Nella foto: Gianluca Zattarin, concentrato sulla partita, in tribuna laterale del “Tenni”.

Sempre più in alto… L’Este calcio è realtà. Non è un sogno come si è soliti decantare gli exploit di un club partito da outsider, sono a tutti gli effetti un mix di carattere, tenacia, voglia di misurarsi, di primeggiare e i risultati e la classe dei solisti sul campo, lo fotografano. L’Este vincendo l’atteso derby padovano si è divincolato dalla stretta marcatura della Virtus Castelfranco Emilia e ora, a punteggio pieno (12 punti in 360’ di gioco), sta lassù a scandire il passo in solitario nel girone D. Una scalata imboccata in  tribuna, rigorosamente laterale e nel segno “+” da mr. Zattarin che  per non  incorrere nelle attenzioni del pubblico rivale  è andato a “nascondersi” tra i gradoni in metallo. Mister Zattarin da quel pulpito si è prodigato nel dare di consigli, nello strigliare la squadra,  senza megafono, tanto meno il telefonino di servizio. La quarta “Gian” è andata… 

Ha sorpreso anche voi questa partenza così convincente (quasi tre gol di media a partita)?

“Non ce lo aspettavamo perché la squadra allestita in estate è formata da tanti giovani e i vecchi di qualità e carismatici nello spogliatoio ne contiamo solo sei: Bonazzoli, Lely, Rondon, Meneghello, Rubbo e Lorello. Siamo contenti, fiduciosi, di ciò che è stato fatto in questo primo mese di lavoro, ma dobbiamo mantenere i piedi saldi a terra e vivere questa parentesi il più a lungo possibile”.

Nel voler trovare il pelo nell’uovo, il calendario, pur non conoscendo gli avversari, vi ha agevolato?

“Non direi proprio. Domenica ci siamo misurati contro la squadra più forte incontrata in questo inizio di torneo. Non sono state facili nemmeno le due iniziali contro avversari indecifrabili, ma guardando la classifica a oggi, il Jolly Montemurlo non ha mai perso e conta su una difesa di ferro, il Ribelle avanza a corrente alterna, mentre la prestazione contro il Rimini mi ha fatto capire che in fase offensiva possiamo dire la nostra. Con il ritorno poi di Bonazzoli  il reparto offensivo beneficerà della sua  esperienza e forza fisica…”.

E’ un primato che ha superato il severo esame del derby. Ti aspettavi una partita così intensa emozionante e con tante occasioni da rete?

“Non credevo che i ragazzi potessero affrontarlo con tanta intensità dopo lo sforzo profuso mercoledì. Contro il Rimini avevamo speso molto e lo si è visto nei primi 20’ del derby che non c’ eravamo. Il gol  del vantaggio messo a segno in questo delicato periodo del match ci ha sicuramente dato una carica diversa, la squadra si è liberata, ha tolto il freno e alla fine grazie anche  alle grandi parate di un super Lorello, ci siamo presi  i tre punti. Voglio comunque rimarcarlo e porre l’accento sulla prestazione del Thermal che ha dimostrato di potersela giocare con tutti”.

La squalifica ti ha confinato in tribuna: è meglio rimanerci anche in futuro visto che i tuoi richiami favoriti dall’eco del “Tenni” hanno fatto presa sui tuoi ragazzi?

“Se dovesse rivelarsi una regola da tre punti, lo farò volentieri… Preferisco però  rimanere a bordo campo, partecipare all’evento, vivere i 90’ con i ragazzi. So che in campo posso contare su alcuni uomini cardine che sanno condurre la squadra, ma dalla panchina si vive la contesa con “meno” stress… E poi tra i gradoni c’è il pericolo di inciampare, cosa che la mia squadra non ha fatto regalando alla società una piacevole domenica”.

Domenica a Este sale la Correggese, una “corazzata” fino a pochi mesi fa, cosa t’attendi dopo aver dato scacco al Rimini e Thermal?

“Sicuramente una prova di maturità. Contro il Rimini, squadra blasonata e anche nel derby stesso, gli stimoli si sono manifestati in funzione del match; contro la Correggese, che reputo ancora tra le favorite del girone, una squadra poco più di mese fa indiziata a salire il Lega Pro, mi attendo una prestazione ancora più convincente e al tempo stesso concreta, e lo dico in funzione alle sbavature (l’ordine tattico in fase di ripiegamento) che ho notato nel test contro il Thermal”.

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