Nella foto El Rulo Ferretti sbuccia l'incornata a rete

Belluno 1905-Marano 1-1

Belluno 1905 (4-3-3): Schincariol***; Pitteri**, Mosca, Calcagnotto*, Merli Sala; Masoch, Bertagno, Duravia; D’Incà**, Corbanese, Osagiede* (22’ st Sommacal).

A disposizione 12 Solagna****, 13 Paganin***, 15 Nenzi***, 16 Longo*****, 17 De Toni*****,  18 Mulè*****.

Allenatore: Roberto Vecchiato

Marano (4-3-2-1): Gava**; Capelli***, Veronese (1’ st Sottovia), Yarboye, Ballarin; Dal Dosso (35’ st Pozza), Tait*, Assane****; Cunico (1’ st Roveretto), Rondon; Ferretti.

A disposizione: 12 Cristofori** 13 Garbini, 15 Gattoni*, 16 Tuniz***, 17 Tedesco***, 18 Beccaro

Allenatore: Enrico Cunico

Arbitro: Andrea Capone sez. aia di Palermo

Assistente n° 1: Biasini sez. aia di Cesena

Assistente n° 2°: Palumbo sez. aia di Torre Annunziata

Reti: 36’ pt Merli Sala, 19’ st Ferretti

Note. Pomeriggio velato, temperatura di 16 gradi, terreno in buone condizione, spettatori 600 circa.

Calci d’angolo

Ammoniti: Assane, Yarboye, Ferretti, Duravia

Recupero: pt 1’ st 4’

(***) under della partita: *’93, **’94, ***’95, ****’96, *****’97 

Belluno. Harakiri Marano. Il Pordenone ora è a -1… Nel trittico delle gare programmate in anticipo è la capolista a rischiare di più. Il Marano salito a Belluno per confermare il trend esterno che non lo vede sconfitto dal 20 ottobre (8^ di andata) dal 2-0 subito a Pordenone ha dato il massimo per rispondere alla concomitante vittoria del Pordenone rifattosi il palato  nella tana del Tamai dopo il black-out del’andata. Al via del fischietto palermitano Capone, i padroni di casa pagano dazio con le assenze dell’infortunato Radrezza, mentre la panchina di 18 elementi vede sedere accanto a mister Vecchiato parecchi under. Nel Marano in cui Enrico Cunico settimanalmente bada a salvaguardare l’aspetto fisico e la tenuta atletica dei propri ragazzi, il tourn-over riporta in campo al centro della difesa Yarboye, mentre Marco Cunico (prende il posto di Roveretto) è l’uomo incaricato a mettere la giusta dose di pressione nella  metà campo gialloblù. Il Marano ha un avvio spumeggiante. I bianco-neri articolano un palleggio pratico e veloce sull’asse Dal Dosso-Tait, spesso dimenticato del pressing di casa. Dopo un paio di tentativi andati a  vuoto (mancanza di precisione sui cross), al 14’ la capolista si fa vedere al limite dell’area: Dal Dosso palla al piede va in aggiramento e dal vertice mancino fionda un velenoso diagonale che esce di un paio di metri sul secondo palo. L’aggressività mostrata dal Marano trova il favore nella gestione della partita del fischietto siciliano che dirige all’inglese e consente il contatto. Al 16’ la risposta del Belluno: sul taglio fiondato teso in area dalla sinistra di Mosca, Gava resta piantonato tra i pali e l’ex Veronese arrivato di gran carriera sul secondo palo a chiusura della diagonale, libera oltre la trasversale sul disturbo portato da Duravia. Superato il quarto di gioco, i vicentini insistono e al 22’ sulla sovrapposizione sulla destra di Capelli, il cross dalla linea di fondo del terzino picchia sul braccio di Calcagnotto uscito dall’area di porta a ostacolare l’assist. L’arbitro nelle vicinanze non se la sente di assegnare il penalty, apparso vistoso, anche se l’ex difensore del Real Vicenza l’arto lo aveva molto aderente al corpo.  La mole di lavoro della mediana bianconera non dà respiro ai ragazzi di mr. Vecchiato che al 27’ sul terzo corner contro rischiano di capitolare: sul traversone scodellato dalla bandierina da Rondon, la palla scende sulla testa dell’avanzato Ballarin, l’incornata del “ciosoto” è una stilettata a colpo sicuro e sulla linea di porta è Corbanese con una forbisce  a sventare il pericolo.

