Nella foto: il Real Martellago che ha espugnato il Mecchia.

Portogruaro-Real Martellago 0-2

Portogruaro: Esposito; Della Valentina (17’ st Buriola), Scaramocin (37’ st Danelutti), Dal Farra***,  Dei Rossi, Leorato, Bottan***, Pessot, Fabbro, Poles, Marcuz* (22’ st Giordano****)

A disposizione: 12 Battistel**, 14 Caracciolo, 16 Muratore*****, 17 Geromin**.

Allenatore: G. Franco Borgato

Real Martellago: Cesaro***, Lana****, Molin (41’ stArtusi), Maggio , Toso, Zugno, Gemelli (36’ st Ciullo), Riello, Lopez, Ventre, Biancato* (47’ st Lorenzon****)

A disposizione: 12 Nichele***, 14 Franzoi**, 16  Chinellato**, 17 Fusaro.

Allenatore: Matteo “Teo” Vianello

Arbitro: Roberto Lovison sez. aia di Padova

Assistente n° 1: Doretto sez. aia di S. Donà di Piave

Assistente n° 2: Sernaglia sez. aia di Treviso

Reti: 38’ pt Ventre, 44’ st Ciullo

Note. Pomeriggio soleggiato, terreno in perfette condizioni, spettatori 350 circa con buona affluenza mestrina.

Ammoniti: Maggio, Ventre, Molin

Recupero: pt 1’ st 4’

(*) gli under del clou: *’94, **’95, ***’96, ****’97

Portogruaro. Cinico, Real… Revival al “Mecchia”…Portosummaga-Martellago è storia, passata… C’era una volta la serie D! Oggi al “Velodromo” i 90’ hanno fatto rivivere nei due sodalizi il desiderio di tornare all’apice del calcio regionale, la voglia di risalire la china, di lasciasi alle spalle le traversie passate e confrontarsi con il futuro, alla luce del sole…C’è in palio il primato e la classifica s’illumina. Ma nei ricordi degli sportivi del Lemene, coloro che hanno vissuto il tonfo granata, il rilancio affidato a Gianfranco Borgato è un messaggio che il team di massimo splendore del Veneto Orientale, è pronto a riprendersi una vetrina più ambita. Anche il Martellago con alla guida il neofita della panchina “Teo” Vianello è tornato “Real”. E lo è stato nelle sue precedenti visite al “Mecchia” dove il suo score è di tutto rispetto e l’ultimo stop incassato dai giallo-blù risale a 211 mesi fa, quando più che una vittoria Granata, il match (31 marzo 1996) si rivelò una “grandinata” sul Martellago, un 4-1 distribuito nei gol di Consorte, Serio Franco Martin, Sutto e Rosson. A innescare la miccia ci pensò Cravin con la rete del vantaggio. Momenti di un calcio cementato dalla passione, che nell’ultimo ventennio ha fatto registrare quattro test. L’ultimo in ordine di tempo le due squadre l’hanno disputato in serie D,  il 29 aprile 2001 (1-1 con gol ospite di Enrico Sambo e del terzino Alberti per i granata del Lemene). La buona condotta del Martellago fu ripagata anche nell’annata ’99 con il pareggio per 1-1. Andò di lusso invece i giallo-blù il 25 ottobre 1998 quando  violarono il “Mecchia” con un indicativo 3-1, che mandò a segno: Fusaro, Barbieri e Giovanelli; Perotti fissò il gol della bandiera.
In panca c’erano il compianto Ennio Gazzetta e l’amico Gianfranco Fonti. Nel Dna di quei tempi, al “Porto” trascinato dal Super-Grassi, la quaterna non era certo un’eccezione e un roboante 4-0 i granata lo firmarono il 5 marzo ’95 con i sigilli di Vendrame, Franco Martin 2 e Mian.

Oggi è un’altra musica, il Portogruaro è tornato alla sua denominazione di origine, il Martellago si arricchito dell’identità Real…La partita come anticipato vale il gradino più alto del podio. Il Portogruaro privo dell’imbattuto “Beppe” Fovero non ha ancora conosciuto l’onda della sconfitta; il Martellago se l’è data a gambe costruendo una graduatoria impreziosita da sette successi (una solo macchia nella confinante Fossalta di Portogruaro…).
L’undici del Lemene non si piega in casa dal 30 marzo (3-1, dal Passarella 93). La direzione del match-clou è affidata al padovano Lovison. La partita è subito viva perché il “Porto” va subito al sodo con un attacco frontale stoppato da un fallo ai danni di Robertino Poles. Sul pallone si porta Marco Fabbro e il centravanti estrae dal cilindro una bordata che picchia sulla traversa. Al 4’ l’undici del Lemene crea un nuovo pericolo con una stoccata dalla distanza bloccata in due tempi da Cestaro. Il tourbillon granata mette alle strette il Real che al 6’ è graziato da Fabbro che “cicca” la volè da sottomisura. L’egemonia territoriale del Portogruaro è attenuata dalla risposta della capolista che va al tiro (fiacco) con Lopez bloccato da Esposito. La formazione di “Teo” Vianello fa nuovamente capolino verso i pali di casa al 10’ con un piazzato di Ventre che scheggia la parte superiore della trasversale. Assopita la buriana la partita vive una fase di stasi, ma sono sempre pungenti le ripartenze del Portogruaro che mette sovente in crisi l’apparato difensivo ospite molto deciso a contrasto. Al 33’ il match-clou ha una fiammata in area gialloblù per una trattenuta di Zugno su marco Fabbro lanciato in tuffo sul cross pennellato nell’are di porta da Poles. La capolista  col passare dei minuti guadagna campo e al 38’ è Ventre dal settore destro a incrociare sotto la traversa un collo destro dal basso verso l’alto che lascia di sale Esposito. Per la porta del Portogruaro per l’imbattibilità del binomio Fovero-Esposito è la resa dopo 520’ (l’ultimo gol al 33’ pt a Codognè).

Nel secondo tempo il Portogruaro si riversa tutto nella metà campo gialloblù, ma rischia in più occasioni di subire il gol ospite. Mister Borgato opera un paio di cambi, alza il baricentro del gioco e chiede alla squadra una maggiore pressione nella metà campo ospite. Il Real Martellago si difende con la giusta dose di esperienza, in area di rigore sbriga le fasi più con citate senza badare allo spettacolo e il “Porto” e costretto puntualmente a partire da lontano…L’undici del Lemene rischia grosso al 23’ quando la difesa si sfilaccia sull’attacco in aggiramento dei ragazzi di Matteo Vianello, ma la conclusione da sotto di Nicholas Lopez non è assistita dalla buona sorte.

La jella è ben più visibile al 34’ quando il giovane Bottan dalla sinistra scarica un fendente a filo d’erba che centra la faccia interna del palo attraversa l’intero specchio della porta e Esposito si ritrova il pallone tra le mani. Nel finale mister Vianello rafforza gli ormeggi e negli ultimi 5’ regala l’emozione e il ritorno al “Mecchia” a Artusi che dà sostanza ed esperienza al reparto difensivo gialloblù che para sul nascere la fiammata che si allunga nei 3’. Una scelta però che ha poco conto perché al 44’ arriva il raddoppio dell’esperto Ciullo entrato da pochissimi secondi. Secondi che tornano utili a mister Vianello che regala la platea del “Mecchia” a Lorenzon, classe ’98.

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