Le mani affondate nelle tasche mentre lo sguardo vigile guizza da un vertice all’altro del campo. Qualche urlo, un movimento da ripetere, una diagonale non fatta bene: la cura dei particolari è il segreto per poter raggiungere gli obiettivi più ambiziosi e Paolo Guadagnin questo lo sa bene. Confermato alla guida della Juniores a furor di popolo assieme a tutto lo staff tecnico (il vice Massimo Beltramello e l’allenatore dei portieri Francesco Troiano) dopo la scorsa esaltante stagione culminata con la conquista del titolo provinciale, l’allenatore non lesina complimenti ai suoi alternando saggiamente carota e bastone.

«Dopo una anno ricco di soddisfazioni - sbotta con fare compiaciuto – abbiamo raggiunto il nostro obiettivo che era proprio partecipare al Campionato Regionale: è un progetto ambizioso, difficile ma al tempo stesso motivante, una sfida nella sfida in cui noi vogliamo ritagliarci un ruolo da protagonisti. Credo che una società dello spessore e del blasone della Plateolese non possa mancare da simili palcoscenici».

«L’organico è stato vagliato oculatamente – riprende dopo aver rifiatato – all’intelaiatura della scorsa stagione abbiamo aggiunto elementi di notevole caratura tecnica e tattica: qualche giocatori l’abbiamo prelevato da altre squadre qualcun altro l’abbiamo aggiunto pigliando dal serbatoio Allievi del ’94. La rosa, a mio avviso, è competitiva, ben assemblata. Come sempre bisogna trovare la chimica giusta – continua sogghignando – cercare quel mix che abbini la qualità del gioco ai numeri perché anche la classifica reclama».

Lo sguardo per un momento s’incupisce prima di sciogliersi in un sorriso: «Un pensiero ed un abbraccio va a Cela Jorlend, lo stiamo aspettando tutti a braccia aperte dopo il grave incidente cui è stato vittima».

Dà un’occhiata al campo prima di riprendere masticando amaro: «La stagione non è partita benissimo – sottolinea strabuzzando gli occhi – sul piano dei risultati (una sconfitta ed un pareggio, ndr) ma i ragazzi non si sono fatti intimorire: lo spessore morale del gruppo è evidente, tutti si son rimboccati le maniche e hanno lavorato sodo, con impegno e dedizione ed ora siamo là».

Un grande sorriso gli illumina il volto: «La posizione d’alta classifica è il giusto premio; gratificante soprattutto la casella delle reti fatte: siamo l’attacco più prolifico del girone e possiamo vantare una delle difese meno battute. E dire che il girone è molto equilibrato, non c’è la squadra materasso, ogni avversario non va sottovalutato e tutti devono essere affrontati con il massimo rispetto: la gara di sabato (vittoria sull’Azzurra S. Anna per 3-2, ndr) ne è la riprova. Non possiamo permetterci vuoti o pause di concentrazione altrimenti rischiamo di sciupare in un battibaleno quanto costruito nell’arco della gara».

Gonfia il petto orgoglioso: «Questo è un gruppo di ragazzi molto affiatato, sanno fare gruppo ed è un piacere allenarli: sono certo che regaleranno alla società
altre importanti soddisfazioni»

 

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