Nella foto: l’Union Ripa la Fenadora, l’11 più costante nella coda del girone di andata...

In serie D è tempo di vacanza (lavorativa); il torneo riprenderà il 5 gennaio e i margini del riposo concessi dai mister sono molto serrati. Due settimane, sufficienti per ricaricare le pile… Ma è pure una parentesi in cui in tutti i club si tirano i primi bilanci sugli errori commessi (dalla matricole specialmente). Dopo la vetrina sui quartieri alti della classifica, l’analisi si concentra sul pericolo play-out e sulla bagarre retrocessione. Chi è uscito meglio dal rush di Dicembre è l’Union Ripa la Fenadora capace di mettere a segno tre successi (stesso score per l’UFM Monfalcone) in quattro gare, vincendo oltretutto le ultime quattro casalinghe. Bene anche il trend infilato dal Tris/Val di Tony Andreucci, sei gare positive in cui i rosso-azzurri hanno timbrato due pieni e quattro “ics”. Si è fermato sui pendii di Boscherai (Ripa La Fen.) e sull’impossibile erta del “Piero Berto” di Marano lo spavaldo crescendo dell’UFM. In declino si segnala il Mezzocorona di Loris Bodo incappato nel settino risultato negativo penalizzato da 4 ko, due dei quali patiti tra le mura domestiche. Una parziale riscossa (attesa) è arrivata dal Falmec Vittorio Veneto SM Colle; dopo la “manita” al Dro, i trevigiani avevano infilato un tunnel buio. E’ arrivata la Fersina a riaccendere la luce al “Paolo Barison“ dove i rosso-blù non vincevano dal 6 ottobre. Tra le squadre sottomedia, il Tamai è il club che rispetto alla passata stagione si è lasciato alla spalle 6 punti. Seppur in difficoltà, la Sanvitese, il club più longevo in categoria con le 19 presenze, rispetto a 12 mesi fa conta su un + 1.

Da segnalare il dimesso score di FersinaPerginese, Sanvitese e Tamai capaci di vincere una sola volta in casa. La Fersina di mister “Totò” Improta non azzecca il pieno dal 1° settembre (Unione Triestina); i “fraticelli” non lo fanno dal 13 ottobre con il 3-1 al Tris/Val, mentre l’undici di Gianluca Birtig  non piazza l’acuto dall’8 settembre con il 2-1 ai giallo-neri della Fersina.

Curiosità. Lo sono i bilanci al giro di boa. Il peggior punteggio negli ultimi dieci campionati dopo le 17 gare del girone di andata spetta al calcio Conegliano 1907 con soli 3 punti (1^ vittoria) nel torneo 2004-5. Hanno fatto peggio dell’attuale Fersina (7 punti): i bresciani del Palazzolo (4 punti) nella stagione 2009-10. Male anche l’Union Quinto che nel girone di andata del ’12-13 totalizzò 6 punti. Un analogo punteggio lo mise in cascina nel 2008-9 il Bolzano con 7 punti. Otto punti segnarono il cammino del Rivignano nel 2007-8, del ISM Gradisca nel 2011-12 e del Nk Kras nella scorsa stagione. Tutti questi club a fine stagione sono retrocessi in Eccellenza. Soglie più importanti, una base più consistente per non farsi inghiottire, le costruirono due sodalizi che la D la frequentano da anni, o nel caso del Montecchio Maggiore l’hanno calcata per oltre tre lustri. Le loro salvezze sono state puntellate ad handicap sulle dirette avversarie. Il Belluno (12), ultimo nel 2010-11 riuscì nell’impresa cosa invece non coronarono il Torviscosa (15), l’ Opitergina (18) e il Kras (18).

I giallo-blù bissarono la scalata anche nel 2006-7 quando al termine della fase ascendente dividevano il ruolo di fanalino con il Porfido Albino (13 punti). Nelle ultime due annate, l’elevato equilibrio e lo scadimento dei valori tecnici, hanno appiattito, in alto, la griglia play-out. Nel 2012-13 la permanenza i club coinvolti se la sono giocata dai 14 punti della Sanvitese ai 22 del Giorgione 20000, ai 23 di Montecchio M. e Tamai. Nella precedente edizione, la soglia la determinarono i 13 punti della Sanvitese, salendo ai 17 di MM Sarego, Sacilese, Belluno, ai 19 del Giorgione e Montecchio Magg. L’apice era rappresentata dai 20 del Città di Cocorsdia che a fine anno conobbe la bruciante legge della retrocessione.

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