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Nella foto: Stefano Zarattini, patron della Luparense San Paolo che milita nel girone C di serie D. È il numero uno anche della Luparense calcio a 5, con la quale ha vinto 5 scudetti, altrettante Supercoppe e 3 Coppe Italia (immagine da calcio.luparensefc.com).

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Giorgione-Luparense è il derby dei campanili. Due realtà in province diverse, ma in comuni confinanti, per una sfida sentitissima soprattutto dalla tifoseria sanmartinara. Il match della seconda giornata di ritorno, in programma domenica alle 14.30 a Castelfranco, mette in palio punti-salvezza per entrambe. Rossostellati a quota 25, “lupi” a 23 e con un punto di vantaggio sulla griglia playout. All’andata finì 3-2 per la giovane formazione allenata dall'ex difensore dell'Inter Antonio Paganin. Sulla panchina padovana sedeva Daniele Pasa, sostituito da Enrico Cunico dopo il quarto turno di campionato.

A confermare la grande attesa della vigilia è il presidente della Luparense San Paolo, Stefano Zarattini.

«Il derby con il Giorgione è molto sentito e mancava da diversi anni. C’è una rivalità storica e sportiva tra i due paesi, mi aspetto un esodo di massa da parte dei nostri tifosi. Il bello dei campionati dalla D in giù è che spesso ci si gioca la supremazia tra campanili. Inoltre è in ballo il sorpasso in classifica: per noi sarebbe importante vincere, in modo da allungare la striscia positiva dopo la vittoria infrasettimanale con la Sacilese, dando morale allo spogliatoio».

Cosa ricorda del match di andata?

«C’era moltissima gente allo stadio, come non se ne vedeva da tempo, con quasi tutto il nostro settore giovanile presente. Una bella giornata di sport. Ci aspettavamo un risultato diverso, motivo per cui cercheremo di “vendicare” quella sconfitta. Da lì per noi è iniziato un periodo difficile, durato per gran parte dell’andata. Se potessi portare in rossoblù un giocatore del Giorgione, sceglierei Gazzola».

Che voto dà alla prima metà di stagione della sua squadra?

«5,5 per quanto visto fino a dicembre. Abbiamo seminato parecchio, ma raccolto poco, intervenendo poi sul mercato invernale con una rivoluzione. Siamo fuori dai playout solo da mercoledì. Dobbiamo allontanarci al più presto dalla zona rossa, per poi pensare di toglierci qualche soddisfazione in più, e soprattutto di programmare la prossima stagione. Questa ci è servita per capire la categoria. Ora bisogna vivere gara per gara, giocando con fame e determinazione: aspetti che nei mesi scorsi talvolta sono mancati».

L’esonero di Pasa è stata una decisione sofferta?

«Mi è dispiaciuto molto, siamo amici e ci siamo lasciati bene. Nell'individuare l'allenatore, avevo puntato subito su di lui. Abbiamo pagato insieme la scelta di alcuni giocatori, tant’è che a dicembre l’organico ha cambiato volto. Purtroppo quando non arrivano i risultati sperati, non potendo cambiare la squadra, a rimetterci è sempre l’allenatore».

In compenso gli juniores nazionali sono primi in classifica nel girone D.

«Stiamo facendo un ottimo lavoro con il settore giovanile, sia quello di San Martino che di Padova. C’è sinergia tra i due bacini. Nell’attuale rosa di serie D figurano 6-7 elementi che arrivano dalla juniores del San Paolo, spero di vederne promossi degli altri. D’altronde abbiamo più di 680 tesserati».

E per quanto riguarda la Luparense “B”, ultima nel girone F di Prima categoria?

«Il nostro progetto è stato di far giocare in prima squadra i giovani che uscivano dalla juniores regionale. Abbiamo pagato lo scotto di un’età media così bassa, e ci si è messa pure la sfortuna, ricevendo complimenti ma non i punti. Da qualche turno ne stiamo venendo fuori: l’obiettivo è la salvezza. Mister Ferlin sta lavorando bene».

Stando ad alcune voci, in estate sembrava che lei fosse interessato ad entrare nel Giorgione.

«Ogni anno, oltre al mercato dei calciatori, c’è anche il mercato delle società. C’è sempre del dialogo, non solo con il Giorgione. Si parla, si parla, però una cosa accomuna tutti i presidenti: alla fine siamo tutti innamorati della propria città. Il bello dello sport è che ogni presidente rimane attaccato al suo campanile. La soddisfazione massima è costruire una struttura societaria per lavorare sul proprio territorio. In tutti questi anni credo di aver dimostrato il mio forte legame con San Martino di Lupari, visti anche i risultati nel calcio a 5».

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