Per mezz’ora il Marano domina il campo, ma alla prima occasione propizia il Belluno passa. E’ lo fa con uno dei suoi colpi di genio, il piazzato di Duravia: la botta dai 22 metri dell’ex juventino non è trattenuta da Gava, sul pallone che danza nell’area di porta si lancia il  “kamikaze” Merli Sal, la palla gonfia la rete e strappa l’applauso del Polisportivo. Il gol è una scoppola molto pesante da assorbire. Il Marano subisce e al 44’ Yarboye nel limitare il movimento di Corbanese tocca il pallone con la mano almeno un metro all’interno dell’area di rigore. Ai più, e rivista l’azione nella ripresa televisiva, il rigore è apparso netto, ma Capone, a volte troppo lontano dall’azione, allunga l’indice a due spanne dalla linea dei sedici metri e assolve l’infrazione il difensore vicentino. Per la capacità balistica di Duravia il calcio franco davanti a un “muro” di nove uomini vale un penalty: la rincorsa dell’ala gialloblù è molto lunga, il tiro di collo interno aggira al barriera e lambisce l’incrocio del pali alla sinistra di Gava che segue la traiettoria finire a fondo campo. Il Belluno va  al riposo tra gli applausi del pubblico di casa, mentre la capolista tra le quattro mura dello spogliatoio ha parecchie cose da analizzare. Nel fare ritorno in campo i bianconeri presentano due novità: mister Cunico gioca il tutto per tutto con l’ingresso di Roveretto e Dario Sottovia. La capolista schiera il tridente e  sul piano tattico è Assane a scalare nel ruolo di esterno basso. E’ però un Marano che nelle fasi iniziali perde ritmo, smarrisce la tranquillità e il senso pratico. E’ Assane il giocatore più sollecitato nello scandire l’impostazione e la fase di rilancio. L’undici di mr. Cunico cerca rimedio sulle palle inattive e al 13’ ci prova con Dal Dosso e il pallone centra la barriera. Al 19’ i bianconeri vanno a segno: sul corner carico d’effetto di Rondon lo stacco di Gustavo “El Rulo” Feretti lascia i difensori gialloblù con i tacchetti piantati sul terreno di gioco e la capocciata dell’ argentino piega le mani a Schincariol. Prende coraggio la capolista, ma a centrocampo la mancanza di un’ adeguato filtro permette al Belluno di ripartire e rendersi pericoloso.
Al 21’ i gialloblù lo fanno con un’azione filtrante di D’ Incà: sul cross a mezza altezza indirizzato sulla proiezione centrale di Corbanese, il “cobra” manca la correzione a fronte piena. Analoga l’azione al 27’ che lo stesso centravanti sfiora a malapena. Al 28’ anche Mosca prova la soluzione dalla media distanza  e il pallone esce di un paio di metri. 1’ dopo su un pallone verticalizzato dalla mediana, Ferretti in bella coordinazione stoppa il cuoio con il petto e in giravolta impegna a terra Schincariol. Gli ultimo scampoli di partita  sono una battaglia fisica. Il Marano le prova in tutte le salse. Sul piano dinamico il Belluno esce però alla distanza, si piglia un prezioso punticino e nel 1’ di recupero sul corner di Duravia, la capocciata di Corbanese fa gridare al gol.

Serie D Pordenone vince a Tamai. Finisce 0-3. Mateos e doppio Zubin!
News mercato dal veneziano, tra Prima e Seconda Categoria...