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Nella foto: Andrea Gazzola, pilastro d'esperienza nella rocciosa difesa del S. Floriano (foto Nalmar).

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La miglior difesa del girone contro l’attacco più prolifico di tutto il Veneto: S. Floriano-Spineda promette scintille. Il derby trevigiano di Seconda Q, in programma domenica alle 14.30, mette a confronto due delle favorite della vigilia, divise da tre punti in classifica e da una decina di chilometri. Match affidato ad Andrea Mazzer della sezione arbitrale di Conegliano. Il S. Floriano (solo un pareggio) arriva dal netto 3-0 nel big match di Crespano contro le “aquile”, preceduto tuttavia da due sconfitte consecutive. Dal canto suo, lo Spineda è imbattuto in questa stagione, e in trasferta addirittura dal 13 ottobre 2013. I riesini vanno in gol da 21 giornate di campionato, l’ultima a secco risale allo scorso 16 marzo contro il Badoere. Con 42 reti in 14 partite (media esatta di tre ogni 90’!) vanta il miglior attacco tra tutte le 480 squadre venete comprese tra l’Eccellenza e la Seconda categoria. La battistrada allenata da Calzamatta (al comando insieme al Bessica) arriva però dai due pareggi con Ospedaletto e Ramon: è la prima volta in cui non è riuscita a vincere per due partite di fila. Gli scontri diretti della passata stagione avevano premiato lo Spineda con 4 punti su 6 disponibili, lasciandone solo uno al S. Floriano. Confrontando invece il bilancio dopo le prime 14 giornate del 2013/14, emerge che entrambe le squadre vantano 13 punti in più.

Ne abbiamo parlato con Andrea Gazzola, uno dei pilastri della rocciosa difesa locale, che con il suo arrivo in estate ha portato esperienza al gruppo.

Quanto vale questa partita nell’economia del torneo, giunto al giro di boa?

«Vale per il morale e per trascorrere delle buone vacanze, ma non di certo per l'esito del campionato. Loro stanno bene e sono ancora imbattuti ma noi non vogliamo regalare nulla a nessuno. Siamo tornati ad essere la miglior difesa del girone, e vogliamo continuare ad esserlo, con un po’ di attenzione in più possiamo prenderci delle belle soddisfazioni».

Con il nuovo mister Davide Didonè (ex vice di Marco Antonello, dimessosi) è già cambiato qualcosa?

«Didonè è alla prima esperienza da allenatore dopo aver seguito per un periodo Antonello, che si è dimesso la settimana scorsa per motivi personali. Sicuramente saprà portare l'esperienza e la tenacia di quando giocava, oltre a quello che ha appreso da Antonello che io definisco "il nostro Guardiola", in quanto allenatore intelligente, capace e molto preparato».

Siete in linea con le previsioni del pre-campionato?

«La squadra è stata costruita per far bene, siamo terzi e mi sembra che vada abbastanza bene. Daremo il massimo e vedremo a maggio come è andata».

Punto forte dello Spineda?

«Ha ottime individualità e un ottimo collettivo, non conosco personalmente i giocatori anche se qualcuno da avversario l'ho già incontrato. Finora hanno realizzato molti gol, per noi difensori sarà una domenica impegnativa».

Per quanto visto finora, il mercato invernale può rivoluzionare il ritorno?

«Penso che i valori visti fino ad ora non cambieranno molto con il mercato di dicembre, a meno che non vengano fatte rivoluzioni nelle società o acquisti di alti livelli».

Un commento sul girone: con chi lotterete per il vostro obiettivo? Chi sono le sorprese?

«Bessica e Spineda sono le squadre da battere, ma gioca bene il Badoere, inoltre mi piace la tenacia e la grinta di Ramon e Ospedaletto Sile».

Forte della tua esperienza, come giudichi lo stato di salute del calcio dilettanti?

«Segue la scia del calcio professionistico, si è autodistrutto per i soldi e la fame di vittoria a tutti i costi. Con esempi negativi e poca umiltà, la colpa sempre degli arbitri e mai di se stessi!».

Ci ricordi la tua carriera?

«Ho fatto tutto il settore giovanile fino alla prima squadra a Vedelago, per poi andare in prestito una stagione al S. Zenone Carinatese. Quindi quattro anni a Riese dove siamo arrivati per tre volte consecutive ai playoff, un anno a Salvarosa (playoff), uno a S. Floriano e sette a Fossalunga, di cui quattro da capitano, con un playoff perso e la vittoria del campionato di Seconda categoria. Sette anni bellissimi, che mi hanno permesso di conoscere persone fantastiche, il giusto ambiente, grandi soddisfazioni ma anche il più brutto e doloroso addio (non per mia volontà) della mia carriera. Ed ora sono tornato a S. Floriano, società ambiziosa capitanata da Sergio Soligo, persona per bene ed innamorata del calcio e della propria squadra».

Per concludere, chi vorresti ringraziare?

«Il diesse del S. Floriano, Bizzotto, per aver creduto in me nonostante la mia non più giovane età. Ringrazio inoltre tutti gli allenatori, compagni e dirigenti che ho conosciuto in trent’anni di carriera, e soprattutto ringrazio la mia famiglia, mia moglie Roberta e i miei figli Isaia e Noè, per la pazienza portata fino ad ora. Grazie di cuore!».

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