Memorial Gallini, il resoconto finale del 14° trofeo internazionale...
Nella foto la Nazionale dell’Iran alla prima partecipazione
La si ricorderà come l’edizione del “Franco Gallini” più sfortunata dei quindici anni: una vigilia di Pasqua e l’intera domenica flagellate dalla pioggia, dal vento, un mix che ha reso i campi inzuppati d’acqua e portati al limite della praticabilità, tanto da dover annullare domenica mattina, a Roveredo in Piano, Sacilese-Virginia USA. E’ stata un autentico tour-de-force per l’organizzazione e per le società che hanno messo a disposizione gli impianti di gioco. Terreni distrutti da ripristinare in settimana perché incombe il campionato e per rimetterli in ordine ci vorranno parecchie migliaia di euro. L’Azzanese pare aver già chiesto il posticipo della gara interna di campionato. Questo sarà motivo di polemica, forse di un rifiuto futuro da parte dei club coinvolti nell’aderire all’ edizione 2014.
Ogni manifestazione ha i suoi pregi e gli immancabili nei. Alla fine è però doveroso estendere i meriti a coloro che hanno lavorato sodo dietro le quinte, perché il dispendio di energie nei tre giorni di Pasqua ha comportato tra i volontari di ogni club, un grande sacrificio, pure nei confronti delle famiglie.
Ma è giusto ricordare le cose belle della rassegna e la finale ha vinto sul scetticismo. Rapid Vienna-Partizan, bella ed intensa, ha rievocato i confronti d’epoca tra i due appassionati club, in Coppa delle Fiere e Coppa delle Coppe, anni ‘60/’70. E’ mancata la partecipazione del nome altisonante per svegliare l’interesse del pubblico pordenonese, ma la rassegna che ha coinvolto le squadre di quattro continenti, va apprezzata. Se poi vogliamo cercare il pelo, forse non tutto è filato liscio. Le lamentele sono arrivare dalla moltitudine di osservatori accreditati per la mancanza o il rifiuto dei club partecipanti di mettere a disposizione i referti gara. Non è successo in tutti i campi, ma qualcuno si è fatto in quattro per risalire al pezzo di carta ufficiale e poter così segnalare qualche elemento da seguire in futuro.
Sul campo, ed è quello che conta, i ragazzi hanno dato prova di spirito, fratellanza, rispetto e cavalleria. Lo spettacolo è venuto meno per la situazione (meteo) contingente, ma l’impegno è stato lodevole anche perché le squadre tecniche come i campioni uscenti dell’Empoli, della forza del Lingby e degli stessi brasiliani del Sao Luiz, che alla distanza hanno pagato la disparità fisica. Un’ottima impressione hanno destato la nazionale dell’Iran che ha chiuso il “Gallini” senza subire reti e con un portiere, Farjd, da prendere in considerazione; lo stesso Lugano (5°), che ha vinto la sfida con i dirimpettai del Ticino. Quanti sfottò al rientro sullo stesso pullman…
La sorpresa è invece arrivata dagli udinesi del Donatello, quarti alle spalle dell’Iran per la differenza reti. I bianco-neri friulani si sono esaltati vincendo il girone B davanti all’Ungheria, ai Falchi Pasiano e agli irlandesi dello Shelbourne, mettendosi poi alle spalle nei quarti il Lugano. Netta invece la differenza che li ha visti soccombere in semifinale al Partizan Belgrado per 3-0.
Nel mettere in luce le delusioni, qualcosa di più la rassegna se l’attendeva dalle prestazioni dell’ Ungheria, dal Crystal Palace compresso in un girone di “ferro” con Lugano e Lingby, dall’Udinese e dalla nazionale degli Stati Uniti.
Una buona vetrina il “Franco Gallini” lo è stata per gli scandinavi del Vantaa, per i giapponesi del Gyosei, per l’ Izola d’ Istria, per i bulgari del Razgrad e per gli stessi cechi del Kralov. Tutte formazioni che potremmo vedere nell’ edizione n° 16 consapevoli del valore della manifestazione.
La classifica finale:
1° Rapid Vienna, 2° Partizan Belgrado, 3° Nazionale Iran, 4° Donatello Udine, 5° Lugano
Il premi al miglior giocatore del “Franco Gallini” è stato assegnato a Dragan Raukovic (Partizan Belgrado)
Il premio Fair-play è andato al rappresentate brasiliano del Sao Luiz.
Il miglior portiere è stato eletto il n° 1 del Aspire Academy Qatar, Mohamed Abdulhadi Al Dossari
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