L’inizio del 2012 è coinciso con un aumento dei controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di tutti i contribuenti, siano essi persone fisiche, imprese o enti non commerciali. Proprio in relazione a questi ultimi la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna ha voluto vederci chiaro ed ha dato inizio a tutta una serie di controlli specifici sulle sponsorizzazioni alle società sportive. Tuttavia, mentre in passato l’Agenzia delle Entrate contestava l’effettività della sponsorizzazione, visto che dietro ad essa spesso si celano fatture gonfiate e relativa circolazione di denaro “nero”, stavolta l’attenzione delle Entrate si basa sul concetto di antieconomicità, in altre parole si ritiene che queste spese siano inutili in relazione agli obiettivi aziendali.

L’Agenzia si è mossa, infatti, sul presupposto che appare poco credibile che un’impresa possa rinunciare a parte dei propri profitti per corrispondere somme di denaro ad associazioni sportive a titolo di sponsorizzazione, anche e soprattutto nella considerazione che sponsorizzare una piccola società sportiva, con un bacino di utenti molto ristretto e con numero di spettatori esiguo, non rappresenta una strategia in grado di favorire l’incremento del fatturato aziendale o comunque di pubblicizzarne i prodotti.

Non solo ma tra le contestazioni più recenti avanzate ad imprese sponsor e alle associazioni sportive, vi è quella di sproporzionalità; ovvero i funzionari delle Entrate comparando il risultato d’esercizio di un’impresa sponsor con la spesa sostenuta per sponsorizzare la società sportiva arrivano ad affermare che l’impresa avrebbe incredibilmente rinunciato a un profitto per destinarlo ad una attività senza prospettive concrete di ritorno pubblicitario.

Ad esempio, Alfa srl ha un utile d’esercizio pari ad euro 70.000 e nel corso del 2011 ha ricevuto fatture dalla Asd Gamma Volley per un importo pari ad euro 60.000. Secondo l’Agenzia siamo in presenza di un comportamento antieconomico poiché Alfa Srl ha rinunciato a quasi metà del proprio utile per sponsorizzare una associazione che non può oggettivamente garantire un ritorno pubblicitario di pari livello. Ciò comporterà per l’impresa una ripresa fiscale dei costi che si è ingiustamente dedotta mentre per la società sportiva l’accertamento del corretto comportamento tenuto ai fini del versamento delle imposte dirette ed Iva.

In genere è buona regola per la società sportiva conservare sempre i documenti dell’avvenuta sponsorizzazione, quindi foto di striscioni, maglie, tabelloni e soprattutto a monte redigere e far sottoscrivere allo sponsor un regolare contratto di sponsorizzazione atto a regolare i rapporti tra le parti.

 

Articolo a cura del Dott. Antonio Pettenello
Consulente amministrativo
Per informazioni: www.anpsport.it / [email protected]

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