano l’assottigliarsi delle presenze, ma il derby delle Dolomiti (indovinato l’anticipo) nell’occasione ha riallacciato il feeling con il pubblico che conta. Sono i 90’ che anticipano il nutrito cartellone del 1° turno di Coppa Italia, è la partita degli ex, un confronto da “dentro o fuori”.

Il Belluno presenta a referto l’undici che sulla carta mister Vecchiato ha in mente per la “prima “ di campionato. Nell’11 di partenza torna a presidiare il ruolo sull’out mancino Duravia, che nell’ultima settimana ha assorbito la distorsione alla caviglia. Non c’è invece il colored Salbre: l’ex giocatore dell’Union Quinto non è stato nemmeno convocato dalla società e il procuratore Blanditi non sa dare una spiegazione sull’esclusione del proprio assistito

Nelle fila nero-verdi Max Parteli parte abbottonato: il tecnico del Ripa dirotta in panchina l’atteso Sandro Tormen, l’altra punta Christian Herrera e la riserva D’Antimo con i potenziali titolari Antoniol e Andrighetti. Unico assente per i postumi di un infortunio il quarto ex Sebastiano Solagna. In settimana il difensore Rimoldi è stato promesso al Cornuda/Crocetta 1920 e non fa parte della comitiva.

La partita al fischio di Sprezzola s’incendia al primo affondo del Ripa che al 6’ conquista un calcio franco ai 22 metri: sul pallone si porta Andreolla, il mancino è in temperatura, ma l’interno a giro smussa a mezza altezza la barriera e lambisce il palo alla destra dell’immobile Schincariol. Immediata è la risposta dei giallo-blù: l’avanzata corale libera all’altezza della lunetta dei sedici metri il “Cobra” Corbanese, questi controlla la sfera, si gira e fa partire una sassata che De Carli blocca in due tempi a fatica sull’accorrente Duravia.   

Al 12’ Mosca si lancia sulla sinistra, la fiondata nel mezzo è svirgolata da un difensore ma è abilissimo De Carli a inerpicarsi sotto la traversa e sventare il pericolo in calcio d’angolo. E’ un derby giocato a viso aperto e i ribaltamenti del gioco sono immediati. Al 17’ è Radrezza ad alleggerire in contropiede isolato; il tiro esce fiacco per la facile parata di De Carli. Il Belluno prende campo. La manovra avvolgente disegnata dai giallo-blù, favorita dalle marcature leggere sulla trequarti del Ripa toglie alla difesa ospite i punti di riferimento e il fattore sorpresa al 23’ non è concretizzato dal giovanissimo D’ Incà: sul traversone profondo di Mosca, l’ala destra sbuca solo soletto sul secondo palo e il piattone al volo si spegne tra le mani del portiere. Il Ripa approfitta per alleggerire con un’incursione defilata di Mastellotto che Schincariol blocca anticipando la traiettoria sul primo palo.  Subito dopo è Radrezza con un’iniziativa personale a mancare lo specchio della porta; il pallone vola al...Nevegal. 

Il Ripa aggredisce a singhiozzo e negli spazi il gioco lineare dei padroni di casa si rivela incisivo fino al suggerimento. Mosca sulla sinistra si alterna a Duravia davanti ai due Radrezza sempre lesto a infilarsi tra le due linee è in vena di fare male. Al 38’ l’azione più applaudita dal pubblico: dal versante di sinistra Duravia converge sul destro, catapulta in area un pallone col contagiri e il “cobra” Corbanese in caduta spalle alla porta s’inventa una fantastica rovescia che centra la trasversale. Il gesto tecnico è osannato dal Polisportiva, ma è la bandierina dell’assistente a invalidare la prodezza. Corbanese non si dà per vinto e il gol lo cerca in qualsiasi forma. Al 46’, in fase di recupero, il pallone sembra prendere la strada della rete, ma è una superba parata terra di De Carli ad accompagnare le squadre al riposo sul nulla di fatto.

In avvio di secondo tempo è una furbata di D’ Incà (la mano galeotta anticipa il rilancio del difensore) che prosegue l’azione e realizza non passa inosservata all’attento Sprezzola che annulla e richiama il giocatore. Col passare dei minuti la supremazia territoriale del Belluno è straripante, ma davanti a De Carli la compattezza della difesa neroverde registrata da Nicoletto, regge la pressione. Con Andreolla stretto nella morsa di Merli Sala e Calcagnotto, è Mastellotto ad avere libertà d’ azione e con sporadiche sgroppate lungo l’out sinistro, l’ex nazionale dilettanti riesce a dare respiro ai propri compagni.

Nel frattempo Duravia e Mosca tampinano il settore mancino e i rifornimento in area arrivano puntuali: al 15’ sul taglio a scendere dell’estrema Corbanese cerca l’incornata in tuffo, ma sballa il tempo della girata. Il caldo e la stanchezza col passare dei minuti affievoliscono le gambe e tra i più provati è il mediano Tomasi che il gran correre ha portato alla spia rossa….Il tono agonistico del derby lentamente si attenua.
Il Belluno mostra però di avere una maggiore autonomia e Mosca si dimostra tra i più tenaci nello spingere in avanti i compagni. Al 33’ il “cobra” impeccabilmente  imbeccato in area da un lancio verticale di Masoch, stoppa di petto e al volo spara a  colpo sicuro, ma la mira non lo assiste. Dalle panchine intanto si intensifica la rotazione e nei minuti finali che precedono i calci di rigore, Roberto Vecchiato rileva Duravia in debito d’ossigeno  e getta nella mischia il giovane Paganin. Il Belluno gioca il tutto per tutto per scongiurare la lotteria dagli undici metri. Mosca fino all’ultimo spinge come un ossesso, ma i suoi assist si perdono in un’area semivuota. La birra è finita…

Redazione www.venetogol.it             

 

 

